‘Maturi’ (e a piedi) in Islanda, l’avventura di 8 ragazzi in presa DIREtta – 9° puntata

BOLOGNA – Hanno fatto l’esame di maturità e, a differenza di tanti diciottenni che si buttano in estati di sfrenato divertimento tra spiagge e discoteche, loro hanno pensato di festeggiare questo importante traguardo in modo diverso. Con un viaggio-scoperta, faticoso e introspettivo. Ma rigorosamente in squadra: perchè questi otto ragazzi di Bologna, che si sono ribattezzati ‘Il Gregge‘, da anni sono abituati a camminare (e faticare) insieme, facendo trekking ed escursioni in giro per l’Italia. E così hanno voluto fare anche per il loro viaggio della maturità. Scegliendo un posto davvero speciale: l’Islanda. Un viaggio immersi nella natura per lasciarsi conquistare da scenari mozzafiato. Un percorso avventuroso che non dimenticheranno facilmente. Il loro viaggio è cominciato il 16 luglio e finito il 24. Oggi vi raccontiamo la nona e ultima puntata.

I protagonisti:

UN VIAGGIO HA SENSO SOLO SENZA RITORNO SE NON IN VOLO

Reykjavik-Londra-Milano-Bologna– 24 luglio

Oggi alzarci è davvero difficile: il materasso morbido ci tenta, ma la giornata che ci è aspetta è ricca di impegni. Per prima cosa andiamo a trovare i collaboratori islandesi di AKU: l’azienda italiana da cui provengono gli scarponi con cui abbiamo attraversato comodamente i numerosi terreni incontrati lungo il nostro trekking. Nel loro negozio, oltre a scambiare due parole in inglese e a scattare qualche foto insieme, ne approfittiamo per farci dare qualche consiglio culinario, dopotutto non si conosce veramente un Paese se non si mangia ciò che mangiano gli abitanti.

Soddisfatti delle indicazioni ricevute ci dirigiamo verso il centro, a caccia di souvenir per chi ci aspetta a casa. 

L’ora di pranzo arriva in fretta e ci infiliamo in un piccolo locale, che serve un solo “piatto”: zuppa nel pane. Mangiamo con gusto sia la zuppa che la pagnotta che la conteneva. Terminato il pranzo decidiamo di dividerci, alcuni di noi tornano in ostello per riposarsi un po’, mentre gli altri decidono di salire sul campanile della cattedrale di Reykjavik, uno degli edifici più alti d’Islanda. Il cielo si sta schiarendo e così dall’alto riusciamo ad osservare tutta la città.

Tornati in ostello ricomponiamo il gruppo e ci avviamo verso il pezzo forte della giornata: le terme.

Passiamo qualche ora immersi nelle vasche calde, rigorosamente all’aperto, e qualche volta ci divertiamo a scendere dallo scivolo ad acqua come dei bambini. Il tempo vola mentre ci rilassiamo e arriva l’ora di cenare. Andiamo nella zona portuale, dove sappiamo di poter trovare dell’ottimo pesce fresco da mangiare. Qualcuno si butta sul più internazionale fish and chips, mentre dei coraggiosi si fanno tentare da spiedini di pesce vari, tipici del Nord. La novità della cena però è un’altra: la balena. L’Islanda è uno dei tre Paesi al mondo in cui è ancora legale cacciare le balene, e così i più curiosi ne assaggiano un boccone.

Non ancora sazi e desiderosi di dolce, ci organizziamo per prepararci delle crepes in ostello. Dopo un pit-stop per mangiare un waffle andiamo a comprare il necessario. Una mezz’oretta dopo siamo tutti insieme nella cucina dell’ostello, ad aspettare che Francesca, la cuoca più brava tra di noi, finisca di cuocere l’impasto. Nella stessa stanza ci sono dei ragazzi americani che invece si godono burro di arachidi e cereali.

Restiamo alzati a fare delle chiacchiere e a confrontarci con Bruno sulle esperienze dei giorni precedenti.

L’ultima notte in Islanda passa serena, ma fin dal suono della sveglia sentiamo la nostalgia dei posti in cui siamo stati. Ci prepariamo in fretta per andare al terminal dei bus, dove la navetta diretta all’aeroporto ci attende. Durante il viaggio dormiamo tutti, sopraffatti dal sonno accumulato. In aeroporto i controlli filano lisci e in men che non si dica siamo sull’aereo per Londra. Il viaggio si rivela tranquillo fino al momento dell’arrivo, quando il pilota è costretto a decollare nuovamente e a ritentare l’atterraggio a causa dei forti venti. Al momento di scendere è ormai ora di pranzo e ci arrangiamo con dei panini comprati a Reykjavik in attesa del secondo volo. Appena prima di dirigerci al gate, gli amici di Caterpillar (RaiRadio2) ci contattano per una cartolina vocale che registriamo volentieri. Il tempo è volato e dobbiamo fare una corsa per arrivare in orario all’imbarco, che poi si rivela essere stato posticipato. A parte qualche turbolenza viaggiamo tranquilli e questa volta riusciamo ad atterrare al primo colpo. All’uscita dei controlli ci sono alcuni volenterosi genitori pronti a riportarci a casa. Ma prima ci sfamiamo con dell’ottima pizza preparata dai genitori rimasti a Bologna. Come ci era mancato il cibo italiano!

L’italia ci accoglie con un terribile temporale, che costringe ad accostare tutte le macchine presenti in autostrada. C’è chi dorme e chi invece lotta fino all’ultimo contro al sonno. Arriviamo a Bologna nel cuore della notte, spossati dal viaggio. Nonostante la stanchezza è impossibile respingere i pensieri e i nuovi ricordi. La Grande Avventura è finita, il Gregge è tornato dal pascolo. Mesi di organizzazione non ci hanno realmente preparati per questa esperienza unica. Torniamo affamati, stanchi, jetlaggati, ma felici e uniti più che mai. Ce l’abbiamo fatta!

Cos’è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? – è il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l’addio. Ma intanto ci si proietta in avanti verso una nuova folle avventura sotto il cielo.” – Jack Kerouac, Sulla strada

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13 Agosto 2018
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