Cosa Nostra si riorganizza: dal ritorno degli ‘scappati’ al rischio di nuove violenze, la fotografia della DIA

Ecco l'ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia in merito all'attività di contrasto nel 2018.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Cosa Nostra siciliana vive “uno stato di generale criticità” ed è “ancora impegnata in un riassetto degli equilibri interni scaturito da una molteplicità di fattori”. Lo si legge nell’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia in merito all’attività di contrasto nel 2018.

Il documento, consegnato al Parlamento, individua nella sottrazione dei patrimoni illeciti e nell’arresto di affiliati e capi alcuni degli elementi che hanno portato a una “situazione di sofferenza” dell’organizzazione criminale. A tutto ciò si uniscono anche le confische e il “prolungato stato di detenzione di numerosi elementi di vertice e boss”.

Nella ‘crisi’ di Cosa nostra, secondo la Dia, ha inciso anche “la lunga mancanza di una effettiva struttura di vertice”, la cosiddetta ‘commissione’.

Secondo la Dia, nel corso degli ultimi anni Cosa nostra siciliana ha “senza dubbio subito qualche indebolimento come organizzazione compatta e unitaria”, con un conseguente “vuoto di potere” che “pone ora un’esigenza di rinnovamento e di riorganizzazione complessiva dell’organizzazione”: in questo scenario “non può escludere che capi emergenti, anche eredi di storiche famiglie, approfittino della situazione e cerchino spazi per scalare posizioni di potere, così come “non è da escludere che le articolate dinamiche dell’organizzazione possano sfociare in atti di violenza particolarmente cruenti”.

La possibilità di atti cruenti, tuttavia, “finora non è suffragata da indizi che facciano presagire – spiega la Dia – una volontà precisa di ritornare a forme di conflittualità eclatanti”. Secondo la Dia, comunque, “Cosa nostra si conferma una struttura ancora vitale, dinamica e plasmabile a seconda dei mutamenti delle condizioni esterne”.

MAFIE. DIA: GLI ‘SCAPPATI’ POTREBBERO RECUPERARE POTERE

La guerra di mafia dei primi anni Ottanta, vinta dai corleonesi di Riina e Provenzano, li costrinse a scappare in nordamerica ma adesso che sono tornati a Palermo, dopo un esilio di tanti anni, i cosiddetti ‘scappati’ “potrebbero recuperare quel potere che erano stati costretti a cedere”.

Il quadro è dipinto dalla Dia nella sua relazione semestrale al Parlamento. Secondo gli investigatori l’eventuale ritorno al potere di alcuni esponenti dello schieramento dei ‘perdenti’ potrebbe concretizzarsi “anche stringendo accordi con gli eredi degli antichi rivali”.

MAFIE. DIA: ALCUNI MANDAMENTI CONTRO RICOSTITUZIONE CUPOLA

La ricostituzione della ‘commissione’ di Cosa nostra, la cosiddetta ‘cupola’ con funzioni decisionali all’interno dell’organizzazione, registra la contrarietà di alcuni mandamenti. È quanto emerge dall’ultima relazione semestrale della Dia.

La rinascita della commissione, secondo la Direzione investigativa antimafia, “non sembrerebbe auspicata da tutte le rappresentanze dei mandamenti, specie di quelli più attivi nella gestione delle attività economiche anche fuori dal territorio di competenza”.

Realtà “abituate ad agire quasi in autonomia”, spiegano gli investigatori e che “potrebbero soffrire la restrizione delle regole imposte dalla ‘commissione'”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

13 Febbraio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»