Quattro domande agli scrittori di Libri Come – risponde Nadia Terranova

1) Il tema dell’ottava edizione di ‘Libri come’ è ‘Confini’, una parola che ha molti significati e che è possibile declinare in vari aspetti: geografici, generazionali, linguistici, immaginari. Cosa rappresenta per te questa parola?

Il verbo greco “orizo” significa sia confinare che sconfinare. Io sono nata nella Magna Grecia, in Sicilia, ovvero su un’isola: il mio unico confine per anni è stato il mare, ho vissuto con intorno la possibilità di andare ovunque e allo stesso tempo l’oppressione di non poter andare da nessuna parte senza l’inventiva e un mezzo, e bisognava trovarli entrambi, sempre. Così cresciuta, come posso prendere sul serio un confine inventato dall’uomo? Chiunque costruisca un muro io lo guardo con pena: chissà se si rende conto di quanto è piccolo e vano il suo gesto.

2) Qual è un autore o un libro di ‘confine’ che ti senti di consigliare in un momento storico in cui di nuovo si alzano muri e la libertà d’espressione è tornata ad essere un elemento critico?

“La frontiera” di Alessandro Leogrande, pubblicato l’anno scorso da Feltrinelli, serve a far capire com’è mobile e illusoria l’idea che alzare un muro serva davvero a dividere le persone, e ci dà la misura esatta dei danni prodotti da quell’idea.

3) Che momento ti sembra per la letteratura italiana? C’è qualche scrittore che ti ha sorpreso?

La letteratura italiana sta bene, sono gli occhi che la guardano (o peggio: non la guardano) di cui non sempre si può dire altrettanto. E allora anche per le altre domande io citerò solo italiani. Qui alcuni romanzi degli ultimi mesi e, sì, sorprendenti: “Ogni spazio felice” di Alberto Schiavone (Guanda) per la spaventosa infelicità familiare descritta in modo essenziale e toccante, “Ultima la luce” di Gaia Manzini (Mondadori) per la precisione della scrittura nel narrare piccoli enormi crolli, “La felicità è una storia semplice” (Einaudi) di Lorenza Gentile perché conferma un personalissimo stile stralunato e agrodolce che non si osa spesso in Italia; “La grande A” di Giulia Caminito (Giunti) che racconta un pezzo di storia nostra in terra d’Africa con due personaggi femminili indimenticabili.

4) Quali sono gli ultimi libri che hai letto?

Tre ristampe o inediti di scrittori italiani che tornano adesso in libreria, a proposito di tradizione letteraria: “Un quarto di donna” di Giuliana Ferri (Elliot) che andrebbe regalato a tutti gli uomini; “La vita nel suo movimento” (Einaudi) che raccoglie le recensioni cinematografiche di Elsa Morante; “Storiette e storiette tascabili” di Luigi Malerba (Quodlibet) che ci ricorda quando i grandi scrittori scrivevano per ragazzi senza considerarlo un sottogenere ma, al contrario, la prova d’intelligenza più difficile di tutte.

* Nadia Terranova (Messina, 1978) ha pubblicato numerosi libri per ragazzi. Nel 2015 è uscito il suo romanzo d’esordio Gli anni al contrario, Einaudi

13 Marzo 2017
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