Al cinema arriva 'Tonya', storia della pattinatrice che sconvolse l'America

Costume e Società

Al cinema arriva ‘Tonya’, storia della pattinatrice che sconvolse l’America

ROMA – Uscirà nelle sale italiane il prossimo 29 marzo ‘Tonya’, film che ripercorre la vita della pattinatrice sul ghiaccio Tonya Harding, interpretata da Margot Robbie. Quest’ultima, candidata all’Oscar come migliore attrice protagonista, il 4 marzo non è riuscita ad aggiudicarsi l’ambita statuetta che è andata a Frances McDormand, per il film ‘Tre manifesti a Ebbing, Missouri’. ‘Tonya’ non è comunque passato inosservato nella notte più importante del cinema: grazie alla sua magistrale interpretazione Allison Janney (che nel film impersona la madre di Tonya) si è aggiudicata il premio Oscar come miglior attrice non protagonista.

La storia controversa della pattinatrice Tonya Harding

La pellicola racconta più o meno fedelmente la storia della pattinatrice Tonya Harding, divisa tra un marito violento e una madre con cui intrattiene un rapporto di amore e odio. Tonya è una dinamite: con una grinta e un carattere assolutamente fuori dal comune, non riesce ad uniformarsi alle rigide regole che il mondo del pattinaggio le impone: mentre le sue compagne di squadra indossano costumi costosi e acconciature alla moda, lei va in giro con i vestiti stracciati, la sigaretta sempre in bocca e i capelli spettinati. Nonostante il carattere turbolento la ragazza mostra fin da giovanissima una grande grinta, tanto da essere la prima pattinatrice americana ad eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale, seconda al mondo solo dopo la pattinatrice Midori Ito. Nel film vengono inoltre raccontati gli episodi del 1994 che resero tristemente celebre la Harding: la pattinatrice americana Nancy Kerrigan che si contendeva il titolo di campionessa nazionale con Tonya fu colpita ad un ginocchio dopo una sessione di allenamento. Dopo una serie di indagini emerse che fu proprio Jeff Gillooly, ex marito di Tonya, ad aver pagato l’aggressore che assalì la Kerrigan con una spranga. A rischio squalifica dalle olimpiadi di Lillehammer del 1994, Tonya ammise pubblicamente di essere completamente all’oscuro del piano architettato dal marito per tagliare fuori la rivale. Grazie a queste dichiarazioni a Tonya fu consentito di gareggiare alle Olimpiadi, ma, ironia della sorte, durante l’esibizione sbagliò il primo salto, iniziando a piangere in mezzo alla pista e avvicinandosi poi ai giudici mostrando il laccio del pattino spezzato; alla Harding fu concesso allora di ripetere l’esibizione una seconda volta, che le valse però solo l’ottava posizione. La collega Kerrigan ripresasi dall’infortunio ottenne invece la medaglia d’argento, piazzandosi al secondo posto, immediatamente dopo l’ucraina Oksana Bajul. Poco dopo le Olimpiadi la Harding si dichiarò colpevole di aver ostacolato le indagini per difendere il marito; la pattinatrice fu allora accusata di essere coinvolta nell’aggressione alla Kerrigan e fu bandita a vita dalla federazione americana, condannata a tre anni di libertà vigilata, a 500 ore di servizi sociali e a pagare una multa di 160.000 mila dollari. Tra il dramma e la commedia, ‘Tonya’ è senz’altro una pellicola appassionante in grado di tenere incollati gli spettatori alle vicende della pattinatrice interpretata da una Margot Robbie più energica che mai.
13 marzo 2018
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