Distribuzione farmaci, Sifo: “Sicurezza, equità e sostenibilità”

Creazzola: "Sì a posizioni scientificamente solide, no a rivendicazioni sindacali"

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ROMA – “Si stanno moltiplicando, in questi giorni, gli articoli e le dichiarazioni sulle opzioni Distribuzione Diretta/Distribuzione per Conto dei farmaci, come se si potesse essere ‘sostenitori’ di un modello o dell’altro indipendentemente dalla visione di insieme del percorso del paziente. Devo sottolineare che alcune dichiarazioni, che tra le altre cose rilanciano e riportano dati che non appaiono puntualmente verificabili, si presentano piu’ come rivendicazioni sindacali, che come puntuali, accreditate e ragionate prese di posizione a vantaggio dei cittadini e del SSN”. E’ quanto dichiarato in una nota stampa da Simona Serao Creazzola, presidente della Societa’ Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) in merito al dibattito che si e’ sviluppato negli ultimi giorni sulle piu’ efficaci ed efficienti forme distributive del farmaco. Ricordando che il tema della distribuzione e’ da molto tempo all’attenzione della SIFO, Creazzola ha continuato nella nota: “Per la nostra Societa’, come gia’ ampiamente affermato negli anni, cio’ che conta e’ la sicurezza delle cure e l’equilibrio del sistema, non la modalita’ o il protagonismo di chi distribuisce. Le farmacie ospedaliere e le farmacie territoriali del SSN sono impegnate a perseguire l’appropriatezza d’uso dei farmaci ed insieme alle farmacie di comunita’ assicurano un efficace percorso assistenziale nell’ambito della continuita’ ospedale-territorio. Per questo, la nostra posizione non e’, e non sara’ ‘pro DPC o pro DD’, bensi’ a tutela della salute del paziente e della sostenibilita’ del SSN. Proprio per offrire alle istituzioni sanitarie dati certi e cosi’ creare un modello di riferimento in grado di rappresentare la varieta’ delle situazioni in cui vivono i cittadini e le strutture sanitarie, abbiamo sviluppato, gia’ dallo scorso anno e con gli altri soggetti direttamente coinvolti nella distribuzione del farmaco, un lavoro di analisi e confronto che ha come scopo quello di esprimere un documento da porre a disposizione delle istituzioni”.

Per la cronaca, la SIFO e’ stata la prima realta’ professionale ad occuparsi di DD e di DPC. Gia’ in occasione del suo XXXVII Congresso la Societa’ aveva infatti ricordato che “il centro della discussione non e’ chi effettua la distribuzione dei farmaci, o dove viene fatta: i farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie operano a tutela della salute e quindi quello che piu’ conta per loro e’ il fatto che il Sistema rimanga in equilibrio per garantire a tutti le cure piu’ adeguate”.
Fedele a questo statement e con l’obiettivo di fornire indicazioni condivise e basate su dati certi, lo scorso anno SIFO ha deciso di avviare con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con Fofi, Federfarma, Assofarm, Farmacieunite, Adf, Federfarma Servizi, Assoram, Sinafo, un tavolo di lavoro e consultazione a cui ha partecipato anche Cittadinanzattiva. “L’obiettivo del tavolo- sottolinea la presidente- e’ stato quello di raccogliere dati e riflessioni utili per giungere poi ad elaborare un Documento SIFO, capace di indicare una metodologia di riferimento per selezionare la modalita’ distributiva dei farmaci piu’ appropriata, sulla base di due dimensioni di indicatori fondamentali: l’economicita’ del processo distributivo e l’equita’ nell’accesso ai farmaci. Un obiettivo perseguito nella consapevolezza che non necessariamente esista un modello che e’ preferibile sempre, in ogni contesto regionale e che le diverse dimensioni vadano indagate contemporaneamente”.
“Spostare- come abbiamo visto in questi giorni- un problema cosi’ complesso come quello della distribuzione del farmaco, a rivendicazione sindacale o ‘a scandalo economico’ in riferimento ai farmaci inutilizzati, e’ tentativo comprensibile ma pericoloso di ridurre un problema molto vasto- e’ la sottolineatura di Creazzola- In certe situazioni regionali e territoriali la DD ha mostrato la sua rilevanza, in altre e’ la DPC che mostra una performance piu’ efficace”.

“E’ necessario, inoltre, considerare- continua il comunicato Sifo- tutti i fattori in gioco nella gestione del farmaco lungo il processo distributivo, fattori che vanno dalla tipologia di farmaco alla distanza che il paziente deve coprire per arrivare al punto distributivo. Sottolinea quindi la SIFO: farmaci innovativi necessitano di una filiera di controllo continuo della terapia. In prima istanza e’ necessario garantire un monitoraggio di alto livello che debba coinvolgere il medico prescrittore, la farmacia dell’ospedale/servizio farmaceutico territoriale, il medico di base, la farmacia aperta al pubblico nella comunita’, nelle diverse fasi. Assumere, in prima battuta, una terapia innovativa sotto il controllo dell’Unita’ ospedaliera che ha stabilito la terapia stessa, non puo’ che essere di beneficio per la tenuta sotto controllo dei parametri e della salute del paziente. Potra’ seguire poi una farmacovigilanza stretta da parte di tutti i professionisti presenti nel percorso di cura, unitamente ad attivita’ di distribuzione e consiglio al paziente e alla famiglia”.

“Riaffermiamo pertanto- e’ la conclusione di Simona Serao Creazzola- la necessita’ di una posizione scientificamente e professionalmente solida, rifiutando il ricorso ad allarmismi scandalistici. Siamo convinti che il nostro documento sulla distribuzione potra’ rappresentare uno strumento utile e pratico da restituire alla riflessione degli organismi decisionali per un auspicabile approccio multidimensionale e multidisciplinare che valuti i modelli distributivi, come le tecnologie disponibili, attraverso piu’ dimensioni: efficacia, sicurezza, costi, impatto sociale ed organizzativo e le relative conseguenze delle scelte sul sistema salute dei territori”.

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13 Novembre 2018
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