Sanità

Aism firma la carta dei diritti delle persone con sclerosi multipla

ROMA – Dal diritto alla salute al diritto alla ricerca; dal diritto all’autodeterminazione al diritto all’inclusione; dal diritto al lavoro al diritto all’informazione, fino a quello alla partecipazione attiva. È stata firmata oggi a Roma la Carta dei diritti delle persone con Sclerosi multipla dell’Aism, che in sette punti intende rappresentare, affermare, tutelare ogni persona con Sm nel quadro dei principi e valori affermati nelle Carte fondamentali dei diritti dell’uomo, della persona con disabilità, del paziente, elaborati a livello internazionale, europeo e nazionale.

A firmare il documento, nel corso di una conferenza stampa organizzata dall’Associazione italiana Sclerosi Multipla, la presidente dell’Aism, Angela Martino; il presidente della Fism, Mario Alberto Battaglia; Maurizio Del Conte, presidente dell’Agenzia nazionale Politiche Attive Lavoro; Giovanni Berrino, assessore al Lavoro della Regione Liguria; Pietro Barbieri, coordinatore dell’Osservatorio nazionale Convenzione Onu.

 

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La Carta dei diritti delle persone con Sclerosi multipla, tra le altre cose, definisce le priorità da affrontare in ambito lavorativo. E tra i vari punti ce n’è uno che riguarda in participare il diritto al part time reversibile. Ma quale potrebbe essere l’impegno dell’Anpal in questo senso? “Innanzitutto garantire che questo diritto sia effettivo– ha risposto all’agenzia Dire il presidente Del Conte- Teniamo presente che la nostra legislazione si sta molto aprendo alla patologia della sclerosi multipla, che ha degli episodi e delle manifestazioni non prevedibili che richiedono anche una flessibilità nell’orario, che non può essere predefinito così rigidamente. Anpal deve quindi favorire questo tipo di inclusione e mettere a disposizione dei servizi, anche attraverso la collaborazione con le Regioni, che sul territorio hanno materialmente gli sportelli, che siano adeguati alle specifiche esigenze dei malati di sclerosi multipla”.

 

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Uno studio effettuato dall’Aism, intanto, dimostra un’anomalia, cioè che lavoratori con le stesse patologie hanno diversi livelli contrattuali. Come mai accade questo? “Purtroppo questo è il retaggio di una storia che ha costruito il modello di organizzazione del lavoro- ha risposto Del Conte- e devo dire anche le leggi sulla organizzazione del lavoro stesso, in base ad una idea di persona ‘standard’. Credo invece si debba riconoscere che il luogo di lavoro e l’organizzazione del lavoro devono essere luoghi aperti, inclusivi, non conformati su un modello standard di persona, appunto, perché la persona ha dimensioni diverse e che soprattutto queste dimensioni diverse. Quindi bisogna costruire regole che consentano, anche grazie alle nuove tecnologie e alla possibilità di aprirsi a lavori immateriali, una maggiore modulazione degli orari di lavoro e un minor radicamento al luogo fisico di lavoro (quindi con un luogo di lavoro che può essere anche il domicilio della persona). Quindi un ambiente di lavoro che in generale consenta a tutti di partecipare- ha infine concluso il presidente dell’Anpal- perché la partecipazione al lavoro è anche l’inclusione al sociale”.

di Carlotta Di Santo, giornalista

13 dicembre 2017
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