In USA 30mila morti l’anno per armi da fuoco

armiROMA  – La diffusione delle armi piccole e leggere solo nel 2015 ha provocato oltre 12.000 vittime e “mass shooting” in circa 100 aree metropolitane. Lo denuncia una nota dell’Iriad-Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, secondo cui il dibattito ora apertosi se gli ultimi episodi di violenza negli USA siano ascrivibili al terrorismo, all’omofobia, all’emarginazione sociale o alla follia appare tralasciare la questione della disponibilità e facilità con cui armi piccole e leggere anche da guerra sono reperibili sul territorio nordamericano.

Gli USA sono tra i paesi la cui popolazione è tra le più armate al mondo: vi sarebbero ben 89 armi ogni 100 abitanti su un totale di 270 milioni di armi in circolazione nel paese. Di fatto, è oltre il 40% maggiore rispetto a quello che si ha in Yemen, secondo solo agli Stati Uniti con 54,8 armi da fuoco ogni 100 abitanti. Il mercato americano è il maggiore in assoluto, quello dove anche i narcotrafficanti latinoamericani si riforniscono oltrepassando la frontiera messicana in uno scambio di droga con armi. L’Archivio Disarmo ha realizzato una ricerca sul problema della diffusione di queste armi negli Stati Uniti. L’inchiesta evidenzia “la forte riluttanza della popolazione ad un pur minimo controllo delle vendite nel settore, proposte avanzate in tal senso dallo stesso presidente Obama, incontrando diffuse resistenze anche bipartisan tra repubblicani e democratici. Il report di Maged Srour “Gli Stati Uniti e le armi da fuoco. L’utilizzo delle armi leggere in America: tra salvaguardia di un diritto e garanzia della sicurezza” mette in evidenza che negli Stati Uniti ogni anno oltre 30.000 persone rimangono uccise dalle armi da fuoco. Inoltre, la media giornaliera è di 30 vittime e la metà di loro sono giovani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni; un terzo sono giovanissimi, di età sotto i 20 anni”.

13 Giugno 2016
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