Guastoland, parte la raccolta fondi per restaurare il murale di Blu - DIRE.it

Emilia Romagna

Guastoland, parte la raccolta fondi per restaurare il murale di Blu

BOLOGNA  – L’hanno chiamata Guastoland in onore dell’ultima trovata dell’artista e writer inglese Banksy (“Dismaland”, il parco giochi del degrado) ma le finalità della kermesse culturale, che si terrà a Bologna da giovedì prossimo al 18 ottobre, organizzata dall’associazione culturale Habitart e da Peacocklab, in collaborazione con l’Accademia delle Belle arti, il quartiere San Vitale e l’associazione Giardino del guasto, sono assai differenti.

Musica, installazioni video, laboratori di street art per i bambini: con queste attività si cerca di riportare i cittadini all’interno del giardino del Guasto e raccogliere i fondi per ripulire il murale di Blu, artista famoso in tutto il mondo, che nel 2002 ha decorato le pareti della struttura, ideato nel 1975 dall’architetto Rino Filippini.

Durante la manifestazione al Giardino del Guasto, e nei 40 giorni, sarà possibile fare una donazione volontaria (importo minimo di cinque euro) per sostenere il recupero dell’arte di Blu, da tempo opacizzata dai funghi, dalla polvere della vegetazione e dagli agenti atmosferici. “La quota che vorremmo raggiungere è di 4.000 euro” annuncia Lorenzo Castagnetti di Peacocklab, e i fondi raccolti, oltre che per l’acquisto del materiale di restauro, verranno utilizzati per finanziare altre attività nel giardino che Milena Naldi, presidente del quartiere S.Vitale definisce “uno spazio urbano di rara bellezza, dedicato ai bambini e agli studenti”. In caso di pioggia l’evento inaugurale della rassegna previsto per giovedì verrà rimandato mentre domani parte il crowdfunding (sulla piattaforma Ginger per le donazioni online o con l’acquisto delle magliette “Guastoland”).

 L’intervento di restauro sarà diviso in due fasi: “La prima sarà dedicata allo studio dell’opera di Blu, attraverso esperimenti campione- spiega Lucia Vanghi, docente di Restauro dell’Accademia delle Belle arti- la seconda è la pulizia concreta delle patine vegetali”. E tra la prima e la seconda fase del progetto, gli esperti proveranno a contattare l’artista: “In realtà abbiamo già scritto a Blu per spiegargli l’iniziativa, ma lui non ha risposto” racconta Jacopo Innocenti di Habitart. E se Blu non dovesse dare il suo ok per i lavori? “Non credo succederà- rassicura Naldi- in fondo l’opera è una commissione pubblica e il nostro intervento non sarà invasivo”. Il giardino del Guasto e largo Respighi sono poi interessati da da altri lavori: il muro laterale della struttura sta cedendo e, per la sicurezza dei passantii, la zona è stata delimitata da un “cantiere ingombrante che, da due anni, blocca via delle Belle Arti” ricorda Naldi che aggiunge: “I soldi ci sono e sto tampinando ogni giorno l’assessore Malagoli”. La fine dei lavori? “Penso aprile del 2016 e dopo, per festeggiare la fine del calvario, penseremo a una bella mostra su Filippini” conclude la presidente.

13 ottobre 2015
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