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Condannato a venti anni l’assassino di Nemtsov, l’oppositore di Putin ucciso nel 2015

B. Nemtsov

ROMA – Venti anni di carcere a Zaour Dadaiev, l’ex militare assassino dell’oppositore politico russo Boris Nemtsov, ucciso con quattro colpi di pistola a febbraio 2015 su un ponte di Mosca.

E’ terminato con altre quattro condanne tra gli 11 e i 19 anni il processo, che non ha tuttavia stabilito i mandanti dell’assassinio di uno tra i più carismatici oppositori del presidente Vladimir Putin.

Per tutti e cinque inoltre la pena aggiuntiva del pagamento di una multa di 100mila rubli (1.450 euro circa).

A Dadaiev sono stati anche tolti i gradi e ritirata una medaglia al valore. La condanna in assise era già stata proclamata il 29 giugno scorso. L’inchiesta ad ogni modo non si è chiusa: gli inquirenti hanno fatto sapere in una nota che andranno avanti.

Un sesto uomo, Rouslan Moukhoudinov, anche lui ceceno, nel 2015 era stato indicato tra i possibili mandanti. Contro di lui la polizia ha spiccato un mandato di arresto internazionale e l’uomo resta tuttora ricercato. Ma sono di tutt’altro avviso i famigliari e colleghi di Nemtsov: come hanno sempre dichiarato, a commissionare l’omicidio sarebbe stato l’entourage del primo ministro reggente Ramzan Kadyrov, o forse lui stesso. Per questo quando il tribunale ha emesso la sentenza di condanna contro i cinque ceceni, a fine giugno, la famiglia aveva definito il lavoro della magistratura “un fiasco totale”.

13 luglio 2017

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