Calciatori e ballerine? No, i modelli dei giovani sono i genitori

ROMA – “Non è vero che gli studenti si riconoscono nei calciatori e nelle ballerine. I loro personaggi di riferimento li ritroviamo nella letteratura, nella filosofia e nella storia. E a sorpresa ai primi posti compaiono la madre, il padre e i nonni“. A dirlo a gran voce è Pietro Lucisano, professore del dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione dell’Università degli studi di Roma La Sapienza, coautore della ricerca ‘Teen’s Voice: valori, contesti e lavoro‘, realizzata insieme alla ricercatrice Emiliane Rubat Du Merac e al Campus Orienta-Il Salone dello Studente.

TRA I MODELLI MANDELA, GANDHI E MONTALCINI

“A seguire nella scelta dei modelli appaiono Nelson Mandela, Rita Levi Montalcini, Martin Luther king, Ghandi, Albert Einstein e Leonardo Da Vinci, mentre “la politica c’è- spiega lo studioso- se la intendiamo con Gandhi, Falcone, Borsellino, Berlinguer, Benito Mussolini, Carl Marx e Giulio Cesare”.

La scuola ha quindi un “rilievo importante- ribadisce – dal momento che i ragazzi scelgono Seneca e Socrate non perché lo hanno visto alla tv, e leggono Oscar Wilde non perché lo abbiano visto in libreria”.

SNOBBATA LA POLITICA CONTEMPORANEA

Inoltre, dalla ricerca emerge che la politica contemporanea non è riconosciuta. “Berlinguer ha avuto 15 scelte, mentre Renzi, Di Maio e Salvini solo 1”.

INTERNET? PRIMA COMPITI, MUSICA E FILM

Un’altra falsa credenza sui giovani riguarda il loro rapporto con la rete: “Non siamo in presenza di un uso sconsiderato. La rete ha un peso importante nella giornata dei ragazzi ma la maggioranza del tempo che le dedicano è rivolta ad attività legate all’apprendimento (40% del tempo), come fare i compiti (11%), acquisire conoscenze (8%), imparare a fare cose pratiche (8%), studiare una lingua straniera (7%), leggere notizie (6%).

Al secondo posto troviamo le attività di intrattenimento (33%) come guardare video e film (14%), ascoltare la musica (13%) e giocare (6%). Al terzo posto, infine, le attività sociali (27%) come chattare (14%) e andare sui social (13%)”.

Come vedono i giovani la società in cui vivono? “Ogni anno vediamo un campione di oltre 2.000 ragazzi distribuito su 716 comuni su 7.978, 78 province su 107 e 18 regioni su 20. La percezione del contesto che emerge- continua Lucisano- è abbastanza realistica, ma negativa”.

PERCEZIONE DEL CONTESTO

“I giovani vogliono un mondo bello, con una scuola che li educhi al bello (84%), dove sia rispettato l’ambiente (95%), ma questa aspirazione non impedisce loro di leggere i limiti del contesto in cui vivono. Il 64% degli intervistati dichiara che nel luogo in cui vive c’è povertà, in maggioranza al Sud (74%)”.

APERTURA NEI CONFRONTI DEGLI STRANIERI

“Il 91% dei ragazzi ritiene doveroso rispettare le differenze etniche e religiose. Solo il 15% dichiara di essere favorevole a regole diverse per italiani e gli immigrati. La maggioranza di loro sostiene che tutti debbono avere gli stessi diritti anche se si aspettano che chi viene nel nostro paese si adatti al nostro modo di vivere (59%). L’apertura nei confronti degli stranieri è sostenuto al 28% al Sud, al 36% al Centro e al 42% al Nord”.

RAPPORTO CON L’AMBIENTE

“L’80% dei giovani del Nord si considera soddisfatto degli spazi in cui vive, percentuale che cala al 37% al Sud. Il rispetto dell’ambiente è percepito negativamente ovunque, mentre il ‘Si respira bene’ è stato detto solo dal 50%”.

RAPPORTI UMANI

“Meno del 50% degli intervistati percepisce il contesto poco solidale nei rapporti umani. Il giudizio dei giovani è severo sulla qualità dei rapporti tra le persone: solo il 19% dei giovani ritiene che siano buoni”.

SERVIZI E ATTIVITA’ CULTURALI

“In merito ai servizi, solo il 46% dei ragazzi dichiara di avere accesso al wi-fi nel proprio territorio. Non ci sono attrezzature per i disabili (68%), per molti non c’è un cinema (37%) e le strade non sono sicure (58%). Desolante anche il quadro delle offerte culturali, soprattutto al sud, dove solo il 27% si ritiene soddisfatto, a differenza del nord (60%). In positivo sono le attività sportive, mentre le biblioteche spaccano il paese: il 72% vi accede al Nord contro il 23% al Sud”.

Un ultimo punto affrontato dal professore è la possibilità di trovare lavoro dopo gli studi universitari. “Su 175 mila laureati dell’Università la Sapienza, intervistati dal 2008 al 2017, è emerso che il lavoro non si trova e che c’è povertà per il 56% dei giovani. Situazione che peggiora al Sud poiché sale al 73%. Ai valori dei ragazzi- conclude Lucisano- fa riscontro un mondo in cui questi valori non si rispecchiano”

13 Marzo 2018
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