Pasta e riso mai più anonimi; Galletti: 5 mld contro smog; sotto Panarea 200 camini vulcanici

 

IN ITALIA PASTA E RISO NON SARANNO PIU’ ANONIMI

In Italia pasta e riso non saranno più anonimi. Sono in vigore i due decreti interministeriali – Politiche agricole e Sviluppo economico – sull’indicazione dell’origine obbligatoria del riso e del grano per la pasta in etichetta. Escono finalmente dall’anonimato e saranno riconoscibili nelle etichette della pasta 4,3 miliardi di chili di grano duro italiano che insieme ai 1,5 miliardi di chili di riso garantiscono all’Italia il primato in Europa. Le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicato in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura. L’indicazione dell’origine per il riso deve riportare le diciture relative a Paese di coltivazione, Paese di lavorazione e Paese di confezionamento. “Finalmente sarà possibile sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, proibito sul grano italiano, o se il riso viene dai campi della Birmania sequestrati alla minoranza Rohingya, contro la quale è in atto una pulizia etnica”, dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

GALLETTI: ITALIA METTE IN CAMPO 5 MLD CONTRO SMOG

Interventi per oltre 5 miliardi nei prossimi anni per migliorare la qualità dell’aria. Sono quelli contenuti nella lettera che il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha trasmesso a Bruxelles e già noti. La comunicazione risponde al commissario UE per l’ambiente Karmenu Vella che ha chiesto all’Italia e a tutti gli altri maggiori paesi dell’Unione di dettagliare i programmi per evitare i superamenti dei limiti per le emissioni in atmosfera. Questa ulteriore serie di misure “dimostra quanto l’impegno dell’Italia per migliorare la qualità dell’aria sia parte di una strategia complessiva, integrata e concreta, che cerca di affrontare il problema da ogni singola prospettiva- spiega Galletti- coinvolgendo tutti i livelli di governo del territorio, così come tutti gli attori che, a vario titolo e da posizioni diverse, possono e debbono contribuire allo sforzo comune”. Sarà ora la Commissione europea a valutare se la lista degli impegni già assunti sia sufficiente ad evitare una multa assai pesante al nostro Paese.

SMOKING LAND, 200 CAMINI VULCANICI SOTTO PANAREA

Si chiama Smoking Land il sito idrotermale con oltre 200 camini vulcanici scoperto nel fondale marino tra l’isola vulcanica di Panarea e l’isolotto di Basiluzzo, nell’arcipelago eoliano, da un gruppo di ricercatori di Cnr, Ispra e Ingv. La scoperta nasce dalle indagini su una improvvisa e forte attività esalativa che nel novembre 2002 ha iniziato a manifestarsi copiosamente tra gli isolotti di Panarea. Nel 2015 un robot filoguidato ha individuato, in una zona del fondale a sud dell’isolotto di Basiluzzo numerosi camini fortemente colonizzati da alghe e organismi bentonici, alcuni dei quali con evidenti fuoriuscite di fluidi idrotermali e bolle di gas. Non è escluso che la presenza di aree di fondale interessate da forte attività di degassamento possa portare a un nuovo rilascio di gas o a una situazione come quella del 2002, avvertono i ricercatori.

NUOVA SCOPERTA GAS ENI A CIPRO, È COLLEGATA A ZOHR

Mediterraneo sempre più crocevia del metano mondiale. Eni ha infatti effettuato una nuova scoperta a gas, stavolta nel Blocco 6, nell’Offshore di Cipro, attraverso il pozzo Calypso 1. Si tratta di una promettente scoperta che conferma l’estensione del tema di ricerca di Zohr nelle acque economiche esclusive di Cipro, segnalano dal Cane a sei zampe. Quella di Zohr è la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel Mar Mediterraneo e potrà garantire la soddisfazione di parte della domanda egiziana di gas naturale per decenni. Il giacimento ha un potenziale fino a 850 miliardi di metri cubi di gas e rappresenta quindi una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale. Per una valutazione accurata delle dimensioni della scoperta di Calypso 1, però, serviranno nuovi studi e un programma di delineazione.

CONTRO INTRECCIO CATASTROFI ECCO MODELLO MORDOR

Già il nome è tutto un programma: si chiama ‘modello Mordor’, come la terra di Sauron nel signore degli anelli di Tolkien. E’ uno strumento messo a punto dai ricercatori della University college London e dell’Alma Mater di Bologna per individuare e analizzare scenari catastrofici intrecciando diverse emergenze in modo da prendere in anticipo le contromisure. Mordor sta per Massive overwhelming disruption of operations e in sostanza studia le possibili interconnessioni tra disastri naturali, più o meno prevedibili, e attacchi (ad esempio terroristici) mirati alle principali infrastrutture del pianeta. La nostra vita quotidiana è legata a un gran numero di infrastrutture che nel tempo si sono sviluppate e sovrapposte tra loro in modo spesso casuale, spiega Giampiero Giacomello, docente di Scienze politiche dell’Alma Mater, con Mordor abbiamo voluto mettere a disposizione dei ricercatori uno strumento per immaginare possibili scenari complessi e pensare così a risposte adeguate in contesti diversi.

14 Febbraio 2018
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