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Il futuro dell’acqua di Firenze passa per un soggetto toscana unico

Acqua di FirenzeNella partita sulla gestione del servizio idrico in Toscana, all’ordine del giorno non c’è un sì o no ad un matrimonio con Acea, il colosso delle multiutility capitolino (con il 51% delle azioni in mano del Comune di Roma), partecipato dai francesi di Suez, già presente in quattro delle sette aziende toscane, ma si discute “sul posizionamento comune” dei soggetti coinvolti, “che chiaramente farà da sfondo alle scelte di domani”. Come dire “prima si sceglie la direzione, poi la strada per raggiungere la destinazione”. Lo fanno sapere dal Comune di Firenze che, con il sindaco Dario Nardella prima e con l’assessore a bilancio e partecipate, Lorenzo Perra poi, ha lanciato l’idea di una Toscana compatta sui servizi integrati, sull’asse dell’intesa con Pisa sulla questioni aeroporti.

Tuttavia, “non abbiamo in testa il modello Emilia-Romagna, non stiamo assolutamente pensando ad un modello in stile Hera”. Per ogni settore, in pratica, una possibile strategia comune. Partendo dall’acqua: “Da sette a un soggetto unico in Toscana”. In questa fase così, più di “ipotesi futuribili, gare europee, newco, fusioni-scalate” è necessario definire le regole del gioco e l’ordine di grandezza delle terreno di gara. I confini, insomma, e non il colore delle maglie degli amici o degli ‘avversari’.

14 febbraio 2015

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