Costa d’Avorio, Ouattara: “Formiamo migranti di ritorno”

ROMA – “L’85 per cento degli ivoriani prima di partire lascia un impiego, o una fonte di reddito, nel luogo d’origine”: cosi’ all’agenzia ‘Dire’ Goita Insiata Ouattara, dirigente del ministero della Costa d’Avorio per l’Integrazione africana e la diaspora.
“Se partono e’ perche’ sono alla ricerca di qualcosa di meglio, inseguono un’illusione” sottolinea la responsabile.

L’occasione dell’intervista e’ l”Atelier Ong 2019′, organizzato questo mese a Roma dall’ambasciata del Paese africano. Nel suo intervento Ouattara ha presentato un piano per la reintegrazione dei migranti di ritorno. L’obiettivo, secondo la dirigente, e’ “coordinare i rimpatri volontari, e non forzati, lottare contro il traffico di esseri umani e favorire il reintegro nella societa’”.

Il piano comincia con l’arrivo in aeroporto: il primo passaggio e’ la verifica dell’identita’ della persona a cui sono poi consegnati documenti. Si offrono una somma in denaro, un kit alimentare e sostegno medico-psicologico. “I migranti sono in una situazione di malessere grave” sottolinea Ouattara. “Noi spieghiamo loro le opportunita’ di impiego e che esiste un domani”. A seconda dell’eta’ si prevedono diversi tipi di accompagnamento. “Poi – dice la dirigente – si procede con la formazione”.
Secondo Ouattara, “ai progetti individuali sono preferiti quelli collettivi, per coinvolgere anche le comunita’ locali”.

Dal maggio 2017 il governo ivoriano ha finanziato 438 progetti individuali, rivolti soprattutto ai migranti piu’ vulnerabili, 270 corsi di formazione per la gestione di impresa e 931 progetti comunitari per agricoltura, allevamento, ristorazione e smaltimento dei rifiuti. Le analisi del governo hanno dimostrato che la zona da cui partono piu’ migranti privi dei permessi necessari e’ quella della capitale economica Abidjan.

“Servono piu fondi e attori” l’appello di Ouattara: “Per evitare che i nostri giovani siano costretti a partire abbiamo bisogno del supporto delle ong e delle comunita’ della diaspora all’estero”.

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14 Febbraio 2019
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