Sanità

Diabete, una combinazione di farmaci per vivere meglio

ROMA – Più della metà delle persone con diabete tipo 2 in cura con insulina non ha un buon controllo della malattia e non è favorevole ad una intensificazione delle terapie. Gli ostacoli all’intensificazione della terapia sono molteplici e sono da ricondurre sia a fattori legati al paziente sia a scelte del medico come dimostrato dai risultati della ricerca POC (Perceptions of Control), condotto in Italia su un campione di 100 medici e 250 persone con diabete in trattamento con insulina basale illustrato oggi nel corso della presentazione del nuovo farmaco IDegLira (Xultophy®, Novo Nordisk), la prima e unica combinazione in rapporto fisso di insulina degludec e liraglutide, analogo del recettore del GLP-1, in un’unica penna che consente di intensificare la terapia con una sola iniezione sottocutanea al giorno.

presentazione del nuovo farmaco IDegLira“Secondo la ricerca POC, le barriere alla intensificazione terapeutica più spesso percepite dal medico comprendono le difficoltà del paziente ad affrontare una terapia più complessa a causa di problemi cognitivi legati anche all’età avanzata (64%), la preoccupazione per le ipoglicemie (45%), soprattutto se il paziente ha un lavoro dove una manifestazione di ipoglicemia può essere pericolosa, e la riluttanza dei pazienti a intensificare il trattamento (35%)”, spiega Antonio Nicolucci, Direttore Coresearch – Center for outcomes research and clinical epidemiology. “D’altro canto una terapia più complicata (44%), il non voler aggiungere ulteriori iniezioni a quelle che già fanno (44%), la preoccupazione per l’insorgenza di episodi di ipoglicemia (19%) e dell’aumento di peso (11%) sono le ragioni che portano il paziente a rifiutare l’intensificazione della terapia”.

“Secondo le raccomandazioni delle società scientifiche americane ed europee ADA, quando l’aggiunta di insulina basale ai medicinali orali per il diabete fallisce bisogna procedere con una terapia iniettiva combinata con più farmaci”, spiega Agostino Consoli, Professore di Endocrinologia presso Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti – Pescara, “ciò implica per il paziente l’introduzione in terapia di un’ulteriore iniezione e quindi una gestione più complicata della cura. Con la nuova formulazione IDegLira questo non è più necessario”.

Grazie alla recente disponibilità in Italia di IDegLira, insulina basale potenziata con un agonista recettoriale del GLP-1 in combinazione fissa in un’unica penna, è possibile intensificare la terapia praticando una sola iniezione al giorno, a qualsiasi ora, indipendentemente dai pasti. IDegLira, rimborsabile in classe A dal Servizio Sanitario Nazionale, è già presente in quasi tutte le regioni italiane, indicato per gli adulti con diabete tipo 2 “per migliorare il controllo glicemico in associazione con medicinali ipoglicemizzanti orali quando questi in monoterapia o in associazione con agonisti del recettore del GLP-1 o con insulina basale non permettono un controllo glicemico adeguato”.

“Rispetto all’insulina basale, IDegLira si è dimostrata efficace nel trattamento del diabete tipo 2 perché capace di agire tanto sulla glicemia a digiuno quanto sulle escursioni glicemiche successive a tutti i pasti della giornata; è inoltre più sicura dal momento che comporta un minor rischio di ipoglicemia e un minor aumento del peso, ed è conveniente perché non aumenta il numero delle iniezioni e dei farmaci. Questo fattore è importante perché spesso la mancata aderenza alla terapia è strettamente connessa alla sua complessità”, conclude Consoli.

A conferma dell’efficacia e della sicurezza di IDegLira vi sono i risultati clinici provenienti dal trial DUAL™. In particolare, lo studio clinico DUAL™ V di fase 3b ha dimostrato che, rispetto ai pazienti trattati con insulina, le persone con diabete tipo 2 in cura con IDegLira hanno ottenuto maggior riduzione dell’emoglobina glicata, una diminuzione del peso corporeo e un tasso di ipoglicemie confermate inferiore del 57%. Tutti elementi che possono rendere decisamente più vivibile la quotidianità del paziente con diabete, come precisato da Simona Frontoni, Professoressa di Endocrinologia, Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, Università di Roma Tor Vergata: “Le persone con diabete tipo 2 presentano spesso una problematica di sovrappeso e molte addirittura di obesità e con il trattamento insulinico potrebbe verificarsi un ulteriore incremento legato alla terapia, problema che con IdegLira non si verifica”.

14 febbraio 2018
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