Diagnosi, 1 bimbo su 6 ha una risposta sensoriale elevata. Giovedì la conferenza stampa dell’IdO alla Camera dei deputati

bambino scuolaROMA – “Oggi si stima che circa 1 bambino su 6 (il 16,5%) presenta alle elementari comportamenti di risposta sensoriale elevati rispetto alla risposta tattile e/o alle modalità uditive. Una cifra che potrebbe essere sottostimata sulla prevalenza della Iper-responsività sensoriale, poiché gli studi che riportano tali percentuali non hanno incluso né i bambini con disturbi dello sviluppo né quelli nati pretermine e più esposti a sviluppare un disturbo di elaborazione sensoriale (SPD)”. A dirlo è l’Istituto di Ortofonologia (IdO), che giovedì promuove una conferenza alle ore 11 nella Sala Stampa della Camera dei deputati (in Via della Missione 4) a cui parteciperà Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, e Paola Binetti, deputato di Area popolare.

L’evento ha lo scopo di presentare il XVI convegno nazionale IdO su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’ – da venerdì a domenica a Roma (nella Sala Congressi di Via Rieti e in diretta streaming gratuita sul sito www.ortofonologia.it) – e le ultime ricerche dell’IdO nell’ambito dell’autismo: il Test sul Contagio Emotivo e il Test sulla comprensione dell’intenzione dell’altro. La conferenza stampa dell’IdO sarà quindi l’occasione per anticipare brevemente i temi oggetto della tre giorni nella Capitale sugli indicatori di rischio nelle diverse fasi dello sviluppo del bambino (nidi, materne, elementari).

Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’IdO,  si soffermerà infatti sul concetto di ‘Regolazione’: “Un tema sul quale è oggi focalizzata l’attenzione del mondo scientifico sia in ambito neuropsichiatrico che psicologico. Si richiama inevitabilmente al concetto di omeostasi, ovvero equilibrio: l’organismo umano, nella sua immensa complessità, è un sistema talmente delicato che bastano minime variazioni a mettere a rischio la vita- spiega il medico- basti pensare a tutti quei processi fisiologici che l’organismo mette in atto per mantenere al suo interno un livello di acidità compatibile con lo svolgimento delle principali funzioni metaboliche. Grazie a questi processi, il pH del sangue è normalmente mantenuto su valori compresi tra 7,35 e 7,45, laddove variazioni anche minime che superino questo piccolo range determinano danni potenzialmente letali. Perché non dovrebbe essere lo stesso per l’equilibrio psico-affettivo?- si chiede la neuropsichiatra- In un’epoca in cui si presta tanta attenzione all’unità mente-corpo e al benessere psico-fisico, sta accadendo che le conoscenze sempre maggiori in ambito neuroscientifico e neurogenetico rischiano di provocare una nuova scissione: attribuire cause organiche a manifestazioni di altra natura. In altre parole la lettura del sintomo sta perdendo la possibilità interpretativa che è insita nella sua definizione”.

Quali sono i possibili fattori di rischio associati al disturbo di elaborazione sensoriale? “Basso peso alla nascita (meno di 2.200 grammi); prematurità (meno di 36 settimane di gestazione); complicazioni prenatali; lo stress materno; malattia materna; l’uso materno di farmaci; complicazioni di consegna; metodi parto assistito; minoranza etnica; vivere con un solo genitore; status socio-economico più basso. Nei nostri riscontri- approfondisce l’esponente dell’IdO- anche la tarda prematurità (late preterm) sembra essere un fattore di rischio. Abbiamo riscontrato un’alta correlazione statistica tra la presenza di alterazioni della sostanza bianca periventricolare alla risonanza magnetica e il disturbo della processazione sensoriale in bambini nati late-preterm. Ciò- conclude Vanadia- è confermato da altri studi quali Abnormal white matter microstructure in children with sensory processing disorders. Julia P. Owen et al, NeuroImage Clinical 2013”.

Oltre Davide Faraone e Paola Binetti, interverranno alla conferenza stampa Teresa Rongai, segretario Fimp (Federazione italiana medici pediatri) di Roma; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell’IdO; e, infine, la testimonianza di un genitore: Maurizia Brugé. Sarà presente anche Raffaele Calabrò, capogruppo Area Popolare della commissione Affari sociali. Qui il programma del XVI convegno nazionale IdO sulla diagnosi a Roma.

13 Ottobre 2015
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