Nei guai Mario Pianesi e il suo 'impero' del macrobiotico: l'accusa è associazione per delinquere

Emilia Romagna

Nei guai Mario Pianesi e il suo ‘impero’ del macrobiotico: l’accusa è associazione per delinquere

BOLOGNA – Diete miracolose, tutte a base di cibo macrobiotico, capaci di purificare corpo e anima e soprattutto di guarire malattie incurabili per la medicina ufficiale.

Un ‘maestro’, Mario Pianesi (con laurea ad honorem in Medicina conseguita all’Accademia delle scienze della Mongolia), che teneva conferenze a destra e a sinistra per rastrellare adepti, convincerli a seguire le sue diete (erano 5, tutte denominate MA.PI. e una più rigida dell’altra in termini di alimentazione) e poi prendere il controllo delle loro vite.

E sullo sfondo, un movimento molto conosciuto (90.000 gli associati in Italia) e una rete commerciale di oltre 100 punti vendita e ristoranti, che l’associazione Upm (Un punto macrobiotico) riforniva in modo esclusivo di alimenti, saponi e altri prodotti in barba al Fisco.

E’ un’organizzazione in grande stile quella smantellata dalla Polizia di Ancona, con una complessa indagine ora conclusa e coordinata dalla Procura: quella che è stata sradicata, spiegano gli inquirenti, era una ‘psico-setta‘ operante tra le Marche e l’Emilia-Romagna (ma non solo) nel campo dell’alimentazione macrobiotica.

Gli indagati sono quattro e a loro, in queste ore, sono stati notificati gli avvisi di fine indagine, atto che solitamente prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Le accuse sono pesantissime: associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate ed evasione fiscale.

Oltre a Mario Pianesi – che era molto famoso ed era stato intervistato da giornali e televisioni – è indagata la moglie, Loredana Volpi e altri due uomini che erano nella segreteria centrale di Upm, Giovanni Barniesi e Karl Xaver Wolfsgruber. In giro per l’Italia, poi, l’organizzazione piramidale era gestita da tutta una serie di ‘capizona‘ e ‘capicentri‘, che gestivano i punti di vendita in raccordo con la segreteria e si davano da fare per ‘indottrinare‘ potenziali vittime a cui premettevano guarigione fisica e psicologica e ‘purificazione’ del karma.

Le indagini, condotte dai poliziotti delle Squadre Mobili di Ancona e Forlì e supportate dalla Squadra Anti Sette del Servizio Centrale Operativo della Polizia, hanno avuto inizio nel 2013 grazie alla denuncia di una ragazza, in passato vittima della setta, che ha raccontato ai poliziotti di aver creduto ai racconti sui benefici “miracolosi” di queste diete. 

Oltre a lei, ci sono almeno altre quattro vittime accertate. ma potenzialmente sono molte di più, e la notizia della conclusione delle indagini punta anche a far uscire allo scoperto altri sventurati caduti in questa ‘rete’. Si tratta per lo più di giovani (tra i 20 e i 30 anni), emotivamente fragili (in alcuni casi con alla spalle un passato di tossicodipendenza), che venivano raggirati e ‘indottrinati’ dal maestro e dai suoi collaboratori, convinti a cambiare alimentazione e poi anche vita. Addirittura a lasciare il lavoro, per poi essere sfruttati come magazzinieri, sguatteri o camerieri nei punti vendita e di ristorazione dell’associazione.

Pianesi- noto imprenditore nel settore macrobiotico-, la moglie e i suoi collaboratori, spiega la Polizia, approfittavano dello status psicologico in cui versavano le vittime prescelte e li manipolavano. Prima attraverso il rigido controllo dell’alimentazione, poi portandoli a negare il mondo esterno (soprattutto medico) e li convincevano a elargire donazioni di denaro in cambio del “messaggio salvifico” ricevuto.

Agli indagati, poi, vengono anche contestati reati di natura finanziaria per aver evaso il pagamento di imposte per centinaia di migliaia di euro: l’associazione Upm (che in realtà si comportava come un’azienda e non come un’associazione), spiegano gli inquirenti, riforniva infatti in modo esclusivo di prodotti tutti i punti di vendita e degustazione Upm dislocati in tutta Italia e incassava i soldi evadendo le tasse. Organizzava poi anche vacanze all’insegna del macrobiotico (in primis in Sardegna) e anche questo sarebbe un business portato avanti all’insaputa del Fisco. La Polizia ha passato al setaccio complessivamente più di 50 conti correnti, e gli strascichi fiscali saranno pesanti. 

Il ‘maestro’ Pianesi imponeva ai suoi adepti un rigido stile di vita, che passava dalle cinque ‘diete MA.PI’ in numero di 5 (gradualmente sempre più ristrette e severe). Faceva poi in continuazione lunghe “conferenze”, durante le quali si parlava per ore della forza salvifica della sua dottrina alimentare, erano volte a plasmare un asservimento totale delle vittime.

Tutta la loro vita era gestita dal maestro, che si avvaleva dei suoi collaboratori prescelti, facenti parte della “segreteria”, che attraverso i cd “capizona” e “capicentri“, dislocati in varie parti d’Italia, all’interno dei “Punti Macrobiotici“, riusciva a manovrare a suo piacimento il mondo macrobiotico.

Gli adepti venivano convinti ad abbandonare il loro lavoro e in genere ad abiurare la precedente vita e a “lavorare” per l’associazione quale ringraziamento per il messaggio salvifico ricevuto; di fatto si trattava di sfruttamento, costretti a lavorare per molte ore e, nella migliore delle ipotesi, sottopagati.

14 marzo 2018
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