Ambiente, Fico avverte: “Se l’Italia non cambia mancherà il target 2020 e 2030

ROMA – Si deve, in Italia come altrove, “riconvertire il sistema industriale e ottenere energia pulita per tutti e a basso costo“, queste sono solo alcune delle “sfide straordinarie che l’Italia e l’Ue devono affrontare perché questa è l’unica via per garantire un benessere equo e durevole alle future generazioni”. Ciò detto, “se non affrontiamo questo cambiamento profondo mineremo il modello di società europeo e i sistemi democratici”. Si delinea però “un quadro non confortante, nonostante i progressi in alcuni campi siamo ben lontani dai target previsti, e di questo passo l’Italia non raggiungerà né l’obiettivo al 2020 né quelo al 2030″. Roberto Fico, presidente della Camera, lo dice intervenendo alla giornata conclusiva del Festival dello Sviluppo sostenibile, oggi all’Aula dei gruppi di Montecitorio.

Si deve diffondere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite

Si deve quindi “diffondere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite, della quale purtroppo si sottovaluta l’esistenza”, segnala Fico, per dirigersi verso “un nuovo modello di sviluppo capace di combinare in modo equo i diritti sociali e la tutela dell’ambiente”. Serve quindi “un punto di svolta” per “uscire dalla logica della crescita a tutti i costi e a ogni costo”, aggiunge il presidente della Camera, per rompere “il rapporto con il Pil e col deficit pubblico”, nella direzione di “garantire a tutti un lavoro adeguato e risorse per una vita dignitosa” agendo in tutto ciò per “non abbassare il costo del lavoro” oltre certi livelli.

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Occorre cambiare rapidamente passo con scelte pubbliche che guardino al futuro

Insomma, “occorre cambiare rapidamente passo con scelte pubbliche che guardino al futuro”, dice Roberto Fico, presidente della Camera, e “non per risultati immediati ma poi rivelatisi effimeri”. Quindi “il Parlamento ha cominciato gradualmente a muoversi nelle giusta direzione” e “valuterò ogni iniziativa utile per promuovere questo processo”, conclude l’inquilino di Montecitorio, cosciente però che “nessun intervento pubblico da solo potrà bastare senza un profondo salto culturale dei consumatori e di tutti gli attori economici e sociali”.

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13 Giugno 2018
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