Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura.

TANGENTI: CGIL, CISL E UIL, INDAGINI PROCEDANO RAPIDAMENTE  –  C’è “preoccupazione” tra i segretari regionali lombardi di Cgil, Cisl e Uil, Elena Lattuada, Osvaldo Domaneschi, Danilo Margaritella, per l’arresto del vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, in un’inchiesta che vede indagato anche l’assessore al Bilancio, Massimo Garavaglia, “e che ovviamente investe direttamente le responsabilità istituzionali più rilevanti”. Lo scrivono i sindacati regionali in una nota congiunta. “Altrettanto grave- aggiungono- è l’oggetto dell’indagine che riguarda i temi della sanità e del welfare che, com’è noto, riguardano ingenti risorse regionali e che sono da tempo, anche per Cgil, Cisl e Uil, temi di grande delicatezza oltre che di confronto tra le parti”. I tre segretari regionali confidano quindi nel ruolo della magistratura e si augurano che “le indagini procedano rapidamente e che siano presto accertate tutte le responsabilità, così com’è evidente che in questo quadro anche il normale confronto con l’istituzione regionale risulta ancora più complicato”.

SINDACATI: NON PIÙ RINVIABILE RIFORMA CONSORZI DI BONIFICA SICILIANI – “Il riordino dei Consorzi di bonifica non è più rinviabile, bisogna chiudere una gestione commissariale che dura ormai da 20 anni. Si è infatti creata una situazione, a causa della commistione tra politica e gestione, per cui a malfunzionamento e a sprechi si aggiungono i danni per i lavoratori che non prendono stipendio da mesi e che rischiano di diventare i capri espiatori di qualcosa che non hanno creato loro”. Lo sostengono Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil, sottolineando anche “la necessità di rendere, attraverso il riordino dei Consorzi, il più efficiente possibile i servizi resi al territorio e all’agricoltura e di garantire la stabilizzazione dei lavoratori”. “Trasparenza, legalità e lotta agli sprechi- sottolineano i sindacati- sono i nostri obiettivi e devono diventare i cardini di questa azione di riforma. Riteniamo anche- aggiungono- che se c’è stata mala gestione, questa debba essere accertata e i responsabili opportunamente sanzionati”. Quanto alle promozioni nel Consorzio di Palermo, Flai, Fai e Filbi sottolineano che “si tratta di atti transattivi a seguito di contenziosi e di inquadramenti professionali previsti dal Contratto nazionale di lavoro”.

NAPOLI: CGIL E LIBERA, IL 16/10 INIZIATIVA ANTICAMORRA –  Mobilitazione anticamorra venerdì 16 ottobre alle 10 presso Piazza Forcella, Biblioteca popolare Annalisa Durante, in Via Vicaria Vecchia 23 a Napoli. “La guerra di camorra in atto nell’ultimo anno e i fatti delle ultime settimane hanno toccato e sconvolto tutti noi. Nei nostri quartieri, nei rioni, nelle periferie e nel centro della città una lunga scia di sangue sta toccando le nostre vite, le nostre coscienze”. E’ quanto denunciano in un comunicato stampa, una sorta di lettera alla società civile la Camera del lavoro metropolitana di Napoli assime a Libera Campania.  “Sono fatti ai quali nessuno di noi è estraneo: ci riguardano personalmente, perché mettono in discussione i diritti essenziali della cittadinanza. Ma non è semplice violenza: quello che avviene in questi giorni riguarda il controllo del territorio e i poteri che vogliono decidere del futuro della città”. “Non possiamo restare a guardare- continua la nota- e non possiamo limitare la nostra reazione allo sdegno, all’indignazione. Non basta commuoversi, bisogna muoversi. E fare in modo che la risposta sia di tutta la città. Non dobbiamo semplificare, né ignorare le radici profonde e complesse della camorra nei nostri territori. L’escalation criminale non può essere analizzata disgiuntamente dal peggiorare della condizione economica, lavorativa, sociale della città. Dobbiamo per questo costruire subito una mobilitazione sociale, culturale e civile. Occorre ritessere il filo delle politiche educative e culturali, dargli ancora più forza. Occorre una mobilitazione che metta al centro la costruzione di percorsi e politiche di giustizia sociale in città. La legalità si sostanzia soltanto se proviamo a dare risposte concrete ai quartieri: proposte su lavoro, welfare, diritto allo studio”.

GRUPPO ZUCCHI, IL FUTURO IN MANO ALLE BANCHE – La Zucchi, società tessile, con sede a Rescaldina, con un migliaio di dipendenti, il cui azionista di maggioranza è Gianluigi Buffon, “ha accettato la proposta vincolante del fondo francese Astrance, concedendo un periodo di trattative in esclusiva. La proposta prevede tra l’altro che Astrance acquisti il controllo della Gb Holding di Buffon e sottoscriva e liberi un aumento di capitale riservato per 10 milioni. Zucchi ha già ceduto agli spagnoli di Phi la varesina Mascioni”. La notizia è rilanciata, e commentata, da Rosalba Cicero, segretario generale della Filctem Cgil Lombardia. Secondo Cicero il destino dell’azienda “si gioca sul filo del rasoio. Il rischio di fallimento si dipanerà il prossimo 21 ottobre, quando dovrà presentare al tribunale di Busto Arsizio il piano per dare il via libera al ‘concordato in bianco’. La Zucchi – prosegue la dirigente sindacale -, dopo aver ottenuto il via libera dal tribunale di Busto A. per un ‘pre concordato’ il 24 aprile 2015, ha dimostrato (una volta congelati i propri debiti) di poter assicurare continuità produttiva del gruppo, e con l’ingresso di Astrance, l’azienda ha risposto in modo positivo alle richieste delle banche esposte per circa 80 milioni di euro”. A questo punto, sottolinea Cicero, “Intesa-San Paolo, Unicredit e Banca Popolare di Milano non hanno più alibi per non procedere verso una ristrutturazione del proprio debito nei confronti del gruppo per ottenere dal tribunale la possibilità del concordato e della continuità produttiva. Noi non crediamo – ha aggiunto Cicero – che le banche vogliano assumersi oggi la responsabilità del fallimento del gruppo, mettendo sul lastrico 600 lavoratori del gruppo e circa 300 dell’indotto. Per questo invitiamo le banche e la Zucchi a fare in fretta nel raggiungere un’intesa che punti alla continuità produttiva e occupazionale di tutto il gruppo”.

CALL CENTER, DOMANI PRESIDIO A PALERMO PER CLAUSOLA SOCIALE – Domani (14/10) l’Slc Cgil di Palermo organizza un presidio davanti alla Prefettura, dalle ore 10 alle ore 12, in concomitanza con il voto a Montecitorio sull’emendamento votato in Commissione Ambiente che ha introdotto la “clausola sociale” nei cambi d’appalto dei call center. “L’Slc sostiene con forza le battaglie dei lavoratori dei call center in difesa dell’occupazione. E’ una  battaglia di civiltà perché nei cambi di appalto le vittime sacrificate alle decisioni e ai profitti aziendali  sono sempre i lavoratori, gli anelli deboli. A noi interessa che i lavoratori non vengano lasciati soli – dichiara in una nota il sindacato lavoratori della comunicazione della Cgil di Palermo  –  Pur di risparmiare, le aziende sacrificano posti di lavoro e professionalità acquisite, con la conseguenza dell’abbassamento dei livelli occupazionali e della  rinuncia al  radicamento sul territorio, che  sta impoverendo la Sicilia terra dei  call center”.”Se l’emendamento non venisse approvato – continua la Slc Cgil -, con i cambi di appalto gli effetti sarebbero  devastanti su tutto il territorio palermitano, dove le cessioni dei rami d’azienda sono in corso da tempo.  Cento lavoratori di Omnia Network hanno perso il posto tre anni fa, nella indifferenza del nostro governo. E Almaviva a dicembre ha in scadenza alcune gare. Se il governo resta assente non conteremo le vittime”. In difesa della clausola sociale e per dire basta alla precarietà nei call center è stata lanciata nei giorni scorsi una petizione che ha raccolto  già più di 11 mila firme.

13 Ott 2015
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