I gruppi di turisti ‘intasano’: agli Uffizi scatta il sovrapprezzo

Il direttore Eike Schmidt tenta di 'fermare' i maxi gruppi turistici. Ma non esclude in futuro di vietare proprio l'ingresso a quelli sopra 15 persone

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FIRENZE – I gruppi rallentano il passo. ‘Disturbano’ gli altri visitatori degli Uffizi perché intasano, ingolfano le sale e diminuiscono la godibilità dei capolavori appesi sulle pareti. Al direttore Eike Schmidt non piacciono e non è un mistero. Ora però ha deciso di scoraggiarne ‘la pratica’. Come? Aumentando il prezzo d’ingresso.

L’idea si è concretizzata in una nuova disposizione contenuta in un decreto del museo dello scorso 9 novembre: dall’1 marzo 2019 tutti i gruppi composti da almeno 15 persone per visitare la Galleria dovranno sborsare un surplus di 70 euro, cifra collettiva da aggiungere al prezzo dei singoli biglietti e dell’eventuale prenotazione.

“Ci siamo accorti- spiega Schmidt alla ‘Dire’- che i grandi gruppi sono quelli che rallentano di più le visite delle altre persone, le ‘bloccano'”. Un dato che si ripercuote anche nel ‘botteghino’: “Nelle giornate caratterizzate da molti grandi gruppi, abbiamo addirittura il 33% di visitatori in meno“. Il punto, tuttavia, “è incentivare a visite più virtuose, vedendo e godendosi il museo molto di più”.

Nella sostanza e viste le fattezze architettoniche di un museo fatto di tante piccole sale, “i gruppi creano un problema“. Tanto che, rivela il direttore, “abbiamo addirittura pensato, e l’idea non è completamente accantonata, di vietare l’ingresso a gruppi oltre le 15 persone“, visto che gli Uffizi attualmente consento l’accesso a gruppi non oltre i 25 visitatori.

Prima di mettere in campo le maniere forti, però, Schmidt ha virato “per il sovraprezzo, così come stanno già facendo altri musei internazionali. Penso agli stessi 70 euro chiesti dal Louvre chiede ai gruppi. Speriamo quindi che la misura funzioni, altrimenti dovremmo seriamente considerare di limitare il numero totale dei partecipanti ai gruppi”.

Per Schmidt, inoltre, i 70 euro di sovraprezzo a gruppo possono rivelarsi una spinta per l’occupazione della guide turistiche. E spiega: “Quando lo scorso anno abbiamo introdotto l’obbligo delle cuffie per i gruppi sopra le sette persone, effettivamente abbiamo visto crescere i piccoli gruppi”. I tour operator, cioè, “hanno diviso il gruppo in due, ingaggiando due guide”.

Così “per evitare che scattino questi 70 euro, anche in questi casi molte agenzie arruoleranno più guide turistiche. Su questo ci contiamo”. La misura, quindi, “crea lavoro e aumenta la qualità della visita”. Dai 70 euro, infine, sono esclusi i gruppi che prenotano entro il contingente riservato alle scuole pubbliche e paritarie dell’Unione Europea.

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13 Novembre 2018
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