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La relazione della Garante infanzia: 10 le criticità individuate

ROMA – Sono dieci le criticita’ in materia di infanzia e adolescenza in Italia secondo l’Autorita’ garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, che stamattina ha esposto la sua relazione annuale al Parlamento, alla presenza del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Un volume di oltre 200 pagine che si apre con le iniziative sul piano internazionale ed europeo dell’Autorita’, che, tra le altre, nel 2017 ha inviato per la prima volta al Comitato delle Nazioni unite il parere sul rapporto del governo italiano sull’applicazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.  Ragazzi ristretti in istituti di pena, figli di genitori separati, ragazzi fuori famiglia, minori stranieri non accompagnati, giovani coinvolti in atti di bullismo e alla prese con il web. L’Autorita’ garante si e’ fatta portavoce delle esigenze dei minori grazie ad un’intensa attivita’ di ascolto.

Sono oltre 8mila i bambini e ragazzi coinvolti nei progetti promossi dall’Autorita’ nell’anno scolastico 2017/2018, attraverso la partecipazione di circa 80 scuole di tutto il territorio nazionale, 28 le strutture di prima e seconda accoglienza per minori stranieri non accompagnati visitate, due gli incontri con i ragazzi ristretti in istituti penali minorili (Nisida e Casal del Marmo), tre le audizioni svolte con esperti e rappresentanti di istituzioni e ordini professionali sul tema del diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori famiglia. E ancora, quattro le riunioni della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dieci le riunioni della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni e tre i gruppi di lavoro che hanno approfondito i temi della continuita’ degli affetti nell’affido familiare, della salute mentale degli adolescenti e della tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione. Infine, due i tavoli tecnici attivati (su livelli essenziali delle prestazioni e monitoraggio dei minorenni in comunita’), 28 i protocolli d’intesa vigenti, 20 le giornate di formazione distribuite in cinque corsi per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati realizzati in Abruzzo, Toscana e Sardegna tra ottobre e dicembre, 50 tra convegni, seminari e workshop a cui l’Autorita’ garante ha preso parte, e 10 unita’ di personale.
Dopo aver tracciato il bilancio delle attivita’ svolte, Albano ha quindi evidenziato, tra gli altri, alcuni temi su cui richiamare l’attenzione delle istituzioni e del mondo degli adulti, con dieci criticita’ individuate, accompagnate da altrettante proposte: 

1. Affrontare l’emergenza educativa e introdurre la mediazione come materia scolastica; 

2. attivare una regia contro le poverta’ minorili che crescono; 

3. definire livelli essenziali delle prestazioni dei diritti civili e sociali uniformi in tutta Italia; 

4. prevenire e contrastare le violenze sui minorenni; 

5. nominare quanto prima i tutori volontari e distribuire uniformemente sul territorio i minori stranieri non accompagnati; 

6. garantire diritti e affetti ai ragazzi fuori dalla famiglia di origine; 

7. aiutare i figli di genitori separati con la risorsa dei ‘Gruppi di parola’; 

8. affrontare i problemi legati alla salute mentale degli adolescenti; 

9. introdurre in Italia un ordinamento penitenziario minorile; 

10. l’Autorita’ va ascoltata su atti e sulla formazione delle leggi in materia di infanzia e adolescenza.
Tre le tematiche affrontate nel corso dell’evento attraverso testimonianze e letture sono stati affrontati tre temi alla presenza di autorita’ e personalita’ delle istituzioni: la tutela volontaria, l’affido familiare e la continuita’ degli affetti, i diritti della Convenzione sull’infanzia e l’adolescenza riscritti dai bambini. La titolare dell’Autorita’ garante ha posto l’accento sull’attivita’ di ascolto ‘istituzionale’ svolta. “Non si tratta dell’ascolto dell’amico o del familiare- spiega Albano- ne’ dell’ascolto di un professionista. Si tratta di intercettare le richieste e i bisogni di bambini e ragazzi, tradurli in diritti e individuare le modalita’ per renderli esigibili, portando le istanze delle persone di minore eta’ davanti alle istituzioni”.  La relazione e’ scaricabile dal sito dell’Autorita’ nella sezione Stampa e Comunicazione-Pubblicazioni (www.garanteinfanzia.org).

GARANTE: DA MEDIAZIONE A LEGGI, LE 10 CRITICITÀ NEL DETTAGLIO 

L’ Autorita’ garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha presentato stamattina la sua relazione annuale in Senato, evidenziando dieci criticita’ che poi ha spiegato nel dettaglio. Il primo punto, secondo Albano, e’: affrontare l’emergenza educativa e introdurre la mediazione come materia scolastica. ‘Numerosi segnali- osserva la garante- denunciano l’emergere di una serie di criticita’ nell’esercizio del ruolo educativo dei genitori. Adolescenti sempre piu’ soli, bambini che chiedono di essere ascoltati e di giocare, utilizzo non consapevole dei social media, adulti sempre piu’ distratti o assenti rappresentano indizi di una vera e propria emergenza educativa’. Secondo Albano, e’ ‘necessario avviare un percorso che valorizzi l’ascolto, la partecipazione e la costruzione dell’autonomia dei ragazzi’, con cui i genitori sono invitati a condividere ‘piu’ tempo ‘di qualita”’. Per combattere e prevenire bullismo e cyberbullismo, invece, Albano propone di introdurre ‘la mediazione come materia scolastica’, perche’ solo attraverso di essa ‘possiamo fondare una societa’ piu’ equa e pacifica, improntata alla reciproca comprensione e alla responsabilita”. Di poverta’ minorili Albano parla al secondo punto, chiedendo di ‘attivare una regia’ per contrastarle. L’Autorita’, nel corso della relazione a Palazzo Madama, ha infatti denunciato le condizioni di poverta’ assoluta che coinvolgono i minorenni in Italia: ‘Le statistiche- osserva la garante- ci dicono che in questi anni la poverta’ e’ cresciuta soprattutto nelle famiglie con bambini e aumenta nelle famiglie con tre o piu’ figli minorenni’. Secondo i dati Istat la poverta’ assoluta e’ passata in un anno dal 18,3% al 26,8% proprio tra queste famiglie, coinvolgendo quasi 138mila famiglie e piu’ di 814mila persone. ‘Essa aumenta anche tra i minori- sottolinea Albano- passando da 10,9% a 12,5%: si tratta di un milione e 292 mila under 18 (rilevazione 2016). La poverta’ economica si riflette sulle poverta’ educative. Contro le poverta’ l’Autorita’ ha chiesto a Governo, Regioni ed enti locali una regia unitaria delle misure pubbliche e private, nazionali e locali, accompagnata da una capillare rete di servizi territoriali, allo stato carente, per costruire insieme una visione strategica di lungo periodo’. Al terzo punto, Albano chiede di ‘definire livelli essenziali delle prestazioni dei diritti civili e sociali uniformi in tutta Italia’, perche’ ‘e’ compito dello Stato’ in quanto previsti dalla Costituzione. ‘Per questo- aggiunge Albano- proseguendo un’attivita’ iniziata dall’Autorita’ nel 2015 e’ stato avviato un ulteriore percorso di definizione e implementazione di primi livelli essenziali che faccia da stimolo al Parlamento e al governo’.
Secondo l’Autorita’ manca poi un sistema di rilevazione dei dati in grado di fornire una fotografia completa di tutte le forme di violenza ai danni dei minorenni: ‘Solo la conoscenza del fenomeno sotto l’aspetto quantitativo e qualitativo- sottolinea Albano al suo quarto punto- consentira’ interventi mirati di prevenzione e contrasto nonche’ piu’ efficaci azioni di assistenza e sostegno dei minorenni maltrattati’. Un problema complesso che coinvolge le competenze di numerosi soggetti e su cui l’Autorita’ si e’ proposta come interlocutore comune nella valutazione dei diritti in campo. Di fronte al sommerso presente nei casi di abusi nei confronti delle persone di minore eta’ l’Autorita’ ha poi promosso la traduzione in italiano del libretto esplicativo del video del Consiglio d’Europa ‘Tell someone you trust’ (‘Dillo a qualcuno di cui ti fidi’) per sollecitare i piu’ piccoli a non provare vergogna e a confidarsi. L’ Autorita’ ha poi chiesto di nominare quanto prima i tutori volontari e distribuire uniformemente sul territorio i minori stranieri non accompagnati. 9 su 10 ragazzi scomparsi in Italia sono minori stranieri non accompagnati: ‘Dal monitoraggio in atto sono state comunicate all’Autorita’ dai tribunali le nomine di 258 tutori. Siamo in una fase iniziale del monitoraggio e stiamo strutturando una banca dati che consentira’ una rilevazione puntuale- afferma Albano- Se pero’ i tutori non vengono nominati tempestivamente e non viene creata attorno a loro una rete di supporto, compresi polizze per la responsabilita’ civile, permessi sul lavoro e rimborsi spese, si rischia di vanificare la disponibilita’ data da cittadini che rappresentano un modello di solidarieta’ sociale da valorizzare’ e ‘di non dare attuazione ai diritti universali di infanzia e adolescenza’. 

Secondo il garante, occorre anche un’uniforme distribuzione sul territorio nazionale: ‘Vanno emanati i decreti attuativi di adeguamento della legge 47 del 2017, nonche’ quello per regolamentare le procedure di colloquio e va adottato il protocollo per uniformare le modalita’ di accertamento dell’eta’ dei ragazzi’ conclude Albano, che ha chiesto risorse per finanziare i percorsi di autonomia dei ragazzi divenuti maggiorenni e sostenerne l’integrazione sociale e lavorativa.
Al sesto punto, la garante chiede di ‘garantire diritti e affetti ai ragazzi fuori dalla famiglia di origine, attuando le linee guida per il diritto allo studio elaborate lo scorso anno dall’Autorita’ in collaborazione con il Miur per agevolare l’iscrizione in corso d’anno, la scelta delle classi e i trasferimenti di alunni e alunne in affido familiare o in comunita’ per garantire la continuita’ negli studi a chi non ha avuto continuita’ nella vita familiare’. Nel 2017, grazie a uno studio della Consulta delle associazioni e delle organizzazioni, sono state rilevate le difficolta’ nel garantire, in Italia, la tutela della continuita’ degli affetti dei minorenni in affido familiare. A questo proposito l’Autorita’ ha formulato raccomandazioni affinche’ adottino prassi uniformi.
Altra criticita’ rilevata da Albano e’ quella dei figli dei genitori separati. ‘Nei piani per l’infanzia e per la famiglia attualmente in elaborazione nei rispettivi Osservatori nazionali va introdotta la misura strutturale dei ‘gruppi di parola’ che rappresentano una risorsa per i figli di genitori separati- propone la garante- Si tratta di interventi in cui i bambini e i ragazzi possono parlare, condividere pensieri ed emozioni, individuare le risorse per superare il ‘lutto’ della separazione attraverso il gioco, il disegno e altre attivita’ con l’aiuto di professionisti specializzati’. La proposta rientra nell’attivita’ dell’Autorita’, che sta sostenendo la diffusione dei ‘gruppi di parola’ in Italia e sta elaborando una ‘Carta dei diritti dei bambini nella separazione’. All’ottavo punto Albano chiede di ‘affrontare i problemi legati alla salute mentale degli adolescenti’, al centro di una ricerca condotta dalla Consulta delle associazioni sfociata, poi, in uno studio e in una serie di raccomandazioni: ‘Sono emerse serie criticita’- osserva Albano- come la solitudine delle famiglie, l’esigenza di diagnosi precoci e di prese in carico tempestive. E ancora: il bisogno di continuita’ tra terapie residenziali e territoriali, tra minore e maggiore eta’ e, infine, la carenza di posti letto nei reparti di neuropsichiatria infantile’. Altra lacuna da colmare, secondo l’Autorita’, e’ quella ‘dell’introduzione di un ordinamento penitenziario minorile’: ‘Sulla scorta degli incontri effettuati nel 2017 negli istituti penali per minorenni di Nisida e Casal del Marmo, sono state rilevate alcune esigenze nell’interesse delle persone di minore eta”, spiega al nono punto. 

Assicurare ai ragazzi progetti educativi individualizzati, sia per chi compie un percorso in istituto di pena sia per chi e’ sottoposto a misure all’esterno (e’ stato avviato un monitoraggio in tutta Italia per ascoltarli), attivare una rete sul territorio per favorire il reinserimento dei ragazzi e fare in modo che ‘le misure penali siano eseguite nel luogo di vita, qualora cio’ sia possibile e funzionale al percorso dei minorenni, per poter preservare i legami affettivi’. Queste le azioni necessarie secondo Albano. Al decimo e ultimo punto l’Autorita’ garante chiede di essere ascoltata su atti e formazione delle leggi in materia di infanzia e adolescenza: ‘Allo Stato- rileva Albano- mancano forme strutturate di consultazione dell’Autorita’ durante la formazione degli atti normativi in materia di infanzia e adolescenza. E cosi’, come previsto dalla legge istitutiva, i pareri sono rimessi all’iniziativa della stessa Autorita”. Un aspetto che ‘segna profondamente il modo di agire dell’Autorita’ garante e comporta uno sforzo enorme non solo per conoscere le azioni avviate dagli altri soggetti, ma anche per esercitare i poteri di cui e’ titolare. Auspico- conclude la garante- che venga previsto l’obbligo di richiesta di parere all’Autorita’ sia sugli atti normativi che si adottano che sugli atti di amministrazione attiva volti a definire le politiche dell’infanzia e dell’adolescenza’. Chiesta anche l’assegnazione di personale stabile perche’ l’Autorita’ possa operare con indipendenza e compiutamente.

13 giugno 2018
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