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Patate su Marte, è già nato il cibo extraterrestre

ROMA – Il futuro dell’alimentazione marziana è scritto nei tuberi. Uno studio condotto dall’International Potato Center in stretta collaborazione con il Centro Ames della Nasa ha dimostrato che sì, sul pianeta rosso possono crescere le patate.

I germogli sono sbocciati dalla terra arida del deserto di Atacama, in Perù, conservata all’interno di un CubeSat: la replica più vicina possibile al suolo di Marte. L’esperimento, apparentemente, è costato meno sforzo di quello richiesto dalle circostanze all’astronauta cinematografico Matt Damon, nel film The Martian costretto a sopravvivere sul pianeta rosso proprio mangiando patate coltivate in serra con mezzi di fortuna (LEGGI QUI).


L’esperimento dell’International Potato Center non è solo un tassello in più nel progetto di colonizzazione di Marte, ma apre anche nuove strade per l’agricoltura sulla Terra. Se è stato possibile far germogliare le patate addirittura in un terreno extraterrestre, perché non riuscirci nelle zone più siccitose del nostro pianeta?

Lo scopo del centro di ricerca è proprio questo: salvare dalla fame milioni di vite con agricoltura d’avanguardia.

E allora ecco l’esperimento guidato dalla Nasa, nato per cibare i primi colonizzatori di Marte, ma anche per aiutare gli 842 milioni di terrestri che rischiano di morire di fame. La serra che un giorno sarà attivata su Marte è stata oggi ricostruita all’interno di un CubeSat, un satellite in miniatura leggero e a forma di cubo. La terra arriva dalle Pampas de La Joya, una zona nel distretto peruviano di Arequipa. Le caratteristiche dell’area sono principalmente due, la salinità del suolo e la sua aridità. E’ il terreno più simile a quello del pianeta rosso mai trovato sulla Terra.

All’interno del CubeSat sono riprodotte le temperature marziane, la pressione, la presenza di ossigeno e di anidride carbonica così come se ci si trovasse davvero su Marte. Inoltre, c’è anche una webcam che ha permesso a tutto il mondo di vedere i primi germogli ‘extraterrestri’ del futuro. Perché nascano le patate, però, c’è bisogno di qualcos’altro. Il terreno va innaffiato con acqua arricchita da nutrienti. Se queste condizioni saranno replicate su Marte nulla vieta che le patate siano il primo alimento per gli astronauti apripista della colonizzazione del pianeta.

Ma perché proprio le patate? La scelta è stata dettata da diversi fattori. Innanzitutto la straordinaria capacità di questo tubero di crescere sia sul livello del mare che a quasi cinquemila metri di altitudine, nelle sue 4.500 varietà adatte a tutti i climi. Le patate sono oltretutto un’ottima fonte di carboidrati, ma anche di vitamina C, vitamina B, ferro, potassio e zinco.

Jan Kreuze, biochimico dell’International Potato Center ha spiegato: “Uno dei motivi per cui siamo coinvolti in questo progetto è proprio perché ci permette di imparare tanto su come queste piante possano adattarsi a condizioni estreme”. Le stesse condizioni estreme in cui potrebbe trovarsi la Terra a causa dei cambiamenti climatici.

L’esperimento ‘Potatoes on Mars’ era iniziato il 14 febbraio del 2016, sotto la supervisione dell’Università di Ingegneria e Tecnologia (Utec) di Lima. E’ stato il suo team a creare l’ambiente all’interno del CubeSat in cui è stato piantato il tubero oggi germogliato.

Dallo studio è emerso che i futuri coltivatori marziani dovranno prima preparare il suolo, allentandolo, e provvedere poi ai nutrienti per far arrivare ai tuberi aria e acqua sufficienti. Nulla vieta che queste buone pratiche siano replicate anche sulla Terra.

Non è la prima volta che vengono tentati esperimenti di coltivazione fuori dalla Terra. Basti pensare che sulla Stazione spaziale internazionale un orto è attivo da dieci anni.

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E’ il lato ‘green’ dello Spazio, quello che punta non solo a preparare la colonizzazione di altri pianeti, ma anche ad aumentare la conoscenza su come coltivare sulla terra in condizioni estreme. Proprio come fa ‘Potatoes on Mars’.

di Antonella Salini, giornalista professionista

13 marzo 2017

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