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Sta arrivando venerdì 17 2017, il terrore degli eptacaidecafobici

sfortunaROMA – Sfiga, scalogna, jella, malasorti, deslippa, petogna, zella, malasciorta. Lo si dica in dialetto romanesco, toscano, lombardo o calabrese, la sfortuna, dalle Alpi alla Sicilia, è legata da sempre al numero 17. E quando il 17 del mese capita di venerdì, gli scaramantici si preparano a rispolverare la collezione di cornetti rossi, santini, ferri di cavallo e cominciano a buttare sale dietro la spalla sinistra per allontanare le negatività. È forse quanto accadrà il 17 novembre, che cade proprio di venerdì, anno domini 2017.

Ma da dove viene questa credenza così radicata nella cultura popolare italiana? La paura del numero 17 ha origini antiche, storicamente e geograficamente localizzate. L’eptacaidecafobia, cioè la paura del numero 17, ha, infatti, origini nell’antica Grecia di Pitagora, i cui seguaci consideravano odiose le due cifre abbinate perché si collocavano tra i numeri perfetti 16 e 18.

C’è anche chi ritiene che la superstizione risalga invece all’antica Roma, per la consuetudine di incidere sulle tombe la parola ‘VIXI‘ (‘vissi’), anagramma di XVII, cioè 17 in numeri romani.

Anche nella Genesi è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese. La credenza della sfortuna legata al venerdì è, invece, di tradizione cristiana. Secondo i Vangeli, infatti, è di venerdì che morì Gesù. È così che la data infausta giunge ai nostri giorni carica di significati stratificati nei secoli ed entra nella smorfia napoletana come ‘a disgrazzia’. E nel ’56 arriva a dare il titolo a un film diretto da Mario Soldati, ‘Era di venerdì 17’, che racconta la serie di equivoci e disguidi accaduti a Paul, un agente di commercio, e Maria, una ragazza incinta abbandonata dal compagno.

Più recente il lungometraggio di John Blanchard ‘Shriek-Hai impegni per venerdì 17’, che nella versione originale in lingua fa, invece, riferimento al 13, il numero sfortunato per la tradizione anglosassone.

A confermare la fobia dei terrorizzati detrattori del 17, il fatto che, ad esempio, in Formula 1 il numero è stato ritirato dopo l’incidente che portò alla morte del pilota automobilistico francese Jules Bianchi al Gran Premio del Giappone 2014. O che, nelle competizioni automobilistiche italiane, il numero di gara 17 non venga più assegnato dopo la morte dei piloti Biagio Nazzaro e Ugo Sivocci, schiantatisi a breve distanza di tempo con due vetture contrassegnate dal numero 17.

NON SOLO NEGATIVITA’

Chi teme il prossimo venerdì 17 novembre, però, può consolarsi pensando che non sono poche le persone di successo nate proprio in questa data. Agli amanti del cinema italiano, ad esempio, farà piacere sapere che il 17 novembre 1950, un venerdì, nacque Carlo Verdone, tra i più amati attori e registi della commedia italiana della scena romana.

Venerdì 17 novembre 1944 diede, invece, i natali a Denny DeVito, attore e regista statunitense di origine italiana, produttore del film cult di Tarantino ‘Pulp Fiction’, mentre venerdì 17 novembre 1922 nacque Stanley Cohen, biochimico statunitense e premio Nobel per la medicina nel 1986. Che essere nati di venerdì 17 non sia il segreto del successo?

13 novembre 2017

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