Mafie. Boom di confische in Emilia Romagna, "ma poi tutto si paralizza" - DIRE.it

Emilia Romagna

Mafie. Boom di confische in Emilia Romagna, “ma poi tutto si paralizza”

ROMA – L’altro ieri la Camera ha approvato il testo della riforma del codice antimafia, che ora passerà al Senato, con al centro norme più efficaci ed è “in passaggio più che necessario anche per la nostra realtà emiliano-romagnola”, evidenzia da Modena la Cgil. Il sindacato si arma di numeri e ricorda che “l’accumulo crescente” dei beni sequestrati o confiscati, poi, difficilmente trova sbocco nelle gestioni sociali.

Il responsabile regionale alla legalità del sindacato, Franco Zavatti, segnala in particolare “l’ampiezza allarmante” dei dati da agosto 2014 ad agosto 2015 per l’Emilia-Romagna. I beni sequestrati risultano 696, quelli confiscati 355: un risultato da quarto posto in Italia. Solo nell’ultimo anno, dunque, sono “ben 1.051 i patrimoni sequestrati o confiscati nelle nostre province, per un valore di centinaia di milioni, ai quali vanno aggiunte le parecchie decine di sequestri legati ad Aemilia, oltre che i numeri degli anni precedenti”.

Zavatti parla di “numeri allarmanti a quattro cifre, che rivelano un allarme che da tempo segnaliamo: tempi troppo lunghi e modalità complesse tra il sequestro dei beni, la confisca definitiva, l’utilizzo pubblico e sociale di quei patrimoni sottratti alle mafie, anche qui da noi”. Non solo. Dai dati avuti in questi giorni dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, emerge che sarebbero solamente 17 le imprese “assegnate in gestione” ad un amministratore giudiziario. Ecco l’elenco fornito dalla Cgil: cinque imprese si trovano in provincia di Bologna, prevalentemente srl del settore immobiliare ed una spa di servizi finanziari (Mipa-Fox T; Immobiliare Svil; Immobil.Adriatica; Sas It, “tutte attualmente inattive”); quattro imprese in provincia di Rimini, tutte srl dei settori alberghiero, servizi, immobiliare (Vesuvio; Gebar; la Greppia; C Immobil; “solamente una è dichiarata attiva”).

Completano il quadro tre imprese a Modena (Fast Service coop; Edil Più srl; Ft Capital srl: “stranamente la tabella dell’agenzia nazionale nulla specifica in merito alla attività in corso, ma ci risultano inattive”, continua Zavatti) e due a Forlì, a loro volta “inattive”: Sor-Nova srl; Sornova srl. Le restanti tre srl sono fra Ferrara, Parma e Ravenna, “senza specificare la eventuale continuità lavorativa”. Tira le somme la Cgil: “Tutto qui, numeri striminziti e panorama sconfortante”.

13 novembre 2015
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