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Espulso tunisino, possibile radicalizzazione in carcere

ROMA – Oggi è stata eseguita un’altra espulsione per motivi di sicurezza dello Stato. Salgono così a 136 le espulsioni dal 2015 ad oggi.

Si tratta di un cittadino tunisino, 46enne già detenuto presso la casa di reclusione di Augusta (SR), da dove è stato scarcerato lo scorso 3 gennaio, per essere trasferito al CIE di Caltanissetta e questa mattina è stato rimpatriato con un volo decollato da Palermo e diretto a Tunisi.

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Dopo una serie di attente indagini, evidenziate da diverse attività info-investigative, svolte durante il periodo di detenzione, è emersa l’elevata pericolosità sociale dello straniero che, domiciliato a Pachino (SR), aveva rivestito il ruolo di guida e punto di riferimento per la comunità islamica di Augusta, dove si era evidenziato per i suoi atteggiamenti ultraradicali e per i suoi contatti con altri estremisti. Tratto in arresto il 13 agosto 2016 da personale del Commissariato di Pachino in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura di Siracusa per violazione delle norme sul soggiorno in territorio nazionale durante la detenzione nel carcere di Augusta, ha manifestato un atteggiamento di aperta opposizione nei confronti del personale della polizia penitenziaria. Il monitoraggio all’interno del carcere nel quale è stato sottoposto aveva confermato il suo ruolo di leader tra i detenuti di fede islamica e di potenziale radicalizzatore.

14 gennaio 2017

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