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Video-intervista al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio: Il nostro destino non è l’Ndrangheta

mario oliverio“C’è l’impegno mio personale e della Regione nel sostenere tutte le attività di contrasto alla criminalità nella consapevolezza che la ‘ndrangheta non è il nostro destino”. Questo il messaggio più importante che il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha voluto rilasciare nel corso di una lunga intervista rilasciata all’agenzia stampa Dire iniziata al termine dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta del Senato sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali.

“Nel Mezzogiorno- ha esordito il governatore della Calabria- si concentra il 60 per cento degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali e c’è un numero inaccettabile di amministratori uccisi. Per me, uomo e amministratore del Sud, è un dato moralmente e politicamente inaccettabile. Non posso ignorare che la Calabria si conferma dal 2009 la Regione con il più alto tasso di Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose e nei primi mesi del 2015 ne sono stati sciolti altri due. Servono adeguamenti legislativi con il ricorso a strumenti dissuasori che tendano a prevenire questi fenomeni”.

Oliverio, ribadendo poi “solidarietà e vicinanza” al consigliere regionale Arturo Bova “qui presente” che nei giorni scorsi è stato oggetto di atti intimidatori, ha ricordato l’importanza che assume “la lotta contro la solitudine in cui spesso vengono a trovarsi gli amministratori onesti, perché  proprio questa solitudine favorisce l’intimidazione criminale. C’è una situazione preoccupante: amministro la Calabria, una Regione difficile, nella quale le intimidazioni hanno un tasso elevatissimo, intimidazioni che  che insieme alla criminalità creano un clima non facile per il governo locale”.

Le intimidazioni, ha detto ancora, “presentano un quadro articolato, spesso anche le condizioni sociali difficili creano humus per le intimidazioni. Gli amministratori non possono essere lasciati soli, la solitudine rende più vulnerabili gli amministratori onesti, che sono la maggioranza, e hanno bisogno sempre bisogno del sostegno delle istituzioni”.

Dalla relazione della commissione del Senato sulle intimidazioni agli amminitratori locali emergono dati “allarmanti- ha sottolineato ancora il presidente della Regione- non posso ignorare che la Calabria è meno fornita dell’Emilia Romagna sul territorio di stazioni dei carabinieri. E’ necessario che ciascuno faccia la propria parte e non mi sottraggo alla responsabilità di quello che ciascuno di noi può fare. Vero che anche in Emilia-Romagna ci sono esigenze di sicurezza ed è quindi giusto che ci siano le forze dell’ordine ma nella mia Regione oltre il 20% dei Comuni sono senza presidi delle forze dell’ordine. Questo, insieme alla carenza di magistrati, rende il contrasto alla criminalità oggettivamente più difficile”.

Da qui il passo alla richiesta di maggiori risorse è breve. “I tagli inferti ai bilanci della regioni aggravano le difficoltà- ha detto ancora Oliverio- Noi dobbiamo corrispondere ai bisogni dei nostri territori, delle comunità e siamo in difficoltà drammatica. Dobbiamo riflettere. Vero è che c’è una situazione generale difficile ma bisogna spalmare i sacrifici, non possono essere unidirezionali”.

Rivedere le Regioni a Statuto speciale come vuole il presidente della Toscana, Enrico Rossi? “Io sono d’accordo con Rossi- ha risposto il presidente della Regione Calabria- sono passati 60 anni ma il regionalismo va ripensato non per indebolirlo, semmai occorre fare una lettura critica proprio per rafforzarlo, correggendo le distorsioni, le inefficienze”.

Per il presidente della Calabria, le Regioni hanno svolto male il loro lavoro perché invece di “essere organismi di legiferazione e programamzione” sono state schiacciate “dalle funzioni gestionali, il vero fattore distorsivo. La Regione deve svolgere funzione legislativa e di programmazione, tocca agli Enti locali poi gestire”.

Infine Oliverio ha voluto sottolineare i passi in avanti fatti dalla Regione. “Ho lavorato in questi 4 mesi di governo per rimuovere il blocco dei pagamenti dell’Unione europea fermi al 2011” ha detto, per poi aggiungere: “Ci siamo adeguati nel sistema dei controlli, siamo riusciti a farlo bene e la commissione ha sbloccato i fondi. Questo permetterà di evitare il default, e adesso stiamo lavorando per recuperare i ritardi e per mettere sui binari della operatività la programmazione 2014-2020 Le priorità? Le risorse che devono essere utilizzate per creare opportunità di lavoro, crescita economica e sostegno alle imprese”.

14 aprile 2015

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