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Frida Kahlo, 63 anni fa la morte dell’artista messicana

ROMA – Sessantatre anni fa moriva Frida Kahlo: artista-simbolo del Messico, conosciuta in tutto il mondo, se ne è andata il 13 luglio 1954 nella sua amata Coyoacán (Città del Messico).

Associata da molti alla corrente surrealista, Frida non amava definirsi tale pur sentendosi vicina a questo movimento artistico. Il suo stile unico è infatti un mix di elementi fantastici e simbolici atti a trasformare i propri sentimenti più profondi in arte. Un’autobiografia carica di pathos e emozioni forti: la sua vita su tela.

Nata il 6 luglio 1907 da padre ungherese e madre di origini messicane e indios, Frida è la più vivace di quattro fratelli, fiera di quel carattere indomito e ribelle che guiderà tutta la sua esistenza. Legata profondamente alla sua terra, amava dire di essere nata nel 1910, anno della rivoluzione messicana.

L’incidente

All’età di 18 anni, mentre torna da scuola, è vittima di un grave incidente che segnerà per sempre la sua vita.

Frida viene trafitta da un palo dell’autobus su cui viaggiava e riporta tre fratture alla colonna vertebrale, lo schiacciamento del bacino e numerose altre lesioni agli arti inferiori. Seguiranno 32 operazioni che le permetteranno dopo anni di tornare a camminare, ma non di recuperare un normale stato di salute. Dolori lancinanti l’accompagneranno tutta la vita, e della sua sofferenza farà la sua arte.

Subito dopo l’incidente è costretta a indossare un busto e a restare a letto per molto tempo, in questa occasione inizia a leggere (soprattutto testi sul comunismo) e a dipingere. I genitori decidono di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sulla sommità per darle la possibilità di specchiarsi e Frida comincia così a realizzare quegli autoritratti, che saranno l’emblema della sua produzione artistica.

L’incontro con Diego Rivera

Tornata a camminare, decide di incontrare il pittore Diego Rivera per avere un parere riguardo le opere che sta realizzando: dall’incontro tra i due nasce un amore profondo e tormentato, che li porterà a convolare a nozze nel 1929. Più grande di lei di vent’anni, artista di rilievo internazionale, detto anche “el panzón” a causa della sua stazza imponente, Rivera sarà colui che inserirà Frida nella scena politica e culturale messicana.

Negli stessi anni la coppia si reca a New York, dove Rivera era stato incaricato di realizzare un murales all’interno del Rockefeller Center. E’ durante questo viaggio che Frida scopre di essere incinta. La gravidanza non va però a buon fine, a causa delle sue precarie condizioni di salute.

Non diventerà mai madre e questa sarà una delle sofferenze più grandi di Frida e uno dei temi ricorrenti nella sua produzione artistica. Tra le opere realizzate in questo momento, emblema del suo desiderio mancato, c’è “Ospedale Henry Ford – Il Letto Volante” del 1932.

La separazione

Un altro grande dolore le sarà inferto dal compagno. Che Rivera fosse un donnaiolo era noto ai più e alla stessa Frida, che negli anni perdona ripetutamente le sue scappatelle, finché non scopre la relazione che il marito intrattiene con sua sorella. Il cuore spezzato dell’artista verrà rappresentato in una delle sue opere più celebri “Le due Frida” del 1939.

E’ questo l’anno del divorzio da Rivera, con il quale convolerà nuovamente a nozze l’anno successivo, dopo aver imposto ferree condizioni al loro rapporto. A Frida furono attribuiti molti amanti, sia uomini che donne, tra cui anche personaggi famosi come il rivoluzionario russo Lev Trotsky, che in fuga dalla Russia insieme a sua moglie, sarà ospite dei coniugi Rivera nella loro Casa Azul. Dopo le seconde nozze con “el panzón” l’arte di Frida si fa più popolare e si impregna di temi legati alla cultura precolombiana.

A Frida vengono dedicate tre importanti esposizioni, la prima delle quali nel 1938 a New York. Segue l’anno successivo Parigi e nel 1953, un anno prima della morte, Città del Messico. A quest’ultima occasione, essendo impossibilitata a muoversi a causa delle sue condizioni di salute in continuo peggioramento, Frida partecipa sdraiata nel suo letto al baldacchino, su suggerimento del marito.

Muore l’anno successivo a causa di un’embolia polmonare a soli 47 anni. Le sue ceneri sono tutt’ora presenti nella Casa Azul, dove visse insieme al suo amato Diego e che oggi è diventata un museo, meta di pellegrinaggi di migliaia di turisti che ogni anno si recano li per celebrare colei che probabilmente è stata l’artista femminile più importante e originale del secolo scorso.

13 luglio 2017

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