Manovra, Fortuna: “Normale per Ue 2,04% non sufficiente, servono altri correttivi”

L'economista e rettore dell’UniCusano parla a Radio Cusano Campus della trattativa tra Italia e Ue sulla manovra
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ROMA  – “Qualche passo in avanti si è registrato, con l’abbassamento del rapporto deficit-pil dal 2,4 al 2,04%. La Commissione Ue sembra aver apprezzato questa apertura, anche se Moscovici dice che il 2,04 non è sufficiente. Ma lo sappiamo, questo è normale. Adesso l’Ue si aspetta che dalla manovra di bilancio emergano dei correttivi che consentano di reperire qualche altro miliardo di risorse e quindi avvicinarsi molto ai desideri della Commissione”. Così Fabio Fortuna, economista e rettore dell’UniCusano, parlato a Radio Cusano Campus della trattativa tra Italia e Ue sulla manovra.

“Questo può succedere- ha spiegato- perché se si rimodulano, quantomeno sotto il profilo temporale, le misure di reddito di cittadinanza e quota 100, alla fine qualche miliardo potrebbe uscire fuori e potremmo anche assistere ad una marcia indietro dell’Ue. L’abilità del governo dovrà essere quella di garantire ai cittadini l’attuazione del contratto ma al tempo stesso convincere l’Ue che non è opportuno aprire la procedura d’infrazione. Da alcuni giorni si parla dell’ipotesi che le previsioni di spesa del governo siano eccessive rispetto al fabbisogno, se si riducesse di un paio di miliardi la spesa per reddito di cittadinanza e quota 100 troveremo altri miliardi utili, ma solo il governo può sapere quali sono i margini. L’abbassamento dello spread e l’andamento della borsa sono segnali chiari che ai mercati finanziari piacerebbe molto che la procedura d’infrazione non venisse aperta”.

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13 Dicembre 2018
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