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Parte “dal basso” la campagna elettorale di Emiliano per la Puglia (VIDEO)

michele emiliano candidato puglia “Accesso vietato”, lavori in corso. Li’ dentro, in una sala della Fiera del Levante di Bari addobbata volutamente con le luminarie da festa patronale, in trecento stanno scrivendo il programma di governo della Regione Puglia di Michele Emiliano. La chiamano “sagra”, ma non c’e’ caciara attorno ai venti tavoli tematici. Anzi, non ci sono nemmeno i tavoli. Raccolti in cerchio ci sono i 300 che in poche ore hanno mandato sold out l’iscrizione a numero chiuso alla prima tappa elettorale del tour del candidato del centrosinistra. Sindaci, gente comune, esponenti locali dei partiti, rappresentanti del mvondo delle associazioni e delle professioni. Un “facilitatore”, una linea di discussione e via. La partecipazione scientifica dal basso e’ una roba cosi’: deve funzionare, essere costruttiva. Non e’ mica una “semplice” Leopolda.

D’altra parte Emiliano lo dice chiaro: “La Puglia ha cambiato verso da dieci anni”. E visto che il suo Pd deve guardare al futuro, quello non si improvvisa. Il metodo e’ un format gia’ usato per Bologna Citta’ metropolitana, appaltato a chi queste cose le fa di professione. Un ente terzo a certificarne la sacralita’. “Mai piu’ elenchi di proposte calati dal basso”, no: piuttosto “una guida ragionata e soprattutto collettiva su come dovra’ essere la Puglia nei prossimi anni”. Il sottinteso e’ che la Puglia sara’ a immagine e somiglianza di Michele Emiliano, aperta anche ai “nemici” se questi lavorano in buonafede per il cambiamento della regione. Perche’ “la cifra fondamentale è l’apprendimento permanente. Senza rottamare nessuno…”.

Nei fatti alla sagra ci sarebbe davvero un posto per tutti. Per Vendola, che non c’e’ (“ma lo inviteremo formalmente per i prossimi appuntamenti”). Per Schittulli, persino. Il candidato del centrodestra che i sondaggi danno sotto di dieci punti: “Se venisse- dice Emiliano- Schittulli si divertirebbe perche’ potrebbe guardare la politica finalmente nel suo aspetto piu’ bello e non con le investiture dall’alto e le telefonate di Berlusconi. Ma piuttosto nel rapporto dal basso con i cittadini. Se venisse sarebbe un bel gesto e io lo apprezzerei tantissimo”. Vendola non c’e’, ma Sel si’. Nella persona di Dario Stefano, il senatore sconfitto alle primarie di novembre. Emiliano ci si presenta a braccetto, e con lui apre i lavori dal palco. E il messaggio e’ piu’ che esplicito: il centrosinistra non si spacca come il centrodestra. Anche Emiliano non la manda a dire: “I sondaggi mi incoraggiano ma mi spaventano anche. Lo dico al mio partito, quando pensiamo di aver vinto ci dedichiamo ai litigi”.  E’ un passo avanti a tutti, tanto che quando annuncia che la sua prima legge da Governatore della Puglia sara’ “sulla partecipazione”, l’applauso suona cacofonico: la gente sta partecipando gia’, la legge arrivera’ postuma. Anzi, il salto mortale e’ proprio questo: partecipando i cittadini scrivono anche la legge sulla partecipazione. E non solo per dipingere il quadro di facciata.L’obiettivo e’ partire dalla gente per tornare alla gente: “Dobbiamo misurare le performance- dice Emiliano al termine della giornata- Una delle cose importanti che funzionerebbero anche nella sanità…”. Uno dei tanti temi analizzati dai non-tavoli, uno dei piu’ dibattuti. E’ solo la prima delle sei sagre (le altre a Brindisi, Foggia, Lecce, Barletta, Taranto), e “solo col materiale accumulato oggi abbiamo un’idea nitida e chiara di come funziona un corpo sociale come quello di una provincia. Un focus group mostruoso”, dice sfogliando le decine di pagine del report finale fresco di stampa.
Sul proscenio del comizio di chiusura Emiliano si toglie lo sfizio di regalare ai 300 di Bari le “chiavi della regione dopo che da sindaco ho distribuito a tanti le chiavi della citta’”. E il gadget tradisce perfettamente lo spirito di questa campagna elettorale ribaltata, dove il candidato chiede invece di promettere. “Ho una grande voglia di ascoltare, di imparare, di osservare la Puglia attraverso i vostri occhi”, dice dal palcco. Dove e’ arrivato passando per il corridoio della vision: tabelloni tapezzati di post-it che tradotti in parole chiave diventeranno l’ispirazione del suo percorso politico. C’e’ un po’ di tutto, ma sul muro che chiede “una frase che descrive la tua regione” rimbombano concetti tutti uguali: “inespressa”, “piena di potenzialita’”, “in ascesa”, “incompiuta”, “in crescita”, “in fermento”, “in movimento”. Basterebbe questo per dare il senso all’inizio del cammino di Emiliano. Chi si ferma ha perduto. Qui altre info della campagna di Emiliano: www.micheleemiliano.it
di Mario Piccirillo
14 marzo 2015

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