In Myanmar la Lega di Aung San Suu Kyi stravince le elezioni - DIRE.it

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In Myanmar la Lega di Aung San Suu Kyi stravince le elezioni

aung-san-suu-kyiLa Lega nazionale per la democrazia ha vinto con ampia maggioranza le prime elezioni realmente democratiche del paese in 25 anni ma, contrariamente a quelle del 1990, il cui risultato venne negato dal regime militare di allora che avvio’ una dura persecuzione, questa volta la via dei generali e’ sbarrata. Sia da un risultato superiore persino alle aspettative, sia dall’attenzione internazionale sulla sorte del Myanmar. Con i 348 seggi raggiunti stamattina, il partito di Aung San Suu Kyi ha superato i 329 seggi necessari per avere la maggioranza assoluta in entrambe le camere parlamentari, che ne contano congiuntamente 664, di cui solo 484 in lizza, dato il 25% di diritto delle forze armate e alcuni delle due circoscrizioni in cui non si e’ potuto votare per ragioni di sicurezza. Di conseguenza, non solo potra’ gestire legittimamente la vita del paese per il prossimo quinquennio, per la prima volta con l’approvazione popolare in oltre 60 anni, ma ha la forza sufficiente per gestire l’elezione del prossimo presidente che a sua volta designera’ il premier del nuovo governo.

Una carica, quella presidenziale, che la necessita’ di modificare la Costituzione, operazione su cui i militari hanno ancora diritto di veto detenendo il 27% dei voti di dritto in parlamento contro il 26% necessario per emendamenti costituzionali, probabilmente sfuggira’ a Aung San Suu Kyi, ma che andra’ con ogni probabilita’ a una personalita’ scelta dalla Lega. Candidato piu’ probabile, il presidente del parlamento uscente, Shwe Man, ex militare moderato al tempo del regime militare conclusosi nel 2011, centrale nei rapporti tra giunta e opposizione democratica. Che anche oggi ha specificato che il suo vuole essere un programma e un governo di unita’ nazionale a cui chiedera’ di partecipare il Partito per l’unione, la solidarieta’ e lo sviluppo (Usdp, 40 seggi finora), espressione dei militari e degli interessi a essi legati, che aveva stravinto nelle elezioni del 2010 dalle quali la Lega nazionale per la democrazia si era astenuta. Mancano ancora alla conta finale il 17% dei voti, in particolare in aree remote del paese, ma questo portera’ con ogni probabilita’ ulteriori seggi alla Lega. (DIRE-MISNA) 

13 novembre 2015
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