VIDEO | A San Valentino pensiamo alla salute del cuore: tutto quello che bisogna sapere

Intervista al direttore dell'Uoc di Cardiologia dell'ospedale Sandro Pertini-Asl Roma 2, Giuseppe Ferraiuolo
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ROMA – Il giorno più romantico dell’anno è arrivato. Cuori di diverse forme e materiali campeggiano su biglietti di auguri e scatole di cioccolatini. Anche i meno romantici almeno una volta nella vita hanno celebrato questa ricorrenza. Ma quanti dedicano attenzione alla salute di questo organo così importante? Qual è l’età giusta per sottoporsi ai primi controlli? Cosa fa bene e cosa invece reca danno originando così le malattie cardiovascolari? A fugare dubbi e fare chiarezza è Giuseppe Ferraiuolo, direttore dell’Uoc di Cardiologia dell’ospedale Sandro Pertini-Asl Roma 2 rispondendo alle domande dell’agenzia di stampa Dire.

– San Valentino non è solo la festa che celebra gli innamorati ma anche un’occasione per pensare alla salute del proprio cuore.Quali sono le patologie che colpiscono questo organo e che incidenza si registra in Italia?

“La festa che celebriamo oggi non va vista solo sotto un aspetto sentimentale del nostro cuore, ma è anche un motivo in più per dedicare cura e attenzione a questo organo. Oggi in Italia le malattie cardiovascolari rappresentano il 44% di tutte le morti. Vi chiederete, quali sono le patologie che incidono maggiormente sul cuore? Sicuramente quelle che tutti conoscete come l’infarto del miocardico acuto, l’ipertensione, la dislipidemia tutte malattie che incidono sul nostro apparato cardiovascolare. Per questo come cittadini dobbiamo porre maggiore attenzione a ciò che la classe medica, e in particolar modo i cardiologi, cercano di trasferire al fine di utilizzare al meglio le conoscenze che abbiamo a disposizione. Inoltre dobbiamo porre attenzione ai fattori di rischio alcuni modificabili come il fumo, l’obesità e l’attività fisica. Lì noi possiamo intervenire con le nostre raccomandazioni al fine di migliorare il nostro stile di vita dall’altra parte noi abbiamo anche dei fattori immodificabili che sono quelli genetici sui quali non possiamo intervenire se non somministrando una terapia farmacologica”.

Quando è consigliato sottoporsi a screening cardiologici e quali sono le fasce d’età a cui consiglia dei controlli?

“Sicuramente dopo i 40 anni è opportuno conoscere il valore della pressione, di colesterolo e il proprio peso corporeo che deve essere adeguato. In base a questi parametri si deve poter sapere se ci sono fattori da modificare. Direi che ogni cittadino, utente, individuo una volta l’anno dovrebbe sottoporsi, dal proprio medico curante prima ancora di rivolgersi ad una figura specialistica come il cardiologo che entra in scena sono laddove trova situazioni di alterazione della pressione, a controlli della frequenza cardiaca, dei valori di colesterolo o del peso corporeo e in caso di necessità prendere direttive dal medico curante al fine di correggere i fattori di rischio”.

Quali sono gli esami di base a cui sottoporsi volendo pensare a un check up?

“Pensando a un check up bisogna partire da una visita cardiologica accompagnata da un elettrocardiogramma. E’ li che parte il primo rapporto di conoscenza con la specialità cardiologica, se da questi primi esami non risulta una alterazione di rilievo direi che può bastare. Inoltre noi cardiologi raccomandiamo sempre di praticare attività fisica e questo comporta già che al meno una volta l’anno, al fine di ottenere una certificazione d’idoneità all’attività fisica è buona norma che un elettrocardiogramma venga eseguito. Se invece dalla visita emerge la necessità di ulteriori accertamenti, gli approfondimenti che oggi si praticano in campo cardiovascolare sono quelli strumentali di diagnostica per immagini come l’ecocardiografia, la scintigrafia miocardica al fine di rilevare eventuali alterazione della riserva coronarica o una risonanza magnetica cardiaca laddove ci fosse un dubbio di malattia del muscolo del miocardio. A questi controlli si possono associare anche delle analisi di laboratorio per valutare l’assetto lipidico della funzione renale, epatica. Questi screening, a mio giudizio, sono da raccomandare per prevenire alcune ricadute e soprattutto l’infarto miocardico acuto. Va inoltre valutata anche l’aderenza alle terapie che vengono prescritte. Molto spesso i farmaci non vengono assunti in maniera adeguata per cui il paziente finisce per non avere i benefici attesi, ad esempio in un soggetto con ipertensione arteriosa è opportuno che la terapia venga assunta in maniera quotidiana per poter migliorare il controllo pressorio ed evitare le complicanze legate alla malattia come l’ipertensione arteriosa”.

Un programma alimentare corretto e uno stile di vita attivo in che modo contribuiscono a scongiurare il rischio di patologie cardiovascolari?

 

“Lo slogan che da anni abbiamo sposato è ‘Fare 5 chilometri al giorno per prevenire l’infarto’. In un momento storico in cui tutti siamo dotati di smartphone con pluri applicazioni è semplice verificare se abbiamo compiuto 10mila passi al giorno. una pratica che consente di ottenere molti benefici tipici di chi pratica attività fisica. Quest’ultima consente di ottenere una vasodilatazione della circolazione e migliora il controllo pressorio. Inoltre chi pratica attività fisica riduce la frequenza cardiaca e questo significa risparmiare energia per il nostro cuore e farlo lavorare in una condizione ottimale. In più è possibile mantenere con più facilità il proprio peso corporeo perché, in un bilancio di entrata e di uscita, c’è maggiore equilibrio e si favorisce un maggior controllo del Bmi ovvero del ‘Body mass index’ cioè la circonferenza a livello addominale che viene misurata e ha un valore prognostico importante perché l’obesità come dicevo prima è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. All’obesità sono legate anche la sindrome metabolica e la triade: obesità, ipertensione e diabete. Anche quest’ultimo, secondo il mio giudizio, fa parte di quella terna di malattie che rientra nelle patologie cardiovascolari. Noi sappiamo che coloro che sono affetti da diabete hanno una maggiore possibilità di poter sviluppare l’aterosclerosi coronarica, cioè un ispessimento delle arterie con conseguente rischio per l’infarto del miocardico acuto. L’attività motoria migliora anche il controllo glicemico e nei soggetti diabetici questo consente di ridurre la terapia anti-diabetica orale o insulinica se mantengono un buon livello di attività fisica”.

‘CARDIOLOGIE APERTE’, SCREENING GRATUITI PER IL CUORE

Nel periodo più romantico dell’anno è bene pensare alla salute e al benessere del proprio cuore. Riparte nella settimana di San Valentino l’iniziativa a carattere nazionale ‘Cardiologie aperte 2019’, dedicata allo screening delle malattie cariovascolari. Domani, venerdì 15 febbraio, l’ospedale Sandro Pertini-Asl Roma 2 organizza dalle 15 alle 20 un evento al centro anziani ‘Luigi Petroselli’ nella zona di Quarticciolo.

A spiegare meglio il senso dell’appuntamento all’agenzia di stampa Dire ci ha pensato Cosimo Commisso, referente per la manifestazione ‘Cardiologie Aperte 2019’ dell’ospedale Sandro Pertini-Asl Roma 2.

Proprio in questa settimana parte l’iniziativa a carattere nazionale ‘Cardiologie aperte 2019’. Cosa organizzate qui all’ospedale Sandro Pertini?

 

“Si tratta di una manifestazione nazionale organizzata e voluta dall’Associazione nazionale dei medici cardiologi ospedalieri. Il Pertini da anni partecipa a questa iniziativa con check up gratuiti e con la valutazione dei fattori di rischio. Quest’anno si esce dall’ospedale e va sul nostro territorio quello della Asl Roma 2, in particolare nel Centro anziani di via Locorotondo nel quartiere di Quarticciolo che ci ospita e in collaborazione con Planet Onlus, che si occupa di di diffondere la cardioprotezione e quindi l’utilizzo e la diffusione di defibrillatori su Roma. A tal proposito proponiamo una giornata di screening in cui è prevista una parentesi strettamente medica ed altre attività a corollario di questo evento. Sempre nell’ottica della prevenzione dei fattori di rischio organizzeremo una gara podistica non competitiva intorno al parco di Tor Tre Teste con la partecipazione dei principali gruppi podistici della zona organizziamo – sempre a cura del Pertini e della nostra cardiologia – un corso di Bls, quindi la rianimazione cardiopolmonare di base, che è diretta alla popolazione. Coloro che verranno potranno apprendere nozioni e riprodurre in pratica, su un manichino, anche le procedure di rianimazione di base. In più il catering propone un menu light che vi invitiamo a scoprire. La giornata di domani, 15 febbraio, venerdì pomeriggio dalle 15 alle 20 offriremo molte attività che completeranno la nostra proposta. Tutto questo accade anche in occasione del 28esimo anno di apertura della cardiologia dell’ospedale Sandro Pertini”.

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14 Febbraio 2019
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