Report del Consiglio Grande e Generale del 12 dicembre

Il Consiglio Grande Generale nella seduta di oggi pomeriggio viene dedicato interamente al comma n.2, il gradimento del Direttore Generale di Banca Centrale della Repubblica di San Marino. I lavori iniziano con due ore di ritardo per la mancanza del numero legale: per protesta nei confronti delle assenze nelle fila della maggioranza, l’opposizione si rifiuta di entrare in Aula. Una volta iniziata la seduta, con il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze  Simone Celli e la presentazione del nome del Presidente indicato dal Consiglio direttivo di Bcsm, Roberto Moretti, si apre il lungo dibattito consiliare con 50 iscritti a prendere parola. Nel suo intervento, Celli tra l’altro apre all’istituzione di un Comitato di stabilità finanziaria che “deve favorire la consultazione e il supporto al governo per le scelte del futuro” del settore e che deve prevedere un coinvolgimento di “figure tecniche e professionali”, per cercare “soluzioni condivise”.
Nel corso del dibattito, i consiglieri di opposizione anticipano già che i propri gruppi non si esprimeranno a favore del gradimento di Moretti: dito puntato in primis contro la mancanza di condivisione su una nomina definita “calata dall’alto” e perplessità per il suo attuale ruolo nel Cda di Cassa di Risparmio. Di altro tenore gli interventi dei consiglieri di maggioranza che approvano la nomina e respingono al mittente le accuse di mancata condivisione. Sull’istituzione di un Comitato di stabilità finanziaria i pareri dei gruppi di minoranza sembrano diversi. Elena Tonnini di Rete esprime il suo scettiscimo: si tratta “in pratica del Ccr aperto a qualche tecnico, immagino a Bossone di Abs”, mentre “noi abbiamo chiesto- precisa- fosse aperto alle forze di opposizione e alle forze sociali”.  Dalibor Riccardi, Psd, si dice più fiducioso per l’avvio di un confronto tra le parti sul sistema finanziario e si augura che il Comitato possa partire. I lavori si interrompono quando mancano solo due interventi al dibattito che riprenderà in seduta notturna e in cui l’Aula si esprimerà sul gradimento del futuro Direttore di Bcsm.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 2. Gradimento del Direttore Generale della Banca Centrale della Repubblica di San Marino

Simone Celli, Segretario di Stato per le Finanze
Nella giornata di ieri il consiglio direttivo di Bcsm ha provveduto alla nomina di Roberto Moretti, quale Direttore generale, al fine del rilascio del gradimento del Consiglio Grande e Generale è stata inviata apposita comunicazione, pervenuta il 4 dicembre alla segreteria per le Finanze, con incluso il curriculum vitae, imediatamente messo a disposizione dei consiglieri. Dopo le dimissioni dell’ex Dg Raffaele Capuano, il Consiglio direttivo ha adempiuto al dovere di nominare un nuovo Dg, si è misurato su una duplice candidatura, alla fine è intervenuta la decisione di indicare Moretti in quanto figura di standing professionale alquanto adeguata a ricoprire il ruolo, ha maturato esperienze decennali in istituzioni bancarie, tra cui l’Abi, si è concentrata in operazioni di ristrutturazioni di istituti bancari, ha assunto incarichi nel Fondo interbancario di garanzia. E’ una figura che ha maturato un suo percorso che è lungo, Moretti ha 72 anni.  A suo favore  gioca il fatto che ha già potuto misurarsi con problematiche del sistema sammarinese, essendo membro del cda di Carisp, da cui si è immediatamente sospeso. Dagli elementi a nostra disposizione, Moretti in due mesi ha prodotto un lavoro importante ed eccellente a favore di Cassa di Risparmio.
Alcune valutazioni di carattere generale che la nuova direzione dovrà portare avanti e che non si discostano da quelle delinate quando gradimmo la figura precedente. Sono 5 le linee direttrici rispetto cui il nuovo Dg deve muoversi: il processo di consolidamento a livello sistemico che parte dall’uniformazione del nostro sistema bancario e che dovrà avvenire in modo graduale, ma è un percorso inevitabile verso i parametri di oggi di Basilea 3 (e poi ci sarà Basilea 4) per avere un sistema adeguato alle migliori pratiche internazionali per l’esercizio delle attività finanziarie. E vanno poi recuperate tre direttrici fondamentali della relazione del governo sulla riorganizzazione del sistema: depurare i bilanci delle banche dagli Npl, per cui serve un piano operativo della loro gestione che preveda un’innovazione profonda della normativa per recupero crediti e procedure concorsuali.  Incentivare gli aumenti di capitale nelle banche, per farle rientrare nei parametri di vigilanza previsti dalle normative sammarinesi e poi da quelli di Basilea 3, poi in futuro ci sarà Basilea 4.  Terzo punto: portare piani industriali che puntino all’efficienza e competività, insieme a un nuovo top management delle istituzioni bancarie per dare loro gambe. Altro tema: la riorganizzazione di Bcsm. Piena disponibilità del governo a istituire un comitato di stabilità finanziaria che deve favorire la consultazione a sopporto del governo per le scelte del futuro. Siamo disponibili a prevedere un coinvolgimento di figure tecniche e professionali, per cercare soluzioni condivise . Ascolterò con attenzione il dibattito consiliare con l’auspicio si proceda alla fine al gradimento del direttore indicato dal direttivo di Bcsm.

Mariella Mularoni, Pdcs
Sono trascorsi due mesi dalla nomina di Capuano e ci troviamo di nuovo a discutere del suo successore, non è cambiato il copione. Il governo continua nel suo modo arrogante, incurante della fuorisciuta di capitali e del disastro economico in atto, nonostante le solite raccomandazioni di condivisione. Abbiamo appreso dalla stampa che il Consiglio direttivo ha proceduto alla nomina di Moretti, già membro del Cda di Cassa di Risparmio, un vigilato che diventa vigilante. Sulla persona ci auguriamo serietà, non possiamo non segnalare però mancanza di confornto su nomine così importanti e sulla loro mission.  E’ una nomina calata dall’alto senza confronto con l’opposizione. Da mesi continuate a denigrare il nostro ruolo, malgrado gli annunci di condivisione, per mesi avete rivendicato l’autonomia in Bcsm, riponendo massima fiducia alla sua governance, dandogli carta bianca, con quali risultati? Le responsabilità si condividono e il disastro in atto, Segretario, dovrebbe darne conferma. Ci dovete siegare perché anche in questa nomina si è persa una occasione importante di dare la direzione Banca centrale a un sammarinese.

Davide Forcellini, Rete
Intervengo per esprimere le mie considerazioni su questa nomina. Ringrazio i consiglieri di maggioranza che ci anno degnato della loro presenza. Si chiede all’Aula il gradimento, non dovrebbe essere diversamente, perché tutto è proceduto in modo perfetto, non fate mai niente di irregolare. Peccato che la verità è un’altra, a distanza di due mesi dalla nomina del precedente direttore e a meno di 4 dalla cacciata di Savorelli. Ci sono poi in mezzo le nomine di Carisp, altro bell’esempio di efficenza e di bel metodo. Si è registrata una lunga serie di insuccessi nelle nomine.  Qui si tratta del futuro del Paese e ogni errore può essere fatale. Questo andare avanti  a suon di maggioranza è un modo di fare che con la democrazia non ha niente a che vedere. Oggi arrivte qui con il gradimento che è pura formalità, avete i numeri e andrete avanti sempre e comunque con un atteggiamento infantile.

Matteo Ciacci, C10
La invito consigliere Forcellini a confrontarsi con i tanti cittadini che incontriamo tutti i giorni. Non ascolti solo una campana, venga con me e sentiamo gli spunti negativi e positivi, anche verso il movimento Rete. Potremmo aver fatto errori, non essere stati pienamente efficaci, ma dire che il governo è contro i cittadini è una frase delirante. Nella precedente legislatura non facevate un Odg con C10, oggi siete opposizione compatta anche con quelli a cui, in passato, vi faceva schifo stringere la mano, mi hanno stufato certe considerazioni. Su Capuano e nomina di Moretti, il nuovo Dg che ci apprestiamo a gradire: ci dobbiamo soffermare sulla sua mission, in particolare sul processo di ristrutturazione profonda di Banca centrale. Ciò significa: dieta dimagrante, in modo che Bcsm torni credibile, fare riflessioni su quali asset mantenere in Bcsm e quali trasferire altrove, ridurre i mandati, proseguire il dialogo avviato da Capiano con politica e istituzioni bancarie, associazioni e istituti di credito. Riteniamo che un tavolo tra Bcsm e operatori in questo momento debba esserci per affrontare le difficoltà che ci sono.

Michele Muratori, Ssd
Le dimissioni di Capuano hanno portato diversi interrogativi all’attenzione dell’ ula e del Paese. L’incertezza politica ed economica ha pesato nella scelta della dirigenza di Bcsm, portando loro stipendi minori rispetto quelli dei loro sottoposti. Va fatta una riflessione su quanto avvenuto perché non ci possiamo permettere che un ex dirigente del Mef -di cui abbiamo potuto apprezzare le qualità- se ne vada in malomodo, adducendo tra i motivi la violazione propri diritti. Sono davvero rammaricato. Ma non possiamo permetterci di stare fermi e la scelta del nuovo direttore rientra nella decisione di rilancio del comparto. Il compito di Moretti non sarà semplice, in primis per il superamento della fase di stallo del sistema che sarà il primo obiettivo, per ricreare fiducia nei risparmiatori.

Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari Esteri
Con la nomina di Moretti potremo avere ua guida di Bcsm finalmente solida. Esprimo dispiacere per Capuano e per la serie di avvenimenti avversi che ha determinato la sua decisione. Moretti è persona che si è già messa a disposizione di una istituzione bancaria della Repubblica, su cui lo Stato ha investito, e che ha dato disponibilità a Bcsm per un compito altrettanto arduo. Esprimo fiducia nel suo curriculum e nella sua disponibilità. La nostra Bcsm deve essere completamente riorganizzata, bisogna ripensare le sue funzioni e valutare se ci sono possibilità di strutturazione più organica.
Poi i problemi legati al tetto stipendi: non è possibile che in settori nevralgici, persone gerarchicamente sottoposte al direttore prenedano due volte il suo stipendio. Non è tollerabile. Ma non solo tetto stipendi: non sono più sostenibili anche forme contrattuali come quelle concretizzate nel tempo. Serve coraggio da parte di chi dovrà riorganizzare e andare a rivedere la forma di contratto di lavoro.  Mi auguro Moretti trovi consenso e dopo un’altra sfida ci aspetta nell’individuazione del presidente di Banca centrale.

Denise Bronzetti, Ps
Devo apprezzare alcuni interventi dei colleghi di maggioranza, li metto in fila dopo l’intervento di Morganti. Inizia ad esserci una timida ammissione di sequenza di nomine fallite, oltre che in Bcsm anche in Cassa di Risparmio. Le ragioni le troviamo nelle lettere di dimissioni, anche Grais non è stato tanto benevolo rispetto chi lo aveva nominato. Bisogna che le ragioni delle dimissioni in Bcsm e in Cassa siano spiegate: se riconducibili a una interpretazione diversa su quale politica economica e finanziaria seguire rispetto quella indicata da chi ha proceduto alla nomina, non credo sia aspetto di secondaria importanza.

Pasquale Valentini, Pdcs
In una situazione analoga, tra il 2009 e il 2010, avevamo azzerato Banca centrale. E’ stato il momento in cui San Marino, anche per questo fatto, si è trovata in isolamento totale, nessuno aveva più fiducia a rapportarsi con il nostro sistema finanziario ed economico. L’Odg che avete votato come maggioranza la volta scorsa sosteneva che le ultime vicende mettevano in luce problematiche che richiedevano l’impegno di tutti. Poco fa il Segretario agli Esteri ha detto che è necessaria una guida solida. Prima questione: vi sembra che il modo in cui stiamo arrivando alla nomina del direttore corrisponda a queste due indicazioni? Il contesto, se era problematico quando era entrato Capuano, oggi vi sembra più chiaro? Io della mission di Banca centrale ne sento parlare ora da Ciacci e da altri consiglieri di maggioranza, ma non ne abbiamo mai parlato. Vi rendete conto della debolezza che state portando in questa nomina? E non dite che è colpa dell’opposizione. Per Capuano almeno avete fatto la mossa di farlo incontrare con l’opposizione. E’ quesot il modo in cui agite per dare solidità a una Banca centrale che ha un’indagine in corso ed esposti, in cui i personaggi se ne sono andati via dicendo quello che hanno detto, dove Savorelli ha annunciato una relazione che è sparita, ed è stato fatto un audit costosissimo di cui non ne sappiamo nulla? Ci abbiamo messo moltissimo a recuperare lo strappo del 2009-2010, ma adesso faremo ancora più fatica, abbiamo fatto vedere che quello che avevamo promesso non l’abbiamo mantenuto, che c’è un congresso di Stato che può fare quello che vuole ed è il peggior messaggio che possiamo dare qui fuori.

Iro Belluzzi, Psd
Rilevo positivamente l’intervento del consigliere Ciacci, si comprende l’imbarazzo nell’andare ad adottare la nomina e riconosce tutta una serie di questioni, fa giusta autocritica. Sulla nomina di Roberto Moretti: sulla persona non esprimo nessun tipo di giudizio, dal curriculum risulta una persona sicuramente degna ed esperta, ma sui cui il Psd non voterà il gradimento, per una non corretta strutturazione dei passagi che hanno portato alla nomina, che doveva arrivare anche da un Consiglio direttivo con il suo presidente. La nomina discende dalle dimissioni di Capuano e si dice che probabilmente il governo non abbia voluto adottare quei percorsi che chiedeva venissero utilizzati, mi riferisco al fatto che quando doveva andare ad applicare le risultanze dell’Aqr chiedeva l’affiancamento dei funzionari Fmi.

Gian Carlo Capicchioni, Psd
Non diamo una bella immagine oggi. Una Bcsm forte e credibile ci dà autorevolezza come Paese e come sistema finanzirio ed economico. Ha ragione Valentini, mi associo al suo intervento perchè ha centrato il problema. Dalle dimissioni risulta che governo e maggioranza non sono in grado di supportare Bcsm in un’azione di riorganizzazione, nella ricapitalizzazione delle banche, nella ristrutturazione di Bcsm stessa, con gli Npl dove manca un piano di intervento. Poi non si nomina prima il direttore di Bcsm, ma il presidente. Il direttore dovrebbe essere nomianto da un Consiglio direttivo al completo, incluso della figura del presidente. I cittadini vi hanno dato fiducia ma credo questa venga inesorabilmente sempre meno.

Stefano Canti, Pdcs
Oggi siamo chiamati a dare il gradimento al terzo Direttore Generale di Banca Centrale di questo Governo. Il primo, lo chiarisco subito, non è stato nominato da questo Governo. Ma questo è il Governo che lo ha sostenuto nelle sue scelte peggiori. Non lo ha messo in discussione quando ha azzerato la vigilanza sammarinese di Banca Centrale; lo ha giustificato quando ha fermato la Centrale Rischi; lo ha seguito quando ha troncato ogni rapporto con Banca d’Italia e con il MEF.

Il secondo Direttore Generale di Banca Centrale lo ha scelto questo Governo, condividendo prima un profilo – che a pensare male si fa peccato ma – che sembrava cucito su misura per Capuano, ma ripeto forse pensavamo tutti male. Capuano poteva essere una buona scelta per farci avvicinare di nuovo all’Italia. Peccato che lo stesso Capuano abbia deciso subito dopo aver capito dove era finito di andarsene.  Ecco allora il punto. Oggi siamo al terzo direttore, Dott. Roberto Moretti, direttamente dal Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio, dopo che la cassa di Risparmio ha avuto due consiglieri da Banca Centrale. Ma questo è il metodo di lavoro di questo Governo direttamente e tramite i suoi incaricati e consulenti – si e’ da poco dimesso il vice direttore di Cassa; il presidente Zanotti –dichiara che non verra’ al momento sostituito, non serve? Con l’accorpamento Asset in corso, una ristrutturazione dopo un bilancio da pianto, ecc il vice direttore non serve ?!. Xche’? Forse perche’? in verita’ un vice direttore c’e’ – e’ Bazzani – gia’ consulente di Celli – d’accordo con il Presidente Zanotti e braccio operativo dello stesso – sempre piu’ operativo- si occupa di tutto – clienti, progetti di sviluppo, partecipate come la banca croata e per ultimo anche un incarico come consulente a Bologna nel Gruppo Delta? Lo conferma Segretario Celli? – vi siete posti il quesito di limite di stipendio ? Non ho sentito alcun riferimento da parte del Segretario Celli sullo stipendio del nuovo Direttore Generale di Banca Centrale. Io credo di No… ha contratto di consulenza – si dice di oltre 200 mia euro annui. E’ controlegge ? Ma no, basta aumentare il tetto agli stipendi ed escludere le consulenze e la finanziaria è alle porte. Lasciamo stare  Roberto Moretti al suo posto all’interno del cda di Cassa di Risparmio e, come piace dire ad un segretario, mettiamoci subito intorno ad un tavolo cercando di trovare convergenza su un nome.  Cerchiamo in maniera condivisa anche il nuovo Presidente di Banca Centrale. Lavoriamo per richiedere al Consiglio Direttivo di procedere con nomine di professionisti seri in Banca Centrale. Su un percorso del genere credo che l’opposizione possa condividere e trovare convergenza.

Oscar  Mina, Pdcs
Non ho elementi per giudicare Moretti per le sue capacità, mi stupiscono in tutto questo i passaggi degli incarichi da Cassa di Risparmio poi in Bcsm. Un membro del Cda di Cassa esce ed entra in Bcsm. Si tratta di una nomina problematica: il predecessore, Capuano, dopo due mesi ha dato le dimissioni e, prima ancora, si è avuto il licenziamento di Savorelli con il suo ‘dito’. La nomina di Moretti oggi è quasi inutile visto che è già stata gradita da parte vostra e ve ne prenderete la responsabilità. La condivisione per voi è pura utopia. Avete delineato la necessità di ridisegnare Banca centrale, bene,  e dovrete tenere conto dell’associazione bancaria e delle banche che hanno bisogno di un istituto quale punto di riferimento. Al di là della persona, non possiamo esprimere un giudizio per le modalità per come è stata portata in aula la nomina, priva di ogni concertazione, non è sufficente darci il curriculum.

Nicola Selva, Rf
Come al solito in questo comma si è parlato dell’universo mondo del sistema bancario. E’ vero, non è normale nominare in poco tempo un Dg di Banca centrale, non è normale che si dimetta dalla nomina in così poco tempo, ma se vogliamo parlare di normalità, in questo momento politico di normale non c’è molto, ma è così da molto tempo e per motivi non riconducibili a questa maggioranza. La nomina non è fatta da questo governo o dal Consiglio Grande e Generale. E’ una nomina fatta dal Cda della Banca centrale stessa. Sulle dimissioni: concordo che il problema è anche lo stipendio, non si sostiene la situazione che un direttore ha uno stipendio pari a quello del fattorino. Il compito di Moretti sarà dare stabilità a tutto il sistema finanziaro e portare a compimento la riforma dello stesso istituto.

Marianna Bucci, Rete
Al consigliere Ciacci: la verità è che i nostri movimenti hanno fatto tanta attività insieme, così tanta che la gente se li aspettava nella stessa coalizione, non si può oggi fare un’uscuta come la sua. Certo non è facile fare opposizione e gli alleati se li sceglie solo chi è al governo. Noi facciamo opposizione sui contenuti e li riproponiamo, anche quelli che possono mettere in difficoltà altre forze di opposizione. Non abbiamo piacere di conoscere Moretti, sappiamo che arriva da Cassa di Risparmio, anche se il curriulum non lo dice e non dice che è presidente di T-pay. I gruppi di opposizione si trovano di fronte ad una presa d’atto. Celli è un giocatore solitario, anche se non mancano tifoserie e pedine nella scacchiera. Sul fatto che su Bcsm si debba intervenire siamo d’accordo, ma la prima cosa da fare è intervenire sull’invadenza della politica. Tetto stipendi: non avete capito il messaggio che la popolazione voleva dare, il governo deve agire nel rispetto delle norme che i cittadini hanno voluto dare, ovvero ‘basta sprechi e consulenze’. Ancora una volta non possiamo votare favorevolmente il gradimento per una nomina unilaterale e forse personale.

Marco Podeschi, Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura
E’ un anno che parliamo di banche. Oggi viene chiesto al Consiglio Grande e generale di dare il gradimento del Dg di Bcsm. C’è una proposta da parte del Consiglio direttivo nel dott. Moretti e la nomina segue la linea di nomina dei precedenti Dg. Da quando c’è Bcsm il Consiglio direttivo nomina persona e viene portata all’attenzioen del Cgg per il suo gradimento. E’ sempre stato così per statuto. Altri consiglieri hanno citato l’anomalia che moretti sia del Cda di Cassa: è  sufficiente vedere da dove provengono i direttori delle banche centrali del mondo, ovvero nda istituti privati. Ne ricordo uno solo ricordo, Mario Draghi, da Goldman Sachs. Vi dimenticate che anche Mario Giannini veniva da un istituto privato italiano, così come Savorelli. Se si va a vedere l’incompatibilità viene fuori che c’è un membro del collegio sindacale di Bcsm che è membro anche del collegio sindacale dell’Azienda dei servizi. Non si può cambiare mentalità a seconda della collocazione politica.           Il giudizio su Moretti lo vedremo dalle prossime settimane. Bcsm è chiaro che ha bisogno di punti fermi su cui rilanciare la sua azione. Ha la propria fondazione commissariata dal Consiglio dei XII, ha un presidente dimissionario e un direttore generale dimissionario.  Grais è stato il più inutile presidente di Bcsm, non ha imparato l’italiano, non ha voluto dialogare con le istituzioni bancarie, si è rifiutato di fare accountability e si  chiuso nel suo fortino. Spero non sarà l’atteggiamento del nuovo direttore Bcsm che dovrà dialogare con il sistema.  

Francesco Mussoni, Pdcs
Dopo aver ascoltato gli interventi dei Segretari di Stato viene da dire ‘speriamo che il nuovo Dg lavori bene, nell’interesse generale, secondo gli obiettivi elencanti dal governo’ . Anche perché le linee direttive. non discusse in quest’Aula- sono al limite condivisibili. Non siamo noi che andiamo fuori tema. Siete voi ad andare fuori tema con questi riferimenti. Volete far finta che il governo abbia appreso la nomina dal consiglio direttivo di Banca centrale. Noi sul nome non abbiamo niente da dire ne abbiao sul metodo. E non è banalizzare, perché la reputazione del sistema è tema centrale per il futuro e dipende da come si gestiscono le cose. Senza il confronto politico su nomine e obiettivi si ha per conseguenza la storia recente, con porte girevoli che entrano ed escono e lasciano un alone di debolezza nell’indicazione di profili personali che asetticamente presi sono validi, ma c’è tutto un retroscena nella gestione dei nomi che lascia perprlessi. E’ un metodo che non dà reputazione al sistema. Auguro al direttore buon lavoro e che la nomina sia diversa da quelle fin qui portate avanti da governo e maggioranza. Ma cerchiamo da domani di aprire una fase costruttiva, se no, non aspettatevi il plauso dell’opposizione. Non saremo favorevoli alla nomina per le premesse e per le modalità di discussione che non ci sono state, ma non è una valutazione sulla persona. La modalità della nomina grida vendetta, vi schermate dietro al Consiglio direttivo.

Stefano Palmieri, Rf
La nomina spetta al Consiglio direttivo di Bcsm ma governo è al corrente del nome, non fateci passare da sprovveduti. Moretti era già presente a San Marino, non è un extraterretre catapultato qui, credo sia una nomina azzeccatta soprattutto per propria esperienza maturata in 40 anni senza avere macchie. Infatti le opposizioni, anche se avranno fatto ricerche, come sempre, si sono limitate a dire che è un nominativo non condiviso. Cerchiamo di valorizzare persone che si assumono nei ruoli importanti e con responsabilità in questo momento storico. Il percorso da fare in termini di formazione del personale e di recepimento normative – Basilea 3-4- è molto importante. L’impegno che la politica darà a Moretti è di aprire il sistema, trovare business nuovi per la Repubblica, dobbiamo aprirci a un mercato di capitali esteri e solo una guida forte e di esperienza ci può presentare al mercato mondiale.

Sandra Giardi, Rete
La sintesi di questo caos che si continua a portare in Aula è che a volte è vero che si può scivolare, ma ripartire non può essere definito normale. Le scivolate ricadono a livello di stabilità sull’intero paese. Obiettivo dovrebbe essere dare stabilità al sistema finanziario e comunicare al Paese le scelte da compiere, non quelle compiute. Lo scivolone una volte ci sta, la seconda volta facciamo fatica a mandarlo giù, la terza volta non ci piace per niente. Il governo doveva muoversi in modo molto più cauto, questo doveva essere il cambiamento, invece le sue azioni hanno portato ad inclinare ancora di più il sistema. Tutti questi inciampi delle dimissioni non sono state un buon biglietto da visita per l’esterno, altro che il comunicato firmato dai 25 consiglieri di opposizione.

Luca Boschi, C10
Certo che non è normale la situazione in cui ci troviamo, come non è normale quella in cui ci siamo ritrovati. Voi lo conoscete bene il burrone, sull’orlo del quale ci avete portato. Anche dentro Bcsm ci sono forti resistenze al cambiamento, ma non generalizziamo, nessuno ha attaccato le competenze di tutti i dipendenti di Bcsm. Ma è un dato di fatto che non riusciamo a tenerci un direttore di Bcsm, ci saranno problemi dentro la struttura. Cosa fare? Prima cosa dare mandato forte all’avvocato Moretti. Non ci devono essere remore. Per noi un organismo di vigilanza nel Paese serve, nessuno pensa di chiudere Bcsm, ma si deve agire nella revisione dello Statuto e dell’impianto normativo in cui deve essere la politica protagonista. Così come si deve rivedere la struttura e l’organigramma, e questo è compito del direttore.

Elena Tonnini, Rete
Il nome di Moretti è stato calato dall’alto su tutta l’Aula. Noi lo abbiamo saputo nella seduta del 4 dicembre scorso e anche in maggioranza molti non sapevano niente, poi è stato diffuso poi ufficialentne da Rtv.  Da tempo assistiamo a continue nomine e dimissioni che inducono a una grandissima instabilità del sistema. Il governo in alcuni casi ha scelto uomini per obiettivi limitati, così per Romito e per altri uomini durati il tempo di approvare il bilancio di Cassa. Poi ci sono i travasi tra Banca centrale e Cassa: da Zanotti a Kaulard che da Bcsm passano a Cassa e ora Moretti da Cassa a Bcsm. Dopo due mesi, Capuano parla di mancanza di certezze sul sistema bancario sammarinese da parte del governo.  Queste le motivazioni riportate nella lettera di dimissioni, ci dice “non intravvedo la volontà di affrontare i problemi nel modo in cui reputo corretto”, allo stesso modo è passato un mese e non ci troviamo in situazione diversa. Capuano è andato via perché ha ravvisato nel governo la mancanza di volontà di adeguarsi all’allineamento internazionale e qui Celli ci dice che la linea direttrice è uniformarsi a Basilea 3 e 4. Sarebbe da chiarire. Il Comitato di stabilità finanziaria: in pratica il Ccr aperto a qualche tecnico, immagino a Bossone di Abs. Anis parla di un comitato di natura tecnica e autonomo e indipendente del governo. Noi abbiamo chiesto fosse aperto alle forze di opposizione e alle forze sociali perchè quando si parla di banche si parla anche di fondi pensioni e dipendenti.

Marica Montemaggi, C10
In tutti gli interventi è stato indicato come problema principale quello del metodo. Mi chiedo se abbiamo avuto le condizioni per condividere. Quando ci si siede ad un tavolo, ci si siede in due e  con un riconoscimento reciproco dei ruoli che ancora a distanza di un anno manca. Si sarebbe trovata condivisione quando abbiamo chiuso un Consiglio con l’aria che si tagliava con un coltello? Ancora il riconoscimento della legittimità di questo governo e maggioranza non c’è, quindi decade tutto il discorso. Noi di Civico 10 siamo stati attaccati come incoerenti. Per noi la coerenza è un valore fondante in politica. Se non c’è riconoscimeno del proprio operato, qui si vede solo il male.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs
Si doveva prima procedere alla nomina del presidente di Bcsm per dare effettività al consiglio direttivo e pensare meglio agli incarichi che già ricopre Moretti, per dare continuità al ruolo per cui era stato chiamato a San Marino. Poi la condivisione, alcuni la intendono in un modo chi in un altro.. Sul tetto stipendi: è importante metterlo in chiaro, personalmente sono contrario, ma c’è stato un referendum e siamo tenuti a rispettarli. Auguro Moretti possa svolgere al meglio il suo lavoro, dispiace che la nomina non arrivi da un Consiglio direttivo completo.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Credo sia una lotta al ribasso dire chi ha deciso cosa e con chi alle elezioni. Non credo di dover dedicare tempo alle recriminazioni. Qui si parla del nuovo direttore di Banca Centrale. Mi è stato chiesto perché tutte le figure apicali non siano mai arrivati a fine mandato. Nello scorso Consiglio le colpe il Segretario le individua dentro a Bcsm. Si è scagliato contro i lavoratori, si dice che Banca Centrale costa troppo. E sono gli stessi lavoratori che però interpellate quando vengono gli organismi internazionali ad esaminare San Marino, allora lì Bcsm serve. I lavoratori di Bcsm saranno utilizzati come carne da macello. Abbiamo saputo che Capuano aveva dato indirizzo di rivolgersi all’Fmi. La mission per andare a trovare i soldi che mancano negli istituti di credito qual è ? Se la persona è contraria alle vostre idee, come lo era Capuano, lo cacciate? Volete lasciare l’autonomia a Bcsm e a chi lavora lì dentro? Di cosa vogliamo parlare che non c’è un progetto politico su questa nomina? Mi auguro questo direttore abbia libertà mentale di opporsi a quello che proponete, perché Bcsm deve salvaguardare il sistema non essere tirata per i fili.

Dalibro Riccardi, Psd
Come è avvenuta questa nomina? Mi rammarico non sia stato colto il mio contributo di qualche settimana fa in favore di aprire un confronto su eventuali percorsi da intraprendere per la nomina del Presidente. Celli ha parlato di Comitato di Stabilità in cui affrontare questo tema. Mi chiedo quale presidente venga con un direttore già operativo, su cui non ha avuto voce in capitolo per la sua nomina. Questa è una nomina calata dall’alto, nulla da eccepire sulla sua professionalità, ma il Psd esprimerà voto contrario: primo perché avevamo sempe espresso posizioni negative quando da soggetti vigilati si passa a soggetti vigilanti. Seconda motivazione, perché Capuano si era reso disponibile a incontrare le forze di opposizione e quasta volta non si è avuta la stessa possibilità. Sulle affermazioni di Podeschi: l’attacco che ha fatto nei confronti di Grais non è un atteggiamento idoneo all’Aula in cui si trova. Andare a denigrare una persona che può avere avuto anche passaggi discutibili, ma farlo quando non può rispondere e dopo che per 7-8 mesi si è dichiarato che era persona di massima fiducia da parte del governo, è un atteggiamento da persona poco credibile. Sul Comitato di stabilità: mi auguro si possa aprire e che le parole del suo capogruppo abbiano fatto breccia sul fatto che il dibattito ci deve essere sul sistema finanziario.

Gian Carlo Venturini, Pdcs
Oggi discutiamo la nomina del nuovo Direttore, ma non possiamo dimenticarci che siamo da oltre due mesi anche senza presidente che dovrebbe presiedere il Consiglio direttivo che nomina lo stesso direttore. Come è avvenuta questa nomina? Celli ci ha rassicurato sul rispetto delle norme nell’iter di nomina, come sui requisiti necessari, dovremmo dire che è tutto a posto. Purtroppo le cose non penso stiano così. Non per le qualità di Morettim che non conosciamo, ma restano perplessità per la nomina di una persona che risulta ancora membro del Cda di Cassa, anche se Celli ci ha detto che si è autosospeso, infatti non si è dimesso, come non sappiamo se ha lasciato presidenza del T-Pay, circuito sammarinese delle Carte di credito. Quale mission avete dato a Moretti? Se non lo chiarite, non si risolveranno i problemi della dimisisoni.  A Boschi, più che pensare a cosa fa la Dc con Rete, dovrebbe dire ai suoi elettori perché è un anno che il suo movimento non ha portato risultati.

Marco Nicolini, Rete
Le info sul’avvocato Moretti sono scarse, di Capuano si sapeva la provenienza del Mef, di Moretti vedo un curriculum vitae scritto malino, noto che non è giovanotto, di primo acchito risulta difficile sostenere possa essere ‘l’uomo della svolta’.

Alessandro Mancini, Ps
Il dibattito è imbarazzante, invece di parlare della nomina del nuovo Presidente di Bcsm, che ha lasciato incarico da due mesi, ci troviamo alla presa d’atto di un nuovo Dg di Bcsm, il cui predecessore è durato poco più di 50 giorni. Di normale in questa situazione non c’è niente: siamo di fronte a centinaia di milioni che escono dal sistema e siamo ancora al disco rotto che gira da inizio legislatura. Imbarazzante perché come opposizione abbiamo sollevato la questione dell’opportunità che un soggetto vigilato fra poche ore andrà a fare il vigilante. L’abilità del segretario Podeschi di non rispondere a queste domande, passando a narrare le situazioni precedenti, non giustifica questo. Chi è arrivato prima aveva esperienze maturate in soggetti sì vigilati, ma non sammarinesi. Non so se a gennaio saremo di fronte all’eventuale sostituzione del direttore che tra poche ore nominiamo, ma non lo escludo. Se non si va in profondità sul perché queste persone ci abbandonano e ci si limita a passaggi superficiali, come necessità di riforma di Bcsm, ho ragione di credere che tre 15 giorni saremo ancora qui. La riforma di Bcsm non si fa infatti in 15 giorni.

Eva Guidi, Ssd
E’ chiaro che non va tutto bene, non capisco chi dica che secondo noi non ci sono problemi. Nel settore bancario e finanziario le difficoltà ci sono, i numeri sono da bollettino di guerra e nel gioco tra maggioranza e opposizioni questi numeri non li abbiamo mai addebitati ai governi precedenti. Sarebbe facile, ma forse anche ingiusto. Le condizioni di difficoltà delle banche sono frutto di una serie di fattori complicati. Abbiamo prima di tutti la crisi economica internazionale, il problema di crediti, le mutate condizioni del mercato finanziario, lo scudo fiscale..i problemi sono moltissimi. Nei numerosi dibattiti sulle banche abbiamo sempre detto che il credito è un settore molto delicato e basato sulla fiducia e avrebbe bisogno di protezione e salvaguardia, smettendo di parlarne in modo allarmistico.  E io lo ribadisco. Mi dà invece l’idea che qui interessi più che altro rendere più difficile la ripresa, non è questo il pensare alla tutela dei risparmi dei cittadini. Ci criticate sulla mancanza di condivisione nella nomina del direttore, certo nel mondo ideale sarebbe stato possibile, ma non lo siamo. Abbiamo accelerato e non pensiamo che la nomina di Moretti sia un passo falso. La nomina del direttore è diversa da quella del presidente per cui Celli ha già detto nel suo riferimento che aprirà a confronto.

Marco Gatti, Pdcs
Assurdo che il governo non conosceva la nomina e che il Consiglio direttivo non l’abbia condivisa. Altro aspetto: questa figura ha bisogno del gradimento in un’Aula parlamentare e, anche se della minoranza non vi interessa niente, sono comunque necessari dei passaggi precedenti. La parte che è più preoccupate è che anche oggi il Dg sarà un uomo solo, i dipendenti gli saranno tutti contro perchè il mandato che gli diamo è di smantellare tutto. E qui bisogna stare attenti perché dentro Bcsm ci sono grandi professionalità e devono collaborare con il Dg, perché un uomo da solo è in grande difficoltà. La maggioranza deve con responsabilità cercare di condividere le cose, anche se i numeri li ha lo stesso. Oggi ci sono delle problematiche che vanno dallaliquidità, alla riorganizzazione delle banche e di Bcsm, sono le cose prioritarie e che andavano condivise per avere un indirizzo politico forte e per dare un mandato chiaro al direttore di Bcsm.

Jader Tosi, C10
Noi siamo sempre stati coerenti, abbiamo scelto di unirci a chi fa politiche di cambiamento per il Paese. Rete, che tutti li vedono come unti al signore, una volta all’opposizione dà contro a chi vuole cambiamento. E’ chiaro che il muro si erge di nuovo. Oggi ci troviamo a dare il gradimento a Moretti che dopo un momento difficile guiderà Bcsm, dovrà dirigere quell’istituto, assumersi oneri ed onori, valutare se è adeguato al servizio che è tenuto a dare.

Roberto Giorgetti, Rf
Banca centrale è nata in un periodo completamente diverso, con 12 banche e una sessantina di finanziarie e un quadro normativo completamente diverso. Negli anni banche e finanziarie risultano molte di meno e anche il quadro normativo si è rivolutzionato ma Bcsm è rimastoa quella di 10-15 anni fa. E mantenendo costi del passato, anzi si sono aggravati. Bcsm ci costa moltissimo. Su questo si è innestato un problema di dirigenza, sostanziato negli anni con una serie di dimissioni, non è la questione dell’ultimo anno. Qui l’opposizione deve vedere se vuole cogliere l’occasione per uscire dalla logica della “spallata” al governo, per discutere di riformare Bcsm, o se vuole continuare con le dinamiche di spallate e contrapposizioni per ritrovarci in Aula ad altri dibattiti come questi.

 

 

 

13 Dic 2017
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