Anche la Casa delle Donne a Roma è ‘Rue Marielle Franco’

Donna, lesbica, socialista, nera, madre, Marielle era, così la ricordano tra un filmato e una testimonianza, la sintesi di una lotta globale all'oppressione
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ROMA – Monica Tereza Benicio aveva detto all’agenzia Dire pochi giorni fa che “le risposte sulla morte di Marielle sarebbero arrivate presto”. E infatti appena due giorni dopo sono stati arrestati due ex poliziotti coinvolti nel suo assassinio.

Benicio è la donna che Marielle Franco, consigliera comunale a Rio de Janeiro ed esponente del Partito Socialismo e Libertà brasiliano (Psol), avrebbe dovuto sposare il prossimo settembre. Un sogno non coronato, perché Marielle è stata uccisa in un agguato il 14 marzo 2018.

Nonostante gli arresti, le associazioni intervenute questa sera alla Casa internazionale delle donne di Roma per ricordare Marielle Franco, a partire da Amnesty international, le attiviste femministe, fino ai numerosi rappresentanti del Comitato italiano ‘Lula libero’, hanno fatto sapere che “non si fermeranno fino a quando non conosceranno i mandanti” dell’omicidio.

Donna, lesbica, socialista, nera, madre, Marielle era, così la ricordano tra un filmato e una testimonianza, la sintesi di una lotta globale all’oppressione. Oggi il nome di Marielle ribattezza simbolicamente le strade in diversi angoli del mondo, con cartelli e la scritta ‘Rua Marielle Franco’ affissi dalla gente in ogni quartiere accanto alle targhe tradizionali: succede anche a Roma, in via della Lungara 19, sede della Casa internazionale delle donne. Nell’atrio, al crepuscolo, trova spazio persino una capoeira con un messaggio chiaro e una richiesta per il Governo del Brasile guidato da Bolsonaro: la verità sull’esecuzione di Marielle Franco.

CARVALHO (COMITATO LULA LIBERO): GIUSTIZIA PER MARIELLE E PER LULA

“Come Comitato italiano Lula libero vogliamo sensibilizzare la comunita’ internazionale su quello che sta accadendo in Brasile. Vogliamo sapere chi ha ucciso Marielle Franco e chiediamo la stessa giustizia anche per Lula, condannato per fatti indeterminati e senza prove. Vogliamo che Lula sia libero”. E’ il messaggio che da Roma il Comitato italiano Lula libero ha inviato al governo di Bolsonaro, attraverso le parole di Ivanilde Carvalho, intervistata dalla Dire, ieri sera, in occasione dell’evento che il Comitato Lula libero, insieme ad Amnesty e ad altre associazioni, alla Casa internazionale delle donne, ha dedicato all’attivista Marielle Franco, uccisa un anno fa in Brasile.

DAIANIS (ASS.LIBELLULA): FAMIGLIA DI MARIELLE FRANCO NON E’ SOLA

“Marielle Franco non e’ sola, nemmeno la sua famiglia lo e’. E’ stata per tutti noi una persona importante per le battaglie che ha fatto per i diritti civili. Era una persona libera”. Sono le parole commosse con cui Leila Daianis ha ricordato Marielle Franco, nel giorno dell’anniversario, durante l’incontro che si e’ tenuto ieri sera alla Casa delle donne di Roma, promosso da Amnesty, numerose associazioni e dal Comitato italiano Lula libero, per ricordare la storia di questa attivista bisessuale brasiliana uccisa in un agguato. “Vogliamo sapere chi siano i mandanti, non bastano gli assassini materiali. Qual e’ la macchina della mafia che l’ha uccisa. Era nata per essere leader- ha detto Daianis, che a Marielle ha accostato la figura di Lula- “anche lui deve avere giustizia- ha concluso- ed essere libero. Non ha avuto nemmeno un processo”.

RENZI (AMNESTY): FACCIAMO PRESSIONI SU AUTORITA’ PER MARIELLE

“E’ passato un anno dall’uccisione di Marielle Franco e Amnesty International aspetta ancora la verita’. Seguiamo il caso e con una serie di iniziative continuiamo a fare pressione sulle autorita’ brasiliane”. Lo ha ribadito Laura Renzi di Amnesty International, intervistata dalla Dire in occasione dell’evento promosso ieri sera alla Casa delle donne di Roma, per ricordare Marielle Franco, l’attivista nera brasiliana, a un anno dalla morte. “Per l’anniversario- ha spiegato Renzi- tutte le sedi di Amnesty a livello mondiale hanno promosso incontri con le rappresentanze diplomatiche del Brasile; abbiamo raccolto le firme durante la consueta maratona per i diritti di dicembre e questa mattina ne abbiamo consegnate all’ambasciatore del Brasile di Roma oltre 50.000”. E ancora una “twitter storm” con l’hashtag “Marielle presente!” e “Marielle Franco” rivolta al presidente Bolsonaro. Amnesty continuera’ a chiedere verita’ sul caso di Marielle ed e’ vicina alla famiglia. “L’anno scorso- ha ricordato Laura Renzi alla Dire- abbiamo invitato in Italia la mamma di Marielle e con lei abbiamo promosso incontri istituzionali e quest’anno a gennaio abbiamo incontrato la moglie Monica Benicio”. Obiettivo e’ “sapere chi sia il mandante, se l’arresto di qualche giorno fa e’ un passo avanti, sara’ benvenuto”.

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14 Marzo 2019
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