Intervista ad Alessandro Cardelli, presidente del gruppo consiliare Pdcs - DIRE.it

San Marino

Intervista ad Alessandro Cardelli, presidente del gruppo consiliare Pdcs

SAN MARINO – Il Capogruppo del Pdcs, Alessandro Cardelli, inaugura le serie di interviste ai Presidenti dei gruppi consiliari a cura di SMNA. Nelle sue risposte, il bilancio dell’attività del suo partito al debutto sul fronte dell’opposizione, le accuse rivolte ai vertici di Banca Centrale rispetto le scelte sul sistema bancario ma anche a un governo e una maggioranza “che si stanno dimostrando complici” di azioni dannose al comparto e al Paese e causa stessa dell’emergenza liquidità verso le banche di oltre confine. “Con la Dc al governo- assicura- tutto questo non sarebbe successo”. Ma non solo banche: il capogruppo del Pdcs mette in fila le proposte di riforma avanzate da via delle Scalette e su cui auspica il confronto con governo e maggioranza. A partire dal progetto di legge “per far ripartire l’economia”, rispetto cui- fa sapere- la Dc non intende rinunciare alla tutela dei sammarinesi”. Inaccettabile quindi è l’omologa proposta del governo che, al contrario, “prevede l’apertura del mercato del lavoro senza alcun limite di assunzione- stigmatizza infine- con la possibilità per una azienda di assumere anche tutti frontalieri”.

Di seguito l’intervista integrale.

Le ultime elezioni hanno confermato il Pdcs primo partito del Paese, ma gli hanno affidato il ruolo di partito capofila dell’opposizione, che sta assolvendo con scrupolo e determinazione. Secondo Lei, che è capogruppo, quali sono i risultati più importanti dopo sei mesi di attività consiliare all’opposizione, ottenuti dalla Dc?

Il primo dato sicuramente riguarda l’attività che il nostro Gruppo Consiliare sta svolgendo dentro l’Aula: nonostante la legge elettorale che ci ha notevolmente penalizzato a livello numerico, siamo il Gruppo che interviene maggiormente, che ha depositato più materiale e proposte dall’inizio della legislatura, questo è dovuto al grande lavoro che svolgono i nostri Consiglieri, ma anche grazie alla base del Partito che ci è di grande supporto in questa azione. Nel concreto però, a mio avviso, ci siamo distinti su due temi, il primo è quello bancario, dove da mesi stiamo facendo una azione molto forte a difesa del sistema, che invece vediamo messo in enorme difficoltà da quanto stanno facendo Governo e Banca Centrale. In questo siamo riusciti nella “impresa impossibile” di riuscire a fare fronte comune con tutta l’opposizione, anche con movimenti che per storia e impostazione sono l’opposto rispetto a noi. Se forze politiche così diverse, su un tema come quello bancario, stanno facendo fronte comune è perché in ballo c’è il mantenimento della sovranità e del benessere del Nostro Paese, e non possiamo permettere che questo venga messo in discussione da un governo sordo e poco trasparente nelle sue scelte.

Vorrei sottolineare una cosa. la Dc oggi non vuole e non ha intenzione di nascondere niente e nessuno, chiediamo che si faccia chiarezza su tutto quello che è avvenuto nel recente passato, a dimostrazione di questo abbiamo da mesi richiesto una Commissione di Inchiesta su eventuali legami tra poteri forti, banche e Istituzioni Pubbliche, a cui si aggiunge la richiesta di pubblicare i grandi debitori delle banche. A entrambe non ci è ancora stata data risposta.

Altro punto fondamentale nonostante il nostro ruolo di opposizione, rimane la proposta, la nostra vera forza. Siamo l’unica forza politica di opposizione che ha portato importanti progetti per affrontare i problemi della nostra economia. Una legge sullo sviluppo economico e un progetto di rilancio e risoluzione dei problemi sulla questione bancaria.

Nell’ultimo Consiglio grande e generale lei ha messo in guardia l’Aula da “una grossa crisi di democrazia e rappresentatività nel Paese”, per il fatto che “c’è un potere che sta incidendo su altri poteri istituzionali”, a chi si riferiva?

Ai vertici attuali di Banca Centrale. Nel mio intervento in Consiglio ho parlato volutamente di una “Banca Grande e Generale”, perché l’impressione che abbiamo da mesi è che le scelte strategiche sul sistema bancario vengano prese direttamente da Presidente, Direttore e relativo staff, e poi successivamente tutte avvallate dal Governo e maggioranza, che si stanno dimostrando complici. Questo non è possibile. Banca Centrale in questi mesi non solo ha sempre chiuso la porta a tutti per il confronto, ma ha anche diffuso notizie fondamentali- e che in alcuni casi dovevano rimanere riservate in quanto dati sensibili per il sistema- le abbiamo apprese da quotidiani stranieri, questo è gravissimo! Ci si aggiunge poi il Commissariamento di Asset Banca (oggi in Lca ndr*) e l’azione su Cassa di Risparmio, con le relative conseguenze. Tutto questo ha portato il sistema in enorme difficoltà. Quello che mi chiedo è: Banca Centrale e Governo non si stanno rendendo conto degli enormi danni che stanno creando le loro azioni? Ormai è sotto gli occhi di tutti l’enorme fuga di liquidità verso l’esterno e la totale perdita di credibilità del sistema. Questi sono danni enormi e la paura più grande è che Banca Centrale per mettere mano a tutto questo, invece di evitare prima le fughe di liquidità, come doveva essere fatto, decida di sopperire alla crisi di liquidità con un prestito internazionale. Oltre al danno la beffa.

In particolare, quindi il Pdcs ha tenuto la guardia alta sull’attività di governo e maggioranza su sistema bancario e Bcsm che si sono rivelati, per l’opposizione, dei punti di debolezza. E su cui c’è lo scarto più grande rispetto alle iniziative intraprese. Se domani il Pdcs fosse al governo, quale sarebbe il primo intervento “correttivo” sul sistema bancario che metterebbe in atto? E ancora: Romito, Grais e Savorelli rimarrebbero ai loro posti?

La vera urgenza oggi è allentare la tensione sul sistema bancario e ricreare la fiducia nei sammarinesi. L’emergenza, come accennato in precedenza, è la fuoriuscita enorme di liquidità verso le banche del circondario. La differenza rispetto al passato però è che per la prima volta sono i sammarinesi a farlo, perché hanno paura di perdere o vedere i propri risparmi bloccati, come sta avvenendo in questi giorni ai correntisti Asset. Sono consapevole che sia una dichiarazione forte, ma con la Dc al governo, tutto questo non sarebbe successo, il governo si deve assumere la responsabilità delle azioni che ha messo in campo in questi mesi, assieme a Grais e Savorelli. Di sicuro l’azione degli attuali vertici di Banca Centrale in questi ultimi mesi è da bocciare, in quanto totalmente negativa per il sistema. Per il futuro credo che invece che guardare sempre a professionisti esterni, per ruoli di questo tipo sia doveroso guardare a dei sammarinesi. Tornando al discorso della fiducia la prima cosa da fare è aprire il confronto. In primis con l’Associazione Bancaria Sammarinese, grande esclusa in questi mesi, poi con parti sociali e cittadinanza. Da qui poi partire a trovare una soluzione di sistema per gestire il problema dei crediti non performanti. Il nostro Partito la settimana scorsa- e nelle prossime settimane organizzeremo degli incontri pubblici- ha già formulato la proposta di un veicolo a partecipazione maggioritaria pubblica, ma anche privata che possa gradualmente far fronte alla questione Npl senza incidere nell’immediato con esborsi enormi o indebitamento del sistema verso soggetti esteri. Questo per evitare tensioni e costi per la collettività. Poi tutta la fase di ricostruzione del sistema bancario, che dovrà riconvertirsi ma anche aprirsi a nuovi mercati. Solo a titolo di esempio, nella nostra legge sviluppo per affrontare la questione dei crediti bancari abbiamo previsto la possibilità di facilitare l’intestazione di immobili a non residenti, ma anche di concedere la residenza fiscale a chi deposita denaro in banche sammarinesi.

Su Romito, le dimissioni da Presidente e membro del Cda di Cassa di Risparmio, è un atto dovuto, non capiamo per quale ragione Banca Centrale, governo e maggioranza, in questo caso a differenza di altri continuino a difendere un soggetto che non ha i requisiti di legge.

Pdl Sviluppo: vi siete impegnati a lavorare ad un tavolo comune con la maggioranza per giungere ad un testo condiviso. A cosa non rinuncerete? Quale è la priorità delle priorità: facilitare l’occupazione dei sammarinesi o difendere la piccola media impresa locale o far entrare nuove imprese sul territorio?

Sono tre aspetti che vanno di pari passo e che per far ripartire l’economia bisogna affrontare assieme. Nel nostro testo di legge li affrontiamo tutti, a titolo di esempio, per favorire l’occupazione sammarinese abbiamo previsto numerosi incentivi a giovani e ultracinquantenni. Per la piccola media impresa, abbiamo messo nel testo una revisione della SMAC CARD che possa renderla più semplice e meno burocratica, ma anche interventi per sburocratizzare e rendere più facile l’operatività delle piccole imprese. Per portare nuove aziende, abbiamo previsto la revisione dell’Art 73 della legge IGR, abbassando i limiti occupazionali richiesti per accedere alle esenzioni fiscali e introdotto lo strumento della residenza fiscale, per gli amministratori di società ma anche per chi porta denaro nelle banche sammarinesi o acquista un immobile.

Mi auguro che con la maggioranza si possa discutere e trovare una soluzione comune per il paese, il tutto però con estrema urgenza, perché se da un lato da mesi si parla solo di banche, le emergenze da affrontare sul quotidiano, rilancio economico in primis, sono tantissime. Su cosa non rinunceremo mai? La tutela dei sammarinesi, la proposta del governo che prevede l’apertura del mercato del lavoro senza alcun limite di assunzione, con la possibilità per una azienda di assumere anche tutti frontalieri, non è accettabile.

Adesso.sm ha mantenuto diverse “promesse elettorali”, ad eccezione dell’annunciata Reggenza di Garanzia per cui è necessario un intervento di riforma istituzionale. Su questo, pensare che sia possibile trovare un accordo, magari includendo anche una modifica della legge elettorale che avete sollecitato più volte affinché il voto possa portare a una maggioranza più rappresentativa del Paese? Quali sono inoltre le riforme prioritarie che il Pdcs ritiene urgenti e su cui invece, per Lei, governo e maggioranza “perdono tempo”?

Premetto che le promesse elettorali sono state mantenute solo sulla carta. A parte qualche piccolo slogan, il paese è completamente fermo. Se chiedete ai cittadini, non sanno neanche cosa hanno fatto in questi mesi gran parte delle Segreterie di Stato. Sulla Reggenza di Garanzia, la posizione del nostro partito è da sempre contraria, vedremo cosa farà il governo. Sulla modifica della legge elettorale ben disponibili a discuterne. Il problema di questa legge è che oggi una maggioranza che al primo turno aveva il 32% dei consensi, sta in maniera autoreferenziale continuando a prendere decisioni che riguarderanno il futuro di San Marino per decenni, senza neanche confrontarsi. A titolo di esempio abbiamo chiesto nell’ultimo Consiglio che un eventuale indebitamento estero dello Stato venga preso con la maggioranza dei 2/3 dell’Aula, proprio a garanzia dell’intero paese. Ci è stato detto di no anche qui. Purtroppo se il Governo continuerà in questo modo, nonostante le nostre continue richieste è molto difficile confrontarsi.

Sul tema delle riforme intanto ci piacerebbe iniziare dalle due proposte di sistema che abbiamo proposto, la prima sull’economia e la seconda sulla gestione della situazione bancaria. Poi tanti altri sono i temi che in questi mesi abbiamo sollevato, ma su cui il governo non sta dando risposta, Infrastrutture, Interventi di efficientamento e sburocratizzazione della PA, Negoziato con l’Europa, riforma Universitaria e Scolastica.

13 giugno 2017
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