Diciotti, Grasso lancia spot provocatorio: “E se un ministro sequestrasse degli studenti?”

Ambientato nel 2024 spiega l'importanza del voto in Senato sull'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “E se un ministro sequestrasse degli studenti?“. E’ questa la provocazione da cui parte lo spot di Pietro Grasso, ambientato nel 2024, per spiegare l’importanza del voto in Senato sull’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro Salvini del prossimo 20 marzo

Nel post che accompagna il video – e che lancia il sito megliodino.it, dove si può scaricare gratuitamente la pubblicazione di Grasso – si legge: “Il ‘caso Diciotti’ non è il ‘caso Salvini’, è molto di più. Il punto centrale non è il rapporto tra la Lega e i Cinque stelle – l’unico aspetto davvero approfondito in queste settimane – ma il principio della separazione dei poteri in una democrazia. Non è importante capire dal voto quanto durerà il Governo, ma quanto dureranno i principi fondamentali della nostra Costituzione. Per questo ho scritto una Relazione di minoranza, già depositata agli atti del Senato, che contraddice, punto per punto, quanto affermato dal Ministro Salvini e dal Relatore Gasparri. Per far comprendere la gravità del caso ho deciso anche di darne la massima diffusione possibile attraverso una pubblicazione gratuita che potete scaricare su www.megliodino.it. Perché sia chiaro che il voto del 20 marzo prossimo avrà conseguenze che andranno ben oltre l’attuale maggioranza e l’attuale Legislatura. Creerà un precedente pericoloso. Immaginate se un Ministro dell’Interno trattenesse in una scuola 177 ragazzi e ragazze per costringere le associazioni studentesche a interrompere delle pacifiche proteste contro una riforma dell’Istruzione. Immaginate che si giustifichi dicendo: “Sto solo attuando un punto irrinunciabile del mio programma di Governo”. Immaginate che, dopo lunghe trattative, e solo dopo aver ottenuto dalle associazioni studentesche la rinuncia a qualunque rivendicazione, il Ministro decida di liberare quei 177 studenti. Non sarebbe forse un sequestro di persona? Non sarebbe gravissimo? La stessa cosa – con protagonisti diversi – è accaduta con il caso Diciotti”. 

Conclude il senatore di Liberi e Uguali: “Impedire il processo a Salvini autorizzerà in futuro un Ministro a utilizzare qualsiasi mezzo, anche il peggiore, per raggiungere il proprio fine politico – a costo della libertà personale, di quella di espressione o di pensiero di qualcuno di noi – senza temere conseguenze sul piano giudiziario. Il 20 marzo il Senato vota sull’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro Salvini. Vogliamo davvero creare un precedente così pericoloso?”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

14 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»