Battisti, Torregiani: “Pronto a incontrarlo, non ha mai voluto perdono”

Le parole di Alberto Torregiani, rimasto su una sedia a rotelle nel '79 perchè colpito durante l'assalto alla gioielleria del padre da parte di Battisti e dei Proletari armati per il comunismo. Il padre morì
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Alberto Torregiani, figlio di una delle vittime del terrorista Battisti e anche lui costretto sulla sedia a rotelle, perché ferito durante la rapina alla gioielleria del padre, è intervenuto questa mattina nel corso di Non Stop News, il programma di informazione condotto da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi, in onda su RTL 102.5 e in Radiovisione sul canale 36 del DTT e sul 750 di SKY.

LEGGI ANCHE: Battisti atteso a Ciampino alle 11.30. Bonafede: “Sconterà ergastolo senza sconti”

“Quel cognome troppo pesante, ho usato l’altro che avevo”

“Purtroppo”- ha ricordato Torregiani- “mio padre ai tempi della rapina, nel ’78-’79, era un gioielliere noto a Milano, un qualcosa che ovviamente poteva dare fastidio a certi settori, come il proletariato. Ovviamente, dopo l’incidente il peso di quel cognome era impresso nella memoria delle persone, e questo ricadeva anche su di me, che giravo in città in carrozzina. Ora, avendo due cognomi, perché io ero stato adottato dalla famiglia Torregiani, ho usato il primo cognome e sono riuscito a vivere la mia vita in carrozzina in modo tranquillo. Ho lasciato Milano e mi sono trasferito in una città in cui a parte familiari e pochi conoscenti, nessuno sapeva chi ero. Questo però non mi ha fatto vivere i relativi benefici derivati dalla condizione, dal mio essere in carrozzina, ecco perché dico che sono stato un latitante”.

LEGGI ANCHE: A Roma striscione davanti al Colosseo: “Battisti libero”

“Se mi viene chiesto un confronto non mi tiro indietro”

Alla domanda se avrebbe piacere ad averlo di fronte, postagli dai conduttori, Torregiani ha aggiunto:” Non c’è stata mai la possibilità di averlo di fronte, non c’è mai stata la volontà da parte sua di avere il perdono, cioè di voler voltare pagina, ammettendo la sue gesta negative. Io poi non mi tiro indietro se mi viene chiesto un confronto. La cosa strana è che tutto sta succedendo in un batter d’occhio dopo 37 anni di attesa”.

Poi Torregiani conclude con una riflessione: “Mi ha colpito che l’atteggiamento di Battisti in vita libera, i suoi sorrisi al di là del fatto di aver fatto arrabbiare me e le altre famiglie delle vittime, abbia fatto arrabbiare anche persone che non c’entravano nulla. Ho sentito tantissime persone, che non erano familiari delle vittime, esprimersi condannando in modo molto forte Battisti”, ha detto.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

14 Gennaio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»