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DIRE Emilia-Romagna

L’Ateneo di Bologna torna a lottare contro le lauree “fracassone”

via zamboni

La via dell’Università a Bologna

BOLOGNA – Studenti e famiglie hanno tutto il diritto di festeggiare le lauree. A patto che non diventino “un’occasione di degrado”, perché “gli eccessi vanno sanzionati“. I vertici dell’Alma Mater di Bologna prendono posizione contro le cosiddette lauree fracassone. E’ Marco Bazzocchi, delegato del rettore alle Iniziative culturali, ad affrontare la questione oggi nel corso di un’udienza conoscitiva in Comune. Tema della commissione era la lotta al degrado in zona universitaria. E mettere sul piatto il problema delle lauree fracassone è la presidente del Quartiere San Vitale, Milena Naldi. “Non si possono più vedere feste in cui si imbrattano i muri e tutti stanno a guardare- lamenta Naldi- non va bene, è devastante”. E Bazzocchi non si sottrae. “Le feste di laurea sono un problema che ci trasciniamo da anni- sottolinea il delegato del rettore- ma non è possibile non concedere alle famiglie un momento di festa. Bisogna però che i festeggiamenti non diventino un’occasione di degrado”. Come Ateneo “le abbiamo provate tutte– spiega Bazzocchi- in alcuni casi arrivando anche a soluzioni fallimentari e inopportune, come togliere la proclamazione e sostituirla con un atto burocratico”.

In alcuni casi, aggiunge il delegato del rettore, “abbiamo avuto anche manifestazioni di violenza e di crisi nei rapporti con le famiglie, che pretendevano un momento di festa”. La verità è che c’è una “maleducazione diffusa”, sostiene Bazzocchi, contro la quale serve “un’operazione di base, facendo capire agli studenti, fin dall’inizio del percorso di studi, che la festa di laurea è un diritto ma che non deve causare danni”. In altre parole, “gli eccessi vanno sanzionati”. L’Ateneo ha anche valutato la strada delle lauree collettive, all’americana. Un’idea scartata perché “fanno anche più danni”, sottolinea Bazzocchi, visto l’alto numero di studenti dell’Alma Mater che ogni anno terminano il loro percorso accademico.

Di Andrea Sangermano – Giornalista professionista

14 gennaio 2016

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