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Da Sanremo a San Basilio, il lungo viaggio sognando Moro e Ultimo

ROMA – Il mondo a San Basilio non è diventato migliore all’improvviso. Restano i problemi del trasporto pubblico, delle strade piene di buche, dell’immondizia che quasi nasconde i cassonetti, della delinquenza, qui come altrove, del lavoro che non si trova, dei giovani che hanno di meglio da fare che passare tempo in strada, perché di meglio non sempre ce n’è. No, con la fine di Sanremo a San Basilio non sono spariti improvvisamente i problemi. Però per una volta pensare che possa esistere un mondo migliore di questo è finalmente meno complicato. Perché scoprire ancora che c’è chi ce la fatta aiuta sempre a pensare positivo: “Allora anch’io…”. Fabrizio Morici, per tutti Fabrizio Moro, e Niccolò Morriconi, il vero nome di ‘Ultimo’, con la loro vittoria a Sanremo rispettivamente tra i campioni, in coppia con Ermal Meta, e tra le Nuove Proposte, hanno regalato una speranza a chi vive le difficoltà di un quartiere come quello di San Basilio.

‘Ultimo’ non è certamente stato il primo a ritagliarsi un meritato successo e forse non sarà neanche l’ultimo. Prima di lui, e di Moro, Alessandro Mannarino ancora nel campo musicale, poi Mauro Tassotti, Claudio Bellucci, Valerio Fiori, Leandro Greco. E poi ancora ricercatori e piloti di aeronautica. E c’è chi oggi, proprio con la musica prova a dare un senso alla quotidianità di tanti giovani, di tanti piccoli ‘Ultimo’, ‘Fabrizio Moro’, ‘Alessandro Mannarino’. Alessandro D’Orazi è un musicista, polistrumentista, cantautore (scrive anche filastrocche per bambini), produttore e insegnante di musica. Circa 15 anni fa ha iniziato a insegnare musica ai più piccoli, dal 2014 con Edoardo Vianello, il popolare cantante di ‘I Watussi’ e ‘Abbronzatissima’, ha dato vita ad una scuola di musica, nella vicina Torraccia, punto di riferimento per giovani e adulti provenienti da San Basilio e non solo.

“Nel 2014 Edoardo abbiamo deciso di creare questa struttura in un quartiere difficile come quello di San Basilio- ha detto Alessandro D’Orazi, che a San Basilio c’è nato e continua a viverci- Ai giovani cerchiamo di fargli fare qualcosa che gli piace, di dargli una speranza, un prospettiva diversa. Qui si suonano la chitarra, la batteria, il pianoforte. Ma pure si recita, si balla. È una vera e propria accademia in periferia”.

La scuola di musica di D’Orazi e Vianello in ben 10 aule raccoglie 300 ragazzi circa ogni mese “che qui si scambiano le loro esperienze. Ogni giorno per me questo ormai non è un lavoro, è già appagante vedere che con la musica possono ancora avere ideali, svilupparsi. Qui, dall’inizio, abbiamo fatto suonare e cantare oltre 1.000 ragazzani. I giovani li togliamo dalla strada, gli diamo una speranza, una prospettiva diversa per il futuro”. Quello che si dice spesso di San Basilio “non ci rispecchia. Si vedono solo le cose brutte, ma non è così. Con noi i ragazzi crescono attraverso la musica, sani, non stanno per strada”. I ragazzi che scelgono la musica, magari solo per hobby, probabilmente anche per trovare quel “qualcosa di meglio” che la quotidianità non offre, “quando vengono qui li vedo cambiati. Di solito i ragazzi si chiudono, con internet, i social. Invece vediamo che suonare insieme funziona ancora tanto”.

E funziona anche per ragazzi più sfortunati: “Qui abbiamo degli allievi che hanno delle difficoltà- spiega ancora D’Orazi- Ce ne sono con disturbi della personalità, autistici e anche un ipovedente che studia batteria. La musica li aiuta”.

Ma oggi i ragazzi hanno obiettivi finalmente positivi, sognano di essere i nuovi Moro e Ultimo: “Dopo il festival nella scuola già si provavano le canzoni del festival- continua D’Orazi- Fabrizio Moro lo conosco, sono molto felice, lo conosco da tanti anni, lo stimo da sempre. Ultimo ho saputo che è di qui, ma non lo conosco personalmente. Mi è piaciuta moltissimo la sua canzone”.

Da circa un paio di anni proprio a San Basilio ha preso vita il progetto ‘Dozb’, sempre grazie a D’Orazi, due giovanissimi fratelli, nome d’arte Thoms e J-Fidel, che si stanno facendo spazio a colpi di reggaeton: “Siamo due fratelli, abbiamo iniziato grazie a nostra madre”, raccontano. San Basilio “ha sfornato talenti negli anni- ha detto ancora Alessandro D’Orazi- Noi abbiamo tanta voglia di emergere. Stiamo in periferia, ai margini, qui succedono cose surreali. C’è voglia di farsi sentire. Ci sono poche cose, ma ci sono”.

14 febbraio 2018
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