Cultura, al via la mostra sui 50 anni dell’Icm di Gorizia

FVGTRIESTE – Compie cinquant’anni l’idea, nata a Gorizia, di unire culturalmente la Mitteleuropa divisa all’epoca da un Muro. Un’idea che è stata, e lo è ancora oggi, la ragione sociale dell’Istituto per gli incontri culturali mitteleuropei (Icm) del Friuli Venezia Giulia. E fra gli eventi organizzati per celebrare la ricorrenza è stata inaugurata ieri la mostra “Fratelli. I cinquant’anni degli Incontri Culturali Mitteleuropei“, allestita all’interno Palazzo Attems Petzsestein a Gorizia e che ripercorre il mezzo secolo di storia dell’Istituto. L’Amministrazione regionale ha da sempre, fin dal 1966, sostenuto l’iniziativa dell’Icm, che ebbe il merito di aver unito con la cultura, in un clima politico non certo favorevole, questa parte di Europa separata dalla Cortina di ferro.

Questo il concetto espresso nel suo indirizzo di saluto dall’assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti, il quale ha ricordato lo spirito fondatore dell’Icm, che innestò l’amicizia e il dialogo fra le diverse anime – latina, slava e tedesca – che popolano l’area centrale del vecchio continente. Sottolineando l’attualità del ruolo dell’Icm, l’assessore Torrenti ha anche evidenziato l’importanza che l’attività culturale di confronto e di studio dell’Istituto coinvolga anche le giovani generazioni, per dare prospettiva ad un’azione che ha avuto il merito storico di superare le divisioni e le differenze.

Da parte sua, il presidente dell’Icm Fulvio Salimbeni, ha dichiarato che l’Istituto non a caso è sorto in una Gorizia, “geograficamente marginale in Italia, ma centrale in Europa”. “Si volle da subito – ha spiegato – intraprendere il progetto di una cultura attiva ed operante, con dei protagonisti prestigiosi e di livello come Giuseppe Ungaretti, che in quel lontano 1966 partecipò al primo incontro testimoniando il significato del suo messaggio poetico dedicato alla Grande Guerra: quei ‘Fratelli’ che da nemici furono costretti a combattersi l’uno contro l’altro”. “Oggi l’orizzonte per l’Europa – ha detto ancora il presidente Salimbeni – non è sereno, perché il nuovo secolo si è aperto con i rigurgiti di nuovi muri. Anche per questo – ha concluso – l’attività svolta dall’Icm rimane straordinariamente importante”.

Fra i presenti all’apertura della rassegna anche Renato Tubaro, l’ultimo dei fondatori dell’Icm ancora in vita, che nel suo intervento ha citato con orgoglio il riconoscimento che l’Istituto ricevette dalla stampa internazionale per “aver rappresentato l’istituzione culturale che più aveva fatto in Europa per erodere quella Cortina di ferro che separava l’Est dall’Ovest. All’inaugurazione della mostra hanno partecipato anche il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta e l’assessore al Bilancio del Comune di Gorizia Guido Germano Pettarin. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 12 giugno: dal mercoledì alla domenica con orario 10-17, il giovedì dalle 10 alle 19, mentre rimarrà chiusa il lunedì e il martedì.

13 Mag 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»