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Crollano i prezzi del petrolio, chiude Al-Jazeera Usa

ROMA – Il colosso mediatico del Qatar Al-Jazeera ha annunciato ieri la decisione di chiudere la propria sede negli Stati Uniti.

Ad aprile si ritirera’ dalla sfida lanciata al mercato dell’informazione americano, dopo solo tre anni dal suo arrivo e 500milioni di dollari per ottenere l’autorizzazione alla trasmissione.

al jazeera

Una delle cause di questo fallimento sta nella caduta dei prezzi del petrolio, dato che l’emittente e’ totalmente supportata dal governo del Qatar. Inoltre “il nostro modello di investimenti non e’ sostenibile alla luce delle sfide poste dal mercato americano”, ossia dalla concorrenza degli altri altri grandi network, come ha spiegato il direttore esegutivo Al Anstey. L’intenzione iniziale era infatti quella di proporsi come un’alternativa a colossi consolidati nel panorama statunitense quali Cnn, Fox News e Msnbc.

Per dare un aspetto ‘familiare’ alle sue trasmissioni, ha assunto alcuni tra i volti piu’ noti dello schermo americano, molti dei quali provenivano proprio dai network concorrenti. Inoltre ha cercato di distinguersi per un approccio piu’ serio e oggettivo ai fatti.

La presa sul pubblico pero’ non e’ avvenuta, forse anche a causa del fatto – hanno sostenuto alcuni analisti – di aver mantenuto nome e logo in arabo: molti americani continuavano ad associarlo al periodo in cui, dopo l’11 settembre, l’emittente trasmetteva i video di un Osama Bin Laden che stava spargendo il terrore.

Tuttavia secondo Betsy West, docente della Columbia University intervistata dal Los Angeles Time, non bisogna pensare che i cittadini l’abbiano rifiutata per il suo approccio cosi’ ‘professionale’ all’informazione: “Alla gente piace guardare cose fatte bene, ma devono poter riuscire a trovarle”, ha detto. “Il problema- ha proseguito- e’ che l’emittente era sostenuta dal governo del Qatar. E quando il prezzo del petrolio e’ caduto, non hanno potuto fare ricorso a un piano ‘b'”. Al-Jazeera continuera’ a restare nel mercato americano attraverso la sua offerta in digitale, disponibile a livello internazionale.

14 gennaio 2016

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