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Siria, Lavrov: “L’attacco chimico è una messa in scena anti-russa”

ROMA – Mosca ha “prove inconfutabili” che l’attacco con armi chimiche a Douma e’ “una messa in scena” parte di “una campagna russofobica”: cosi’ oggi il ministro degli Esteri Sergej Lavrov sulla crisi in Siria.

Nel corso di una conferenza stampa, Lavrov ha denunciato il coinvolgimento di servizi segreti di un Paese straniero, che non ha pero’ nominato. “Dio non voglia – ha aggiunto il ministro – che in Siria vi siano azioni avventate come quelle in Libia o in Iraq”.

Le dichiarazioni sono state rilasciate alla vigilia dell’inizio delle indagini sull’attacco a Douma da parte degli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac).

AMBASCIATORE ISRAELE: PREOCCUPATI, PROTEGGEREMO NOSTRI CONFINI

Il confine di Israele con la Siria è “tranquillo dal 1973, gli ultimi eventi ci preoccupano molto e vengono in realtà da 7 anni di guerra civile in Siria“. Israele non è parte di questo conflitto, ma “ha bisogno di assicurarsi che nessuna forza ostile raggiunga i nostri confini”. Lo dice l’ambasciatore israeliano Ofer Sachs, a margine della presentazione della festa per i 70 anni dalla nascita di Israele.

L’Iran è il principale fattore destabilizzante nella regione e sta provando a stabilire una presenza permanente in Siria e Libano creando un corridoio tra Teheran, Damasco e Beirut”. Sachs invita a riflettere sul “fallimento” nella gestione della vicenda siriana.

“Noi siamo molto preoccupati dalla situazione in Siria, stiamo osservando quello che farà il resto del mondo nei prossimi due giorni”, conclude l’ambasciatore, sottolineando “l’orrore per l’uso delle armi chimiche”.

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13 aprile 2018
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