A gennaio lo spettacolo dei due lati della luna

Inizio e fine gennaio saranno caratterizzati da due eventi eccezionali

Inizio e fine gennaio saranno caratterizzati da due eventi eccezionali. Siamo partiti il 7 dicembre quando, dal centro spaziale di Xichang nella regione del Sichuan in Cina, è stata lanciata la sonda cinese Chang’-e 4 direzione il lato nascosto della Luna.

Dopo circa un mese, il 3 gennaio 2019, la sonda è atterrata con successo nei pressi del cratere Von Kármán, rilasciando il rover Yutu-2. Questo è da considerarsi un primato visto che in 50 anni di esplorazione spaziale, è il primo oggetto costruito dall’Uomo che abbia toccato la faccia nascosta della Luna.

L’Agenzia spaziale cinese ha diffuso un video di 12 minuti composto da oltre 4.700 immagini riprese da una telecamera a bordo del rover. Chang’e 4 è la prima missione dopo lo storico allunaggio del 14 dicembre 2013 da parte di Chang’e 3, che ha portato sulla Luna il primo rover cinese.

Sappiamo che il lato nascosto della Luna non permette le comunicazioni con la Terra e per questo, il 21 maggio 2018, è stato lanciato il satellite Queqiao. In orbita attorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Luna, facendo da ponte radio, ha permesso di trasmettere i dati e inviarli verso la Terra.

Ma vediamo cosa ci regalerà ancora il nostro satellite naturale in questo inizio anno.

E’ passato circa un anno dalla cosiddetta Superluna e circa sei mesi dall’eclissi totale di Luna, avvenuta lo scorso 27 luglio e resa speciale anche dall’opposizione di Marte. Quella di luglio è stata la più lunga di questo secolo, con un periodo di oscuramento totale di 1 ora e 43 minuti.

L’eclissi totale di Luna che attendiamo per il prossimo 21 gennaio sarà uno spettacolo imperdibile. La Luna piena, oltre ad assumere la classica colorazione rossastra dell’eclissi, sarà anche al perigeo (il punto più vicino alla Terra della sua orbita – circa 357,344 km), apparendo più vicina e luminosa, regalandoci una Super Luna di Sangue. Bisognerà aspettare il 16 maggio 2022 per la prossima eclissi lunare totale visibile dall’Italia.

Ma cos’è l’eclissi totale di Luna.
Lo spiega in maniera esaustiva il Prof. Gianluca Masi del Virtual Telescope Project. “A seconda che il corpo sia oscurato in toto o in parte si parla di eclissi: quella totale, quando il corpo è completamente oscurato, quella parziale, quando il corpo è solo parzialmente oscurato, quella anulare, quando il disco occultante oscura totalmente la sorgente luminosa, tuttavia l’osservatore vede una porzione maggiore, e di forma anulare, di quest’ultima, perchè si trova ad una distanza maggiore della fine del cono d’ombra.

Ci son due tipi di eclissi: quella lunare e quella solare. Si parla di eclissi lunare quando la Luna si trova nella fase di plenilunio mentre attraversa il cono d’ombra creato dalla Terra. La durata dipende dal tempo impiegato dalla Luna a percorrere tutta la parte di spazio in ombra.

Quando la Luna non si trova esattamente nella posizione nodale, entra solo parzialmente nella zona d’ombra e si avrà un’eclissi parziale. Si parlerà di eclissi di penombra quando la Luna attraversa il cono di penombra.

Le eclissi di Luna si possono vedere a occhio nudo da qualunque punto della superficie terrestre dove la Luna sia sopra l’orizzonte; a patto che non vi sia inquinamento luminoso.”

In Italia il fenomeno raggiungerà il culmine alle 06.10 circa del 21 gennaio. Poiché il fenomeno si verifica nella seconda parte della notte, durante il suo svolgimento la Luna si avvicinerà all’orizzonte occidentale. Questo farà sì che le fasi di maggiore appeal dell’eclissi vedranno il nostro satellite abbastanza basso sull’orizzonte (la Luna da Roma sarà a circa 15 gradi di altezza).

Tale circostanza faciliterà la visione dell’eclissi nella cornice di qualche elemento urbano, naturalistico o monumentale che arricchirà ulteriormente l’esperienza, a beneficio soprattutto di quanti desiderano catturare qualche fotografia dell’eclissi.

Quanti intendono fotografare il fenomeno – prosegue Masi – sarà bene che tengano a mente che nella fase totale la luminosità della Luna è grandemente ridotta: se per immortalare la Luna piena, in tutto e per tutto simile ad un paesaggio terrestre diurno, basta un tempo di esposizione dell’ordine di 1/125 s (a 100 ISO e f/11), la fase totale può richiederne uno dell’ordine del minuto o più, complicando non poco la situazione, visto il moto apparente est-ovest del cielo, indotto dalla rotazione terrestre. Se non si dispone di una meccanica predisposta, converrà trovare il miglior compromesso tra sensibilità (ISO), rumore ed effetto mosso.

Inoltre, il disco lunare avrà una dimensione in millimetri grosso modo pari ad un centesimo della lunghezza focale dell’obiettivo utilizzato.

Insomma, il primo mese di quest’anno ha tutti i presupposti per essere ricordato e non poteva essere altrimenti in vista dell’imminente anniversario del primo allunaggio e come scriveva William Shakespeare: “È tutta colpa della Luna quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti”.

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14 Gennaio 2019
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