Riduzione delle servitù militari, il Consiglio regionale sardo dà l’ok

CAGLIARI – C’è voluta una seduta fiume di circa quattro ore, ma alla fine il via libera dal Consiglio regionale al protocollo d’intesa Regione-Difesa verso una riduzione delle servitù militari in Sardegna è arrivato: l’accordo potrà essere sottoscritto ufficialmente a Roma dal presidente Francesco Pigliaru.

La firma con il ministro Roberta Pinotti è attesa per lunedì prossimo.

Nella seduta di ieri, il Consiglio, oltre al mandato che impegna Pigliaru a sottoscrivere l’accordo, ha approvato due ordini del giorno.

Il primo della maggioranza, che impegna il presidente a far pressione con il governo per “mantenere e potenziare tutte le attività che la Vritrociset Spa svolge in Sardegna nei settori dell’aerospazio, a mantenere i livelli occupazionali presenti nelle ditte esterne impegnate all’interno dei poligoni, e al trasferimento delle attività esercitati svolte nel lago Omodeo presso i poligoni sardi”. Il secondo dell’opposizione, a firma Pietro Pittalis (Fi), Gianluigi Rubiu (Udc), Attilio Dedoni (Riformatori) e Paolo Truzzu (Fdi), che impegna Pigliaru, tra le altre cose, ad agire per l’implementazione del sistema Siat, a sostenere il completamento della Brigata Sassari con un nuovo reggimento nella caserma di Pratosardo a Nuoro e a verificare sulle tempestive attività di bonifica. Curiosamente il secondo odg ha ricevuto più voti a favore, 39, rispetto a quello della maggioranza (35). Tornando all’intesa “strappata” da Pigliaru, tra i punti principali da sottolineare il rilascio di porzioni di poligoni, l’istituzione di osservatori ambientali indipendenti, la formalizzazione della sospensione delle esercitazioni a fuoco nel periodo estivo, l’apertura alla ricerca civile e all’innovazione tecnologica in collaborazione con le università e i centri di ricerca sardi, e compensazioni annuali e non più quinquennali, per i comuni e gli operatori economici che subiscono limitazioni a causa della presenza militare.

Pigliaru potrà andare dunque a Roma con l’appoggio bipartisan, pur ottenuto faticosamente e dopo un dibattito a tratti aspro, del Consiglio regionale, anche se non sono mancati profondi distinguo. In maggioranza si conferma lo strappo dei consiglieri del Partito dei sardi, contrari ai contenuti dell’intesa. Al momento del voto dei due ordini del giorno hanno abbandonato l’aula, così come il consigliere di minoranza Giovanni Satta (Psd’Az-La Base).

Giudizio negativo sul documento, anche per l’ex consigliere di maggioranza Emilio Usula (Rossomori).

“Nessuno oggi ha pronunciato la parola che più di altre rappresenta ciò che è accaduto e che accade in Sardegna da oltre 40 anni: la colonizzazione di un territorio- le parole del capogruppo del Pds Gianfranco Congiu-. Quando parliamo di militarizzazione in Sardegna dobbiamo aver il coraggio di premettere che la Sardegna non vuol più essere colonia. Il resto è una conseguenza, ma certamente un’intesa per il coordinamento delle atttività militari presenti nel territorio della Sardegna, non è, né nelle forme, né nei contenuti, ciò che l’isola e i sardi attendono”. Anche fra le opposizioni, più di un consigliere ha votato contro i due ordini del giorno: “Non capisco i colleghi che parlano di Sardegna occupata e poi votano a favore- sottolinea il vicepresidente del Consiglio Antonello Peru (Forza Italia)-. Voterò contro, in dissenso con il mio gruppo. Serve un segnale politico chiaro della Regione, bisogna che si affermi che la Sardegna dice no ai poligoni militari. Preferisco un’isola di pace che sappia dire no ai veleni e ai giochi di guerra”. Voto contrario anche per il capogruppo del Psd’Az Angelo Carta: “Stiamo in aula ed esprimiamo il nostro voto contrario a entrambi gli ordini del giorno senza togliere nulla alla buona volontà e alla lealtà del presidente. I sardi hanno bisogno di un’altra visione”.

di Andrea Piana, giornalista professionista

13 Dic 2017
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