San Marino

San Marino, Titano investe su reti ‘mobile’ e fibra ottica “di Stato”

SAN MARINO – La piccola Repubblica di San Marino avrà “sue” infrastrutture strategiche delle tlc. Non solo una rete di fibra ottica pubblica, su cui l’impegno è già avviato. Dalla sede della Segreteria di Stato per l’Industria, Palazzo Mercuri, i segretari di Stato Andrea Zafferani e Marco Podeschi annunciano infatti che lo Stato sarà proprietario anche della rete mobile e pronto all’avvento del 5G ben prima di altri Paesi. Questi in estrema sintesi, i termini della partnership tra Repubblica di San Marino e Zte Italia, suggellata dal memorandum sottoscritto da governo, Azienda dei servizi e dalla multinazionale cinese, player a livello mondiale nel settore delle telecomunicazioni.

Ad affiancare i rappresentanti dell’esecutivo nella presentazione del memorandum alla stampa sono Uh Kun, amministratore delegato di Zte Corporation Italia, Federico Crescentini e Jaume Salvat, rispettivamente presidente e consulente di Aass, Azienda dei servizi.

“San Marino vuole creare una infrastruttura pubblica di altissimo livello- annuncia il segretario Zafferani- come hanno fatto altri piccoli Paesi, sia nel campo del mobile che nel campo della rete fissa, da mettere a disposizione di operatori privati di tlc”. Già lo Stato sta investendo sulle reti di fibra ottica per Internet.

“Abbiamo voluto impegnarci anche sul mobile- aggiunge- non solo per dare una infrastruttura civile, in grado di ospitare gli impianti degli operatori, ma anche per offrire una rete attiva funzionante di proprietà dello Stato, dove gli operatori privati possono entrare pagando una tassazione puntuale del traffico che faranno in territorio”.

Il Segretario Podeschi detta i tempi: “Abbiamo deciso di avere una rete mobile dello Stato, entro un anno e mezzo si completerà la rete fibra- spiega- in parallelo procederà la rete mobile dello Stato, quale elemento strategico che anche altri paesi stanno valutando”. Grazie alla nuova infrastruttura, Podeschi si dice sicuro che San Marino diventerà “un punto di eccellenza tecnologica”.

Obiettivo è anche favorire quindi l’ingresso di nuovi operatori sul Titano, oltre a Telecom Italia, già presente. E a riguardo una “manifestazione di interesse” formale è arrivata, annuncia Zafferani, da parte di Wind 3. Il Memorandum prevede quindi che infrastruttura e proprietà della rete mobile siano pubbliche- ribadisce il Segretario- così come che la gestione dovrà essere demandata ad una Newco, una nuova compagnia di proprietà dell’Aass, con una partecipazione di Zte Italia nella misura del 5%.

Salvat, che ha lavorato sul business plan per l’Aass, svela quindi le stime prudenziali sull’investimento che prevedono un ricavo in 25 anni per la rete mobile di 135 mln di euro, ovvero di 5 mln di euro all’anno, a fronte di costi di manutenzione di 80-90 mln di euro, sempre in 25 anni, dei costi di avvio, nell’ordine di 10 mln di euro per il primo anno, per un guadagno stimato circa nel 10% di ritorno.

Oltre ai ricavi per lo Stato, i vantaggi della tecnologia si ripercuoteranno sulla popolazione e sulle attività economiche. Il progetto prevede infatti anche l’avvio di una copertura di servizi 5G, tecnologia in cui Zte è leader mondiale, entro il 2018. “Vogliamo essere uno dei primi Paesi al mondo- sottolinea Zafferani- a poter offrire 5G a imprese e cittadini”.

Di fatto “con questa nuova rete e infrastruttura- conferma poi Kun, l’ad di Zte- possiamo promuovere lo sviluppo economico di questo paese”. Non solo: oltre a questo progetto, “stiamo lavorando con lo Stato per costruire un centro di formazione con l’università di San Marino, per organizzare corsi di formazione sia per il personale che dovrà occuparsi della gestione di questa rete, sia per altre realtà interessate a formarsi nel settore tlc”.

Crescentini spiega poi il ruolo di Aass: “Abbiamo accettato e condiviso questo progetto- motiva- che riteniamo molto strategico e che possa esser una business case, attraverso cui lo Stato concede in affitto una infrastruttura fisica agli operatori”. Quindi il presidente sottolinea come Aass e la sua newco “non fungeranno da operatori” ma il loro compito sarà unicamente quello di ‘vendere’ l’infrastruttura.

I prossimi passi prevedono quindi la creazione di una newco da parte del comitato paritetico Aass-Zte, e lo stesso comitato dovrà occuparsi di una questione molto sentita sul Titano: l’ubicazione di nuovi “siti mobili”, ovvero antenne. E’ prematuro sapere quante ne serviranno, spiega Zafferani: l’idea è di ricorrere a siti pubblici dove l’Aass ha già propri impianti e perseguire l’obiettivo di u”na copertura massima con meno impianti possibili”.

 

14 marzo 2018
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