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Emilia Romagna

Minorenni senza biglietto sul bus, danno il nome di un altro per la multa

bus

BOLOGNA – Minorenni che, pizzicati senza biglietto, rifiutano di esibire a bordo dei bus Tper la carta d’identità. E forniscono al controllore di turno false ma precise generalità: il più delle volte si tratta di quelle di compagni di scuola o conoscenti, in ogni caso di persone che esistono davvero e che, loro malgrado, restano coinvolte nello scambio di identità. Sono sempre più frequenti le istanze sui “furti d’identità” sull’autobus recapitate al Difensore civico regionale, Gianluca Gardini. Che lancia subito una proposta: gli accertatori dell’azienda che gestisce il trasporto su gomma a Bologna e Ferrara dovrebbero “procedere all’identificazione del trasgressore minorenne chiedendo anche le generalità di chi era tenuto alla sorveglianza e in particolare un recapito telefonico di questi ultimi, così da rendere più complesso realizzare il furto di identità”. Infatti, “l’inganno potrebbe essere smascherato attraverso un immediato contatto telefonico al soggetto tenuto alla sorveglianza del minore”.

studenti_autobusGardini ne parla dopo che molte famiglie, non sapendo come altro tutelarsi, si sono rivolte a lui per chiedere a Tper di annullare le sanzioni illegittime. Insiste la figura di garanzia dell’Assemblea legislativa: “Oltre ai profili penali che tale condotta implica per le false generalità rese a un pubblico ufficiale, il comportamento di questi ragazzi si riverbera in termini dannosi su alcuni malcapitati cittadini che vedono recapitarsi verbali di accertamento per violazioni mai commesse, a volte incompatibili con la posizione dei propri figli, regolarmente abbonati ai mezzi di trasporto pubblico”. Secondo Gardini, però, è evidente che di fronte a una ‘prassi’ del genere non basta invocare la collaborazione di Tper, ma serve la prevenzione. Anche a costo di complicare la vita a qualcuno.

Infatti, ammette il Difensore civico, “con queste modalità, evidentemente, il processo di identificazione risulta in parte aggravato e appesantito, ma uno sforzo addizionale da parte degli accertatori servirebbe a garantire la posizione di chi regolarmente paga l’abbonamento e, nonostante ciò, si ritrova ingiustamente multato per un fatto mai commesso”. Senza trascurare, poi, che “lo scambio di identità può portare ad imputare a persone innocenti comportamenti ben più gravi del mancato pagamento di un titolo di viaggio, come la resistenza a pubblico ufficiale, comportamenti violenti o altro”. In definitiva, Gardini invita le scuole ad “avviare una campagna informativa per sensibilizzare gli studenti e renderli consapevoli delle gravi conseguenze che può avere questo ‘scherzo’ solo apparentemente innocente”. Infatti, l’autore della condotta illecita si espone a “pesanti conseguenze punitive, previste dallo stesso codice penale per chi dichiara false generalità a pubblico ufficiale, che potrebbero- conclude avvisando ancora Gardini- rendere drammatico il finale di quella che solo superficialmente sembra essere una spiritosa bravata tra ragazzi”.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

14 aprile 2016
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