Milleproroghe, è scontro: Pd occupa l'Aula, oggi la prima fiducia gialloverde - DIRE.it

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Milleproroghe, è scontro: Pd occupa l’Aula, oggi la prima fiducia gialloverde

ROMA – Il ministro dei Rapporti con il Parlamento e per la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro ha posto nell’Aula della Camere la questione di fiducia sul dl Milleproroghe, la prima del governo Lega-M5S. Immediata la reazione dell’opposizione, con i parlamentari del Partito Democratico che hanno occupato l’Aula. Le votazioni cominceranno oggi alle 11.15 con le dichiarazioni di voto, la prima chiama si avvierà alle 12.40. Alle 13.45 è invece confermata l’audizione del commissario europeo al Bilancio Gunther Oettinger davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato (l’audizione durerà fino alle 15).

SCONTRO SULLA FIDUCIA, DEPUTATI PD OCCUPANO AULA: IL TESTO E’ CAMBIATO

La questione di fiducia è stata autorizzata lo scorso 24 luglio dal Consiglio dei ministri, spiega la presidente di turno Maria Edera Spadoni, M5S, rispondendo ieri a Roberto Giachetti del Pd. Il testo in esame, ha attaccato il parlamentare del Pd, “è cambiato sostanzialmente, sul tema vaccini tre volte, su altri è stato modificato”, per cui “la fiducia deliberata dal Cdm non puo riferirsi al testo in entrata alla Camera”. Ma Spadoni ribatte: “La fiducia è un atto politico e la presidenza non può assolutamente sindacare la decisione del governo“. Conclude Giachetti: “Ma il governo ha il dovere di trasmettere alla Camera gli atti formali sui quali è stata posta la fiducia”, per cui “decida lei ma le consiglio di consigliarsi con il presidente” della Camera Roberto Fico. I deputati dem  hanno quindi occupato l’aula di Montecitorio. Dopo l’apposizione della fiducia, i lavoratori sono sospesi per consentire lo svolgimento della conferenza dei capigruppo.

PD: “GRAVE FIDUCIA PRIMA DEL TESTO, DISPREZZO ISTITUZIONI”

“A loro delle Istituzioni, del rapporto con il Parlamento e con le opposizioni non importa nulla interessa solo il potere”. Lo dicono il capogruppo Pd, Graziano Delrio e il deputato Dem Emanuele Fiano, al termine della capigruppo che ieri ha stabilito i tempi della fiducia al decreto Milleproroghe. “I temi erano esclusivamente i vaccini e le periferie – spiega Delrio- e noi avevamo proposto il ritiro di tutti gli emendamentie. C’era stato un incontro, una promessa che doveva concretizzarsi nel tornare indietro su un pasticcio che avevano combinato e poteva concretizzarsi subito con una sospensione della seduta, la convocazione del Comitato dei Nove in commissione e l’approvazione di un emendamento che avremmo votato tutti unanimamente. Invece il Governo ha deciso di andare avanti senza discussione ponendo la fiducia. E’ un fatto molto grave, anche perché la legittimità dell’atto è fortemente inficiata dal fatto che è stata autorizzata la fiducia su un testo che non era ancora stato pubblicato in Gazzetta ufficiale“. In capigruppo, continua Delrio, “non abbiamo ricevuto risposte su niente, la maggioranza è chiusa ad ogni dialogo e ad ogni miglioramento. Noi volevamo stare nel merito , dalla maggioranza è arrivato un atteggiamento incomprensibile ed illegittimo”.

Emanule Fiano (Pd), al termine della capigruppo della Camera, sottolinea che “la questione di fiducia viene posta dai governi quando intendono affrontare una questione politica significativa tagliando la discussione a fronte di un’azione di ostruzionismo di opposizione dura o a fronte di problemi interni. La maggioranza, il Governo e il Consiglio dei Ministri hanno preso questa decisione il 24 luglio in assenza di un testo di legge che è stato invece pubblicato il 25 luglio in Gazzetta ufficiale, quindi non solo contravvenendo a quanto prevede la formalità degli atti, cioè porre la fiducia su un testo realmente esistente, ma anche in assenza di una possibile previsione dell’atteggiamento dell’opposizione. E’ stato quindi un atto di protervia massima e confronti dell’opposizione e delle istituzioni che non promette per nulla bene. Ricorderete bene gli assalti ai bianchi della Presidenza e nelle commissioni quando veniva posta la questione di fiducia. Noi pensiamo- conclude l’esponente Pd- che sia stato fatto con grandissimo arroganza ein maniera pericolosa perché vuol dire che il tasso di concezione proprietaria delle istituzioni di questo governo si è già innalzato al massimo in spregio dei diritti delle minoranze e delle opposizioni”.

MILLEPROROGHE, FRACCARO: “PROCEDURA LEGITTIMA, POLEMICHE STRUMENTALI”

“Le proteste delle opposizioni sono chiaramente frutto di un atteggiamento sterile. La procedura seguita dal Governo è legittima e lo dimostrano i precedenti in tal senso. Si è voluto sollevare un inutile polverone mediatico, noi continuiamo a lavorare nell’interesse esclusivo dei cittadini”. Lo dichiara il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro.

“Le critiche da parte del Pd e degli altri partiti di minoranza- aggiunge- sono prive di fondamento. È pacifico che la questione di fiducia sia autorizzata per le diverse fasi dell’iter di ciascun provvedimento, senza che poi si debba ricorrere a nuove riunioni del Consiglio dei Ministri se il testo subisce modifiche, come peraltro è accaduto spessissimo in passato. Il riferimento normativo è la legge 400 del 1988, articolo 2 comma 2, che invito chi protesta a rileggere. Quanto alla deliberazione dell’assenso all’apposizione della questione di fiducia prima della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta ufficiale, esistono dei precedenti che abbiamo puntualmente verificato. La fiducia contestuale è dunque una prassi già adottata, come peraltro le opposizioni dovrebbero ben sapere. Da parte nostra abbiamo dimostrato concretamente di voler rispettare la centralità del Parlamento. Il Governo ha infatti superato i 100 giorni dall’insediamento senza aver posto la questione di fiducia: un record rispetto agli ultimi esecutivi che, nello stesso periodo di tempo, hanno fatto ricorso alla fiducia fino a dieci volte. Le polemiche- conclude Fraccaro- sono quindi del tutto strumentali”o

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13 settembre 2018
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