VIDEO | Napoli, polemiche per 'Bella Ciao' a recita studentesca: la risposta degli studenti

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NAPOLI – Le note di Bella Ciao risuonano fuori alla scuola elementare De Amicis di Napoli, dopo che il papà di una studentessa ha contestato la scelta dell’istituto di far cantare l’inno dei partigiani durante una recita natalizia.

Questa l’iniziativa pensata dagli studenti di movimenti e collettivi napoletani per rispondere a Paolo Santanelli, l’uomo che aveva espresso indignazione per la scelta della canzone intonata dagli alunni dell’istituto di Chiaia.

“Santanelli, un dirigente della Lega, ha detto che Bella Ciao è una canzone da vigliacchi senza patria e storia, un inno di un momento buio della nostra storia. Questo flash mob – dice Davide Dioguardi del laboratorio occupato Insurgencia e coordinamento degli studenti Kaos – vuole contestare le sue dichiarazioni, parole pronunciate da un uomo della Lega, il partito che rinnega la storia dei partigiani che ci hanno liberati dal nazifascismo, il partito che ha costruito la sua storia politica sull’odio e la xenofobia verso i meridionali, prima, e verso i migranti, poi. È impensabile impedire di cantare Bella Ciao in una scuola: questa canzone ha ispirato i valori della democrazia del nostro Paese”.

Contro Santanelli, gli studenti del cooordinamento Kaos hanno voluto esporre anche uno striscione per chiedere di tenere “giù le mani da Bella Ciao. Leghista napoletano – recito lo striscione – sei un traditore della città”.

Intanto, oggi, anche la giunta comunale di Napoli ha voluto esprimere la propria solidarietà alla scuola De Amicis, contro le parole del genitore.

“Non è ammissibile cedere la nostra storia e i nostri valori all’altare dell’ignoranza grossolana e arrogante. La città di Napoli – dice l’assessore alla Scuola, Annamaria Palmieri – è orgogliosa della scuola che ancora tra tanta barbarie onora i valori e la memoria della resistenza su cui si sono fondate la nostra Repubblica e la nostra Costituzione. La scuola De Amicis è come tutte le scuole pubbliche laica e pluralista, porta il segno di questo anche nel nome, e presidia la democrazia e i valori in cui la cittadinanza si riconosce”.

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13 Dicembre 2018
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