Giornate Fai, 23 e 24 marzo nel segno del dialogo tra popoli

Otre 1.100 disseminati in 430 località italiane i siti aperti in via straordinaria
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ROMA – Il Palazzo della Consulta e il Palazzo della Rovere a Roma, Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno, la Fabbrica del carro trionfale della festa della Bruna a Matera e il Castello cinquecentesco a Melegnano, a Milano. E ancora, la Passeggiata del Re a Torino, le opere di Street art Silos al porto di Catania, il Palazzo Ducale di Modena e la Nave Italia a La Spezia. Sono in tutto oltre 1.100 disseminati in 430 localita’ italiane i siti aperti in via straordinaria per il ritorno delle Giornate Fai di Primavera, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo.

Arrivata alla sua 27esima edizione, la manifestazione quest’anno promette di essere “una grande festa di piazza dedicata ai beni culturali”, con un fil rouge tutto nuovo: ‘Fai ponte tra culture’ e’ il tema scelto per le Giornate di Primavera 2019 con cui il Fondo ambiente Italia si propone di ampliare e raccontare le diverse influenze culturali straniere disseminate nei beni aperti in tutta Italia. Per approfondire la fusione tra diverse tradizioni, il Fai quest’anno ha scelto circa cento volontari di origine straniera che racconteranno ai visitatori gli aspetti storici, architettonici e artistici tipici della loro cultura presente nelle bellezze artistiche italiane.
“Il carattere della nostra patria sta nelle contaminazioni e nelle influenze che non sono infezioni, ma opportunita’ molteplici”, ha detto il presidente del Fai, Andrea Carandini.

“Cio’ che mi piace delle Giornate Fai- ha aggiunto il ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali, Alberto Bonisoli- e’ la ripetitivita’ e la prevedibilita’: abbiamo bisogno di cose sistematiche che dettano il ritmo della nostra attenzione ai beni culturali. In Italia ci sono delle specificita’ che cambiano a pochi chilometri di distanza. Non e’ un caso, l’uomo ci ha messo del suo, e’ il frutto di tante civilta’ assorbite in modo diverso”.

BONISOLI: POSITIVO SE REGIONI ATTIVE SU BENI CULTURALI

“La valorizzazione di tutto il patrimonio culturale italiano e’ uno dei temi dell’Autonomia regionale. Una delle richieste che arrivano dalle Regioni e’ anche di poter essere un po’ piu’ attive, e penso che la cosa sia positiva, nel partecipare alla valorizzazione di alcuni dei nostri beni”. Lo ha detto il ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali, Alberto Bonisoli, a margine della presentazione delle Giornate Fai di Primavera.

“A mio avviso, ci sono delle situazioni specifiche dove l’input, l’operativita’ e la disponibilita’ di una Regione puo’ essere utile. Ci sono musei nazionali che onestamente devono rimanere in capo allo Stato per ovvie ragioni- ha specificato- perche’ stiamo parlando di monumenti che tutto il mondo conosce, e qualsiasi cosa faccia lo Stato, alla fine e’ sempre l’ultimo responsabile. Dal punto di vista dell’Autonomia regionale ci sono degli spazi di dialogo, in alcuni casi ci siamo gia’ messi a disposizione per ragionare con alcune Regioni”.

Bonisoli ha poi ricordato il caso della Francia, dove “lo Stato ha un impatto diretto su meno di 30 musei nazionali. questo Ministero, invece, e’ responsabile di circa 500 musei. Questo da’ l’idea della differenza. Ovviamente stiamo parlando di situazioni che vanno dagli Uffizi al singolo palazzo o alla rocca, sono cose completamente diverse, ed e’ la ragione per cui vedo degli spazi di dialogo con le Regioni, se queste ovviamente ne saranno interessate”.

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13 Marzo 2019
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