Report della Commissione finanze del 13 settembre

La Commissione consiliare conclude l’ultima giornata di lavoro con l’approvazione del progetto di legge “Riforma in materia di navigazione marittima”: i voti a favore sono stati 7, 2 i contrari e un’astensione

Si torna quindi a parlare di Cassa di Risparmio, poi di debito pubblico e possibile finanziamento estero nell’ultimo comma affrontato, con la ripresa del confronto sul Piano di stabilità nazionale. Nel suo intervento iniziale e nella replica conclusiva il Segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, definisce l’ammontare del debito pubblico in 850 mln di euro complessivi. “L’attuale ammonta a 330 milioni di euro- chiarisce- la scelta di intervenire su Cassa porterà ad una cifra che sarà tra i 500 e i 520 mln di euro, cui non va ad aggiungersi il reperimento esterno”. Il Segretario spiega poi la strategia di copertura che avverrà in larga parte per bond statali, poi per collocazione privata, infine  “in parte attraverso risorse liquide provenienti da chi sarà disponibile a supportarci”. A riguardo, l’Fmi resta per il Segretario “l’opzione più credibile”.

Da parte dei commissari di opposizione si torna a puntare il dito contro il bilancio di Cassa di Risparmio, ritenuto non del tutto veritiero, e le svalutazioni “eccessive” degli Npl. Per Alessandro Mancini, Ps, “Bisogna tornare indietro e vedere come ridurre l’esposizione dello Stato su Cassa”. Per Roberto Ciavatta, Rete,  il Fondo Monetario non è l’unica strada per ottenere un  finanziamento, suggerisce piuttosto di tentare la collaborazione finanziaria con l’Italia. Francesco Mussoni, Pdcs, chiede una convocazione ad hoc della Commissione con all’Odg un dibattito sul debito pubblico e come affrontarlo nei prossimi 25 anni. Dalla maggioranza  Luca Boschi, C10, stigmatizza l’analisi dei commissari di opposizione, nel ricondurre il problema dell’equilibrio dei conti pubblici al bilancio approvato di Cassa: “Dire che quei 500 milioni di deficit siano stati causati dal bilancio- osserva- è come se avessi la febbre e dessi la colpa al termometro”.  Quindi, Roberto Giorgetti, Rf, marca la distanza tra le parti: “Se si ritiene che bisogna aggiustare il bilancio di Cassa-manda a dire- vi è un’enorme distanza che separa le nostre visioni e il grado di consapevolezza”.Infine, il Segretario Celli accoglie la richiesta di Mussoni e anticipa la disponibilità a una nuova convocazione della Commissione per discutere nel dettaglio la situazione dei conti pubblici, con i dati aggiornati del bilancio previsionale.

Di seguito un estratto degli interventi al comma 6.

Comma 6. Prosecuzione confronto sul Piano di Stabilità Nazionale

Simone Celli, Sds Finanze
In base alle linee di indirizzo della Strategia per il Settore Finanziario, l’intervento dello Stato si concentrerà sulla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino e sull’eventuale polo bancario a forte partecipazione pubblica che potrebbe prendere forma a seguito del processo di consolidamento del settore creditizio auspicato dal Governo e dalla Banca Centrale.

L’ammontare dell’intervento pubblico sarà orientativamente dell’importo di 500 milioni di euro e potrebbe essere così configurato:
– 330 milioni di euro circa derivanti da emissione di bond statali al tasso di interesse del 2% da destinarsi a conversione assets non performanti Cassa di Risparmio;
– 120 milioni di euro liquidi da destinarsi a conversione assets non performanti Cassa di Risparmio ;
– 50 milioni di euro liquidi derivanti da destinarsi a aumento di capitale Cassa di Risparmio nel rispetto dai parametri sammarinesi attualmente vigenti (Tier1 all’11%) e a copertura della perdita di esercizio 2018 (10 milioni di euro del piano “5ter”).

Con l’intervento sopra descritto il debito pubblico in valore nominale raggiungerebbe la cifra di circa 840 milioni di euro. A Pil nominale attuale (circa 1,45 miliardi di euro) il rapporto debito/Pil si attesterebbe intorno al 60%.

Per ritenere sostenibile il livello di indebitamento pubblico, il Fondo Monetario Internazionale suggerisce di gestire le finanze pubbliche in modo oculato e rigoroso, mantenendo su base annua un ragionevole surplus di bilancio (spesa in conto interessi + avanzo primario) che potrebbe essere identificato nel 2% circa del Pil, cioè in valore nominale circa 28 milioni di euro.

Sulla base dei dati attualmente disponibili e delle previsioni per l’esercizio finanziario 2018, il quadro generale della finanza pubblica presenta un deficit strutturale di bilancio di circa 32 milioni di euro. Perciò, al fine di raggiungere l’obiettivo del surplus di bilancio pari al 2% del Pil, occorrerebbe reperire risorse finanziarie per circa 60 milioni di euro. Non si può ipotizzare di conseguire tale risultato già partire dall’esercizio finanziario 2019, in quanto richiederebbe l’adozione di misure eccessivamente depressive in un arco temporale troppo breve. Va impostata una strategia di medio periodo, che sia in grado di assicurare il raggiungimento dell’obiettivo del surplus di bilancio pari al 2% del Pil nel corso del triennio 2019-2021.

Si potrebbe prevedere una evoluzione del rapporto surplus di bilancio su Pil (a valore nominale attuale) di questo genere:
– 2019: 0,83% pari a 12 milioni di euro circa; (avanzo primario 0)
– 2020: 1,5% pari a 22 milioni di euro circa; (avanzo primario circa 10 mln €)
– 2021: 2% pari a 26 milioni di euro circa. (avanzo primario circa 15 mln €)

Quale informazione preliminare va puntualizzato che la spesa in conto interessi (510 milioni di euro al 2%) va quantificata su base annua in circa 10,5 milioni di euro.

In tale senso per raggiungere l’obiettivo dello 0,83% del surplus di bilancio in rapporto al Pil, per l’esercizio finanziario 2019 vanno reperite risorse finanziarie per circa 40 milioni di euro.
Per raggiungere questo obiettivo di bilancio nell’esercizio 2019 si ipotizzano le seguenti soluzioni:
· Maggiori entrate derivanti da Revisione Imposta Generale sui Redditi e da identificazione di nuove entrate di carattere extra tributarie:
· Minori uscite derivanti da Riforma del Sistema Previdenziale:
· Maggiori entrate (straordinarie) derivante da seconda rata della sanatoria edilizia:
· Maggiori entrate tributarie derivanti da ripresa economica:
· Minori uscite derivanti da riduzione della spesa pubblica:

Per il raggiungimento dell’obiettivo minimo dello 1,5% del surplus di bilancio in rapporto al Pil, per l’esercizio finanziario 2020 vanno reperite risorse finanziarie aggiuntive – rispetto al 2019 – per circa 15 milioni di euro (si noti infatti che nel 2020 non vi saranno le entrate derivanti dalla sanatoria edilizia).
Per raggiungere questo obiettivo di bilancio nell’esercizio 2020 si ipotizzano le seguenti soluzioni:
·Maggiori entrate tributarie derivanti dal consolidamento della ripresa economica:
· Maggiori entrate derivanti dall’introduzione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (I.V.A.):

Per il raggiungimento dell’obiettivo del 2% del surplus di bilancio in rapporto al Pil, per l’esercizio finanziario 2021 vanno reperite risorse finanziarie aggiuntive – rispetto al 2020 – per circa 4 milioni di euro.
Per raggiungere questo obiettivo di bilancio nell’esercizio 2021 si ipotizzano le seguenti soluzioni:
· Maggiori entrate tributarie derivanti dall’ulteriore consolidamento della ripresa economica

Reperimento risorse finanziarie
L’opzione FMI è da ritenersi la più credibile nell’ottica di accreditare il nostro processo di trasformazione e riorganizzazione dell’intero Paese, non solo comparto bancario.

Roberto Ciavatta, Rete
Il leitmotiv di questi tempi è stato ‘finalmente’ è ripresa l’occupazione che determina il riavvio dell’economia. A questo dato si affiancano la riduzione di attività e il fatto che l’aumento occupazionale riguarda per larga parte frontalieri e include anche le assunzioni di dipendenti pubblici. Riduzione delle attività e l’aumento di dipendenti ci dice che alcuni settori continuano ad assumere perché si è riattivate economia e l’interscambio in Italia, ma se diminuiscono le attività, diminuisce la base imponibile. L’aumento di 4,5 mln di euro di monofase: mi risulta segretario che i rimborsi aumentano, ma si deve chiarire che quando si fanno rimborsi – poiché derivano dal manifatturiero- allora la monofase a bilancio diminuirà. Io non vedo quindi tutta questa ripresa economica. Credo Segretario che si dovrebbe essere il più oggettivo possibile nella lettura dati. In questa fase in cui l’economia è in difficoltà, e sono più le società che chiudono di quelle che aprono, prevedere di introdurre l’Iva che va ad ammazzare ancora di più il commercio, di aumentare l’Igr anche sulle imprese ..sono tutti interventi che vanno ad aggiungere recessione su recessione. Ci troveremo nella situazione in cui non saremo più competitivi nemmeno con l’Italia. Si è ribadito che l’Fmi è l’unica strada per ottenere un prestito, cosa che non condividiamo, per noi è invece indispensabile la collaborazione con l’Italia, un tentativo va fatto.  Ciò che ci porta a parlare di indebitamento,  la matrice tutti i mali , parte dalla crisi bancaria e dal bilancio di Cassa da mezzo miliardo di perdite. E’ un bilancio non veritiero, con svalutazioni indicate anche dai consulenti per 150 mln. di euro in più rispetto a quello che ci dicevano i tecnici.

Luca Boschi, C10
La nostra maggioranza ha sempre dichiarato di volersi muovere in due direttrici: salvaguardia dei conti dello Stato e Sviluppo. Salvaguardia perché a un debito pubblico intorno ai 300 mln. di euro formalizzati nel 2016 si sono sommati i 500 mln. di euro di deficit di Cassa. Dire che quei 500 milioni siano stati causati dal bilancio è come se avessi la febbre e dessi la colpa al termometro. Prima o durante l’attivazione di tutti i provvedimenti di cui stiamo parlando in questi giorni, bisogna togliere tutti i dubbi per capire se il termometro è taroccato o meno. Togliamoci una volta per tutti i dubbi. Io personalmente non li ho, ma sento che i consiglieri ancora ne nutrono, concentriamoci sulla malattia.

Sul rivolgersi all’Italia piuttosto che  al Fmi per reperire risorse: l’Italia è una possibilità ma con grosse criticità, affidarsi a un singolo Stato, anche se molto prossimo al nostro, non ci esimerebbe poi da impegni importanti che dovremo comunque assumerci.  Abbiamo necessità di ripianare il debito procurato da una banca di sistema non per salvare i banchieri, che in questo caso non si sono salvati, ma per salvare i risparmi dei cittadini. Non si può pensare a qualsiasi politica di sviluppo se lo stato di crisi della nostra principale banca sia invariato. Prima di identificare l’ente cui richiedere i finanziamenti, bisogna sapere come restituirli, e che il debito sia sostenibile. Tutti i nostri cittadini, pur non contenti degli interventi di reperimento risorse o tagli alle spese, dovrebbero essere rassicurati sul fatto che il loro Paese con questi provvedimenti si salverà e sarà sostenibile, sarò un paese serio e più sano rispetto il passato. Dobbiamo certo accelerare sul piano dello Sviluppo come stiamo facendo su più fronti, come stiamo facendo con le Tlc su cui stiamo recuperando il ritardo rispetto altri Paesi, poi c’è l’agenzia per lo sviluppo che sta partendo in queste settimane,i c’è San Marino Innovation.. La necessità di salvaguardare l’economia e di farla ripartire sono obiettivi difficili da coniugare, ci dobbiamo concentrare sulle problematiche e non a guardare il termometro.

Alessandro Mancini, Ps
Segretario, buona fortuna. Non solo legata alla fotografia oggi da lei presentata, ma perché avete deciso di fare tutto da soli. Ricordo alla maggioranza che dall’inizio dell’attività politica, dopo il periodo feriale, il governo ha iniziato una fase di incontri su tutti i temi che caratterizzano il piano di stabilità, con tutti tranne che con le forze politiche di opposizione, e questa è una scelta politica. L’unico incontro fatto è stato in merito al riferimento di Bcsm sull’Aqr. Su altri temi principali per sostenere il piano di stabilità devo prendere atto che tutti sono stati convocati, tranne le forze di opposizione, è una scelta politica della maggioranza che ha forza e consapevolezza di poter fare tutto da sola ed di poter estromettere dal dibattito l’opposizione su scelte che riguardano le future generazioni.

Ricorso al debito estero: la richiesta di Ciavatta di un tentativo di confronto con l’amministrazione italiana, che forse non basterebbe comunque, non è un tentativo campato per aria. Ci possono essere interessi reciproci sul fronte finanziario che potrebbero immettere liquidità al nostro sistema. Sul debito estero vanno calcolate le ripercussioni in termini di introiti imposte dirette e indirette. Con questi provvedimenti si avrà recessione che contrarrà consumi e spingerà i sammarinesi a fare la spesa dove meglio gli conviene.

I conti poi non tornano, anche se compriamo soldi all’1%, sono 50 mln di euro l’anno da pagare. E’ compatibile questa situazione per la nostra economia? Bisogna tornare indietro e vedere come ridurre l’esposizione dello Stato su Cassa il cui bilancio ha previsto eccessive svalutazioni degli Npl Delta.

Roberto Giorgetti, Rf
Non credo il problema sia da ricondurre alla mancanza di momenti di incontro, qui dentro non si può dire che non abbiamo discusso su banche e sistema finanziario.  Dire che bisogna aggiustare il bilancio Cassa è l’enorme distanza che separa le nostre visioni e il grado di consapevolezza. I tempi in cui si possono aggiustare dati economici e finanziari, a seconda del vantaggio politico del momento, sono finiti. Nel passato si procedeva a mettere le pezze ai bilanci per esigenze politiche, ma questo tipo di dinamiche è assolutamente impraticabile. Qui i conti non tornano. Ci si rifiuta di conoscere la realtà, al di là delle opinioni politiche di ciascuno, si deve ragionare per elementi oggettivi.  La vera follia non è stato il bilancio di Cassa, ma Delta. Esigenza di reperire risorse vi sono da tempo. Si rimarca oggi con stupore che il nostro Paese dovrà chiedere prestiti, quando già nella precedente legislatura agli atti vi è una richiesta condivisa da tutto il governo precedente a Cassa depositi e prestiti cui non è seguita – a proposito di rapporti- alcuna riposta.
Poichè non è possibile risolvere  attraverso ‘ maneggi politici’ un problema che viene da lontano, bisogna affrontarla facendo scelte tra cui anche indebitamento. Se si chiedono soldi, bisogna essere in grado di restituirli e per farlo bisogna aver un bilancio con certe caratteristiche e per averlo servono interventi. Questo il quadro di fondo e a volte non colgo le polemiche politiche senza calarsi nel resto, tornando su soluzioni impraticabili e non riconoscendo la realtà.  Finché non superiamo le diversità di vedute delle vicende di base sarà difficile fare un percorso comune.

Francesco Mussoni, Pdcs
Dobbiamo parlar del Piano di stabilità nazionale, consegnato a luglio insieme al Piano di sviluppo. Sono documenti di oltre 100 facciate, con dati, schemi, etc. Oggi il Segretario ha fatto il riferimento con dono di sintesi ed è stato chiaro. Il dibattito sul bilancio dello Stato e sul debito pubblico è iniziato a luglio e da allora non si è fatto un incontro mirato e specifico su quei punti di sintesi su cui potremmo ragionare in modo più razionale. Non c’è scheda e documentazione che dia atto delle scelte che il governo sta facendo. Come andiamo ad affrontare questo debito di 850 mln -1 miliardo? Questo il tema che dovrebbe essere affrontato in Commissione, non sui giornali o nei confronti bilaterali cui opposizione non è stata invitata. Questa è la sede e credo sia mancata questa possibilità . Convochiamo la Commissione Finanze con all’Odg debito pubblico e come affrontarlo nei prossimi 25 anni, e ci confronteremo su scelte politiche.

Nella valutazione sul debito pubblico vi state portando avanti da soli. Parti sociali ed economiche dicono ‘facciamo sistema perché i debiti vanno onorati’ e qui non c’è una scelta politica fatta con il Paese e tutte le forze politiche e sociali. Il rapporto con l’Italia lo possiamo costruire anche dal punto di vista finanziario, tutte le opzioni vanno messe nel confronto.

Tema della spending review: state facendo tagli percentuali e lineari ma non avete avuto la capacità politica di identificare il cambiamento della logica di fondo. Se volete affrontare questa difficile fase in compagnia i ragionamenti vanno fatti. Difficile iniziare a parlare di cambiare rapporto di lavoro tra pubblico e privato, cominciamo a trattare i grandi temi che producono la spesa. Poi il piano strategico finanziario: quali sono le azioni strategiche che vi siete impegnati a consegnare a questa commissione e perché non ci sono? Non buttiamola sempre sul metodo e su questioni del passato, in questi due anni il debito è aumentato, le riforme non sono state neanche avviate, non possiamo dare i numeri e dire che il debito lo coprirete con riforme che non ci sono.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Non è più possibile che un uomo solo al comando come Sds Celli- che ha fallito secondo me nel suo mandato- decida nelle segrete stanze con poche persone di indebitare lo Stato per 850 mln di euro nella modalità unica di chiederli al Fmi, nella modalità di chiedere sacrifici ai cittadini in modo così semplicistico. A ottobre c’è da pagare la patrimoniale, a novembre c’è il conguaglio Igr per un ulteriore 20% di anticipo sul 2019. Si fanno tagli lineare agli stipendi pubblici..e noi qui stiamo a dire che il Paese dovrebbe ripartire e i sammarinesi dovrebbero avere fiducia. Ma lo sapete che i sammarinesi non riescono a guadagnare abbastanza per coprire tutte le tasse?  Boschi ha fatto esempio del termometro, nel migliore dei casi quel termometro è taroccato per valutare il bilancio di Cassa.

Simone Celli, Sds Finanze
Sul bilancio Cassa si divaricano le nostre analisi e abbiamo presupposti differenti e ciò contamina il resto dell’analisi. Visto che avevamo preso l’impegno di una audizione in Commissione con il vertice di Bcsm che potrebbe darci elementi di analisi tecniche potremo fare valutazioni anche rispetto quel bilancio. Quando parlavamo di debiti deò gruppo Delta, ammesso che si possa parlare della piccola parte dei crediti sanitari, c’è un punto che vorrei ribadire: pur non volendo approcciarmi al tema con visione manichea, nel 2010 venne stipulato un accordo di ristrutturazione e venne data una certa valutazione di quei crediti. Dal 2010 al 2107 quella valutazione non è più stata cambiata, nonostante, essendo crediti al consumo, diminuissero giorno per giorno come performance. Arriviamo al 2017: dopo le sollecitazioni di Fmi che chiedeva un bilancio veritiero e prudente, viene predisposto quel bilancio dopo che per 6 esercizi le valutazioni non sono mai state riviste. Probabilmente le vere responsabilità appartengono a chi dal 2010 in avanti poteva diluire maggiormente quelle valutazioni. Nel 2015 già rientravano in Cassa il 60% in meno rispetto quanto previsto dai piani di rientro degli accordi di ristrutturazione. Tutto è discutibile e opinabile, però sostenere che si possa vedere quel bilancio con un ritocchino, consentitemi. la leggerezza può esserci da entrambi i lati. Non siamo leggeri nell’approcciarci al tema del debito pubblico. Da mesi sensibilizziamo l’opinione pubblica. Non siamo superficiali nell’esaminare una situazione complicata. Il debito pubblico attuale ammonta a 330 milioni di euro. La scelta di intervenire con Cassa porterà ad una cifra che sarà tra i 500 e i 520 mln di euro cui non vanno ad aggiungerci il reperimento esterno. Si conferirà in parte con bond statali e in parte con collocazione privata su Cassa e in parte attraverso risorse liquide provenienti da chi sarà disponibile a supportarci. Oggi ho parlato di Fmi come opzione più credibile del fondo, però vorrei perimetrare la cifra dei 850 mln, oggi siamo 850, comprensivi anche di intervento esterno.

Sulla riforma Igr non è detto che ci sarà l’aumento di aliquote, mi impegno a far sì che la flat tax sulle persone giuridiche al 17% rimarrà inalterata. Se qualcuno vuole fare presagire una stangata sulle attività economiche vorrei rassicurare da questo rischio. Sull’Iva bisogna capire come verrà calibrata. Qualcuno evoca a più riprese la centralità del rapporto all’Italia, ma l’Iva permetterebbe di uniformare e rendere ancor più compatibile l’interscambio commerciale. Infine, do la mia disponibilità a reincontrarci dopo la sessione consiliare, mi auguro già nella prima decade di ottobre di avere già dati anche del bilancio previsionale 2019, massima disponibilità ad aggiornare la commissione per la settimana dopo il Consiglio.

13 settembre 2018
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