Fidene, parla la titolare della farmacia: “Quattro rapine al mese, io chiudo”

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ROMA – “Non è più sostenibile, non possiamo più lavorare in questo modo. Ho subito tre rapine in un mese, questa è la quarta, ne subiamo una ogni due giorni. È impossibile continuare così… Sono malata di cuore e ho subito diversi interventi, sono a casa perché non posso stare in piedi. Non posso sopportare che mio figlio abbia una pistola puntata sulla testa“. Lo ha detto all’Agenzia DIRE Mariassunta Florio, titolare della farmacia di Fidene (a Roma) che questa mattina ha subito una rapina mentre al bancone dell’esercizio era al lavoro il figlio, rimasto in stato di shock.

“Ho chiamato mio figlio- ha proseguito- lui non mi aveva avvertito e non sapevo neppure che gli avessero sparato. In farmacia c’erano persone inermi, tra cui bambini, ferite… Potevano rimetterci le penne oggi. Sto malissimo, non possiamo più vivere in queste condizioni: guardiamo sempre verso la porta e abbiamo paura di chi possa entrare. Anche se in farmacia entrano brave persone, con il cappellino e gli occhiali, noi siamo terrorizzati comunque”.

Racconta ancora la titolare della farmacia all’Agenzia DIRE: “Abbiamo attivato le telecamere in diretto contatto con le forze dell’ordine, ho speso 6.500 euro per installarle. Fortunatamente sono intervenuti i carabinieri e bisogna fargli un applauso. Grazie a dio li ho avuti in pianta stabile per dieci giorni, uno fuori e uno dentro, per poter prendere questa persona che non è neanche, mi dicono, quello che è venuto le tre volte precedenti. Un soggetto veramente cattivo, che ha sparato a destra e a manca”.

Il comandante dei carabinieri, aggiunge Florio, conosce “questo personaggio ed è uno di quelli che entrano ed escono dalla prigione. So che in farmacia ci sono bozzoli e sangue dappertutto… Questa mattina mio figlio si è salvato, ma purtroppo un povero carabiniere è gravissimo all’ospedale. Non è giusto. I carabinieri devono fare altro, devono controllare la serenità di tutti e devono assicurarsi che vengano applicate le leggi. Chiediamo la certezza della pena”.

“Uno entra e uno esce, da solo: ci mette 55 secondi per mettere terrore, prendere i soldi e sparire– conclude la titolare della farmacia di Fidene- Abbiamo i figli che lavorano in farmacia, non so che cosa possiamo fare di più. Io ho una certa età ma sono forte, ne abbiamo subite tante di rapine, non solo io ma tutta la categoria. Sinceramente rimettere mio figlio in quella posizione e in quel luogo, bhè, io ci penserò dieci volte. Preferisco chiudere la farmacia“.

di Carlotta Di Santo, giornalista professionista

13 Giugno 2016
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