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In Toscana cambia il piano del paesaggio, riapriranno le cave ultracentenarie

cave toscana (700 x 557)FIRENZE – Il piano del paesaggio cambia ancora volto. Nell’ultimo step in commissione Ambiente e’ caduto definitivamente il limite temporale alla riapertura delle cave di marmo. Nel testo precedente la riapertura, concessa solo per le attivita’ estrattive che insistevano sui crinali al di sotto dei 1.200 metri (vincolo che e’ rimasto intatto, salvando lo spirito del ribattezzato ‘lodo Rossi’), era possibile solo per quelle attivita’ dismesse da meno di 20 anni. Invece, cadendo questo parametro l’unico a restare vivo e’ quello dell’autorizzazione connesso alla legge Galasso del 1985. In breve, potranno riaprire anche cave centenarie, purche’ l’ultima autorizzazione utile sia stata rilasciata dopo il 1985, l’anno dell’entrata in vigore della Galasso.
L’altra modifica fondamentale concerne la valutazione paesaggistica. Se in precedenza per l’apertura o la riapertura di una cava era previsto che fosse tenuta in conto la carta di intervisibilita’- con un’analisi complessiva del paesaggio circostante- il testo aggiornato dalla commissione ha stabilito che non sara’ piu’ necessario prendere in considerazione il panorama complessivo. Due modifiche che hanno mandato in fibrillazione Rifondazione Comunista e la sua consigliera, Monica Sgherri. La quale, dopo aver votato contro ha promesso di ripresentare, in Consiglio regionale martedi’ prossimo, sotto forma di emendamenti, il piano paesaggistico originario. Alla fine, il testo e’ stato licenziato a maggioranza coi voti del Partito Democratico e il si’ decisivo di Marta Gazzarri del Popolo Toscano-Riformisti 2020, la quale ha chiarito, in fase di dichiarazione di voto che il suo e’ “un parere positivo di incoraggiamento e ringraziamento del lavoro fatto”.

di Carlandrea Adam Poli

(Prosegue nel notiziario DIRE in abbonamento)

13 marzo 2015

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